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CLASSE V C, SCUOLA GIUSEPPE MAZZINI DI AVEZZANO

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
12 Dicembre 2014
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Ci piace l’idea di pensare a Gesù nato qui ad Avezzano, la città della maggior parte di noi. Gabriella, però, dice che sarebbe potuto nascere anche a Capistrello come lei o a Cappelle come Ilaria. Be’, non ha proprio importanza il posto preciso: siamo o non siamo tutti abitanti di un territorio più ampio che accoglie i nostri e tanti altri ridenti paesi tra colli, monti e pianure?
Sì, parliamo della nostra Marsica, la Terra di tutti noi!
Quando Francesco e Alessia vanno a trovare zii e nonni a Villavallelonga sono ancora in territorio marsicano, seppur così diverso dalla nostra cittadina, che è moderna, estesa e abbracciata da monti che l’ accolgono e la proteggono insieme all’immensa distesa dei campi del Fucino.
Se Gesù avesse potuto scegliere un posticino della Marsica in cui nascere, anche perché lui, è risaputo, è di poche pretese, sarebbe stato benissimo ovunque. E immaginandolo bambino come noi, in giro per la Marsica con i suoi genitori, ne avrebbe visti di panorami mozzafiato! Avventurandosi su strade con tornanti, incassate tra le montagne, avrebbe scorto facilmente tanti di quei paesini simili a presepi, con la chiesa dal campanile aguzzo più di una matita appuntita che li sorveglia dall’alto. Si sarebbe meravigliato di sicuro e avrebbe avuto voglia di restarci per un po’ a godersi l’aria fresca e pura, la tranquillità e la spensieratezza dei giochi dei bambini al parco ben attrezzato e colorato, sistemato accanto alla piazza principale, piena di gente.
-Qui ci vivrei volentieri!- sicuramente direbbe.
-Accontentati di trascorrerci qualche giorno di vacanza, per ora, visto che abitiamo ad Avezzano!- gli risponderebbe suo padre che lavora lì.
La famiglia del nostro amico Gesù sarebbe la famiglia di ognuno di noi: una simpatica coppietta con un bambino o, perché no, con dei fratellini e sorelline. Un giorno per farsi conoscere ci racconterebbe la sua biografia e noi gli narreremmo la nostra e ci scopriremmo diversi nell’uguaglianza e così simili nella diversità. Ci affascinerebbe con le sue storie semplici, ma vere, vissute con familiari che si vogliono un mondo di bene, uniti da un legame di affetto, amore e solidarietà, resistente come un pezzo di acciaio. Ci stupirebbe raccontandoci i suoi giochi così diversi dai nostri e ce li insegnerebbe, dimostrandoci che ci si può divertire riscoprendo la voglia di stare insieme, ridere, scherzare, correre e saltare! Noi gli racconteremmo che abbiamo sempre da studiare e non sempre ne abbiamo voglia, ma per semplificarci la vita usiamo i nostri telefonini per fotografare i compiti e copiarli in fretta all’amico fidato per correre insieme in palestra o in piscina o al campetto…
Il sabato pomeriggio, se in casa non si hanno altri impegni, lo inviteremmo a giocare con noi.
Gli mostreremmo i nostri ipad, iphone, gli insegneremmo a scattare foto, ad inviare messaggi, a navigare su internet… guarderemmo la tv o giocheremmo con la play, canteremmo, salteremmo, mangeremmo dolci e patatine ridendo a crepapelle!
Ci chiederemmo: -Si divertirà Gesù? Avrà voglia di tornare ancora da noi? O si sarà talmente annoiato da preferire altro?
Gli faremmo, inoltre, una gran testa con i nostri racconti, sì perché ci piace tanto chiacchierare tra di noi, delle nostre cose, dei nostri desideri… gli parleremmo delle nostre delusioni, di quanto può essere triste e mortificante per noi ricevere un’offesa, un rimprovero immeritato o eccessivo… di come, a volte, non riusciamo a capire perché un compagno un po’ “bulletto” ci tratti male escludendoci da un gioco o rivolgendoci richieste, espressioni che non ci piacciono e non capiamo. Sicuramente Gesù troverebbe le parole più giuste per tirarci su il morale, spingendoci a riflettere, a sopportare, comprendere, ad aiutarci, insomma a volerci più bene!
Si rattristerebbe scoprendo che qui gli adulti son tutti preoccupati per la crisi che dura da anni e non sembra finire mai! Lo amareggerebbe che alcuni genitori sono senza lavoro o rischiano la cassa integrazione, che i negozi sono in difficoltà perché la gente compra sempre meno e molti chiudono, come quello di giocattoli sotto casa di Chiara. Vedrebbe i centri commerciali, si accorgerebbe che i nostri genitori devono fare i conti con il loro portafogli, anche perché come dicono in molti:- A mangiare bisogna mangiare, a vestirci anche, le bollette vanno pagate… ed allora? Bisogna saper rinunciare al superfluo! Ma qual è?
Gesù ci rimprovererebbe dicendoci di non spendere soldi in stupidaggini, ci solleciterebbe ad essere più semplici e nobili nell’animo, ad apprezzare quello che si ha, a non desiderare, sempre e necessariamente, di più e magari a donare a chi è davvero povero.
Anche Lui, gironzolando per la città, noterebbe i numerosi immigrati che hanno dolorosamente lasciato il loro paese per cercare un po’ di fortuna nella nostra Marsica: una terra che, nonostante le sue numerose difficoltà economiche e sociali, li accoglie, li aiuta, li sostiene in un reciproco scambio che gratifica e arricchisce l’intera nostra popolazione.
Gesù capirebbe che c’è in tutti noi tanta buona volontà, ma che spesso, senza neanche rendersene conto, la strada che si è scelta non è proprio quella più giusta e che si potrebbe far di più e meglio. Ci inviterebbe a sederci accanto ai nostri genitori e ai nostri nonni ad ascoltare attenti le loro storie per riassaporare e rinvigorire vecchie tradizioni.
Lui ascolterebbe le nostre preghiere, le terrebbe bene in conto e ci aiuterebbe ad essere forti e coraggiosi affinché ci possa essere per noi e la nostra Terra un futuro migliore.
Sarebbe fantastico! Grazie, comunque, Gesù.

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