Lecce nei Marsi. A Lecce nei Marsi nasce il più grande frutteto d’Abruzzo per salvare l’orso marsicano.
Prende forma un’iniziativa ambiziosa che unisce tutela ambientale, valorizzazione del territorio e convivenza tra uomo e fauna selvatica. A partire dalla fine di marzo, nell’area marsicana compresa tra Abruzzo e Molise sorgerà il più grande frutteto della regione, pensato per favorire una gestione più virtuosa del territorio e sostenere la coesistenza con l’orso bruno marsicano.
Il progetto è promosso da Ancos Aps – comitato di Avezzano, grazie ai fondi del 5×1000, ed è il risultato di un percorso lungo circa tre anni che ora entra nella sua fase operativa.
Il cuore dell’iniziativa è rappresentato dalla piantumazione di 330 piante da frutto nell’area della Guardia. Un intervento mirato, che punta a creare un ambiente favorevole sia per la biodiversità sia per l’orso marsicano, specie simbolo dell’Abruzzo e attualmente a rischio di estinzione.
Nel dettaglio, saranno messi a dimora:
91 piante di melo
30 di pero
57 di sorbo
70 di ciliegio
70 di susino
12 di mandorlo
Un mosaico vegetale pensato per offrire risorse alimentari naturali alla fauna selvatica, riducendo al contempo il rischio di incursioni nei centri abitati.
Il progetto si distingue per la forte collaborazione tra enti e realtà del territorio. Accanto ad Ancos Aps, partecipano attivamente il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Comune di Lecce nei Marsi e l’Istituto Serpieri di Avezzano.
Proprio gli studenti dell’istituto saranno coinvolti direttamente nelle operazioni di piantumazione, trasformando l’iniziativa in un’esperienza formativa concreta oltre che in un’azione ambientale.
Un ruolo importante sarà svolto anche dall’associazione Salviamo l’Orso, che si occuperà della recinzione e della messa in sicurezza dell’area, garantendo la corretta gestione del frutteto.
Il progetto è stato al centro del convegno “L’orso marsicano: simbolo di un territorio”, svoltosi nella mattinata di oggi nella sala consiliare del Comune di Lecce nei Marsi. Un momento di confronto che ha visto la partecipazione di istituzioni, esperti e rappresentanti del mondo associativo.
Tra gli interventi, quelli del sindaco Augusto Barile, dell’assessore regionale Emanuele Imprudente, del presidente del Parco Giovanni Cannata e del direttore Luciano Sammarone, insieme ai rappresentanti di Ancos Aps e del mondo scolastico.
Come spiegato dal direttivo di Ancos Aps di Avezzano, l’idea nasce in seguito a alcuni episodi di cronaca che hanno riportato l’attenzione sulla necessità di una convivenza più equilibrata tra uomo e fauna selvatica.
Dopo studi, confronti con esperti e un lungo lavoro preparatorio, la scelta è ricaduta su un intervento concreto e sostenibile: creare un habitat capace di rispondere alle esigenze dell’orso senza entrare in conflitto con le attività umane.
Il frutteto rappresenta molto più di un’opera agricola: è un modello di gestione territoriale che punta a prevenire i conflitti e a promuovere una cultura della convivenza.
Un progetto reso possibile anche grazie al contributo dei cittadini attraverso il 5×1000, e che dimostra come la collaborazione tra istituzioni, associazioni e comunità possa generare risultati tangibili.
In un territorio profondamente legato alla sua natura, l’orso marsicano torna così al centro di una visione condivisa: non più problema da gestire, ma risorsa da proteggere e simbolo identitario da valorizzare.




