Tagliacozzo. In un luogo carico di storia e di silenzio, dove le pietre conservano ancora i segni del dolore e della speranza, una domenica mattina è diventata occasione di memoria, preghiera e riconoscenza.
Nel convento di San Francesco si è tenuto un momento di commemorazione dedicato ai partigiani della Brigata dei Marsi e alle famiglie che pagarono sulla propria pelle il prezzo della libertà durante l’occupazione nazista.
L’iniziativa, promossa da Enrica Sorgi, ha riunito una trentina di familiari e cittadini che hanno voluto rendere omaggio a uomini e donne coinvolti nella lotta partigiana guidata dal noto partigiano Bruno Corvi. Un ricordo sentito, che ha riportato alla luce una pagina dolorosa ma fondamentale della storia del territorio. Al centro della commemorazione la vicenda dei partigiani avezzanesi Loreto, Agostino e Felice, che riuscirono a sottrarsi alla cattura.
La loro fuga provocò però una dura ritorsione da parte dei tedeschi, che arrestarono altri familiari e compaesani. Tra questi Loreto e Angela, che si trovavano presso i genitori di Felice, Delfina e Laura. Furono arrestati anche Agostino e Luisa, genitori di Lola, Mario e Angelo. Tutti loro vennero rinchiusi nelle celle allestite dai tedeschi al piano terra del convento di San Francesco, trasformato in quei mesi drammatici in luogo di detenzione. Qui i parenti, tra cui anche Enrica Sorgi quando era più giovane, si recavano per portare conforto e per cercare di vedere i propri familiari imprigionati. Proprio per questo la commemorazione è stata voluta nello stesso luogo dove avvennero quei fatti. Un gesto dal forte valore simbolico, quasi a restituire dignità e memoria a quelle stanze che furono teatro di sofferenza ma anche di coraggio. La mattinata si è aperta con la Santa Messa celebrata dal guardiano del convento di San Francesco, padre Attilio Terenzio. Un momento di raccoglimento che ha unito fede e storia, ricordando il sacrificio di chi pagò con la prigionia e con la paura la scelta di stare dalla parte della libertà.
Al termine della celebrazione, le guide Fabio e Sandro hanno accompagnato i presenti in una visita nei locali del convento dove un tempo erano state allestite le carceri. Tra corridoi e stanze che conservano ancora i segni sui muri di quel periodo, i familiari hanno potuto vedere da vicino i luoghi in cui i loro parenti furono detenuti.
È stato un percorso intenso, fatto di racconti, ricordi e silenzi. Un modo concreto per trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria e il prezzo pagato da tante persone comuni per difendere la libertà.
In quella mattina, tra le mura del convento francescano, la storia non è rimasta soltanto nei libri. È tornata a vivere nei volti dei familiari, nelle parole delle guide e nella preghiera condivisa.
Perché la libertà, quella conquistata anche grazie al coraggio dei partigiani della Brigata dei Marsi, continua a chiedere di essere ricordata. E custodita.








