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Pendolari tuonano contro il mondo politico: siamo stanchi delle continue promesse

Redazione Attualità di Redazione Attualità
11 Gennaio 2014
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Tagliacozzo. Tante promesse ma nessuna risposta concreta. Inizia così lo sfogo dei pendolari della linea ferroviaria Roma-Avezzano-Pescara stanchi delle continue promesse non mantenute da parte delle istituzioni. “Un mese è passato, i tempi tecnici per le modifiche, anche, cosa dobbiamo aspettare ancora?”, ha spiegato Daniele Luciani, esponente del Comitato pendolari, “ci è stato promesso un costante e continuo interessamento ai nostri problemi, frutto del coinvolgimento istituzionale ad alto livello, ministro, senatori, onorevoli, chi più ne ha più ne metta. Il cambiamento, ancora non c’è stato, e chissà se mai ci sarà! Pendolari, treno incendiato sulla lineaGrazie all’Assessore Morra, che nella sua lungimiranza, è stato il primo a chiudere qualsiasi trattativa di rinnovo con Trenitalia (prima di Veneto e Toscana), vista la loro inadempienza nell’ offrire un servizio adeguato alla decenza umana. Dobbiamo almeno riconoscergli l’ impegno profuso per la nostra causa. A cascata si sono succeduti altri personaggi politici, di opposte fazioni, ma pur sempre i benvenuti, che si sono “interessati al caso”. Interessati, ecco questa è la parola giusta, interessati forse solo perché sollecitati dalle nostre lamentele quotidiane, ed è triste dirlo, mai intervenuti personalmente nel prendere in mano la situazione. Il loro è sempre stato un “appoggio” al nostro lavoro di “ricognizione ed esplorazione del nemico”. Sicuramente un appoggio molto gradito, senza il quale non è possibile raggiungere le alte mete, ma non per questo molto frustrante per noi, perché dobbiamo essere sempre e solo noi a muovere i primi passi. Avremmo sicuramente gradito un loro coinvolgimento diretto, nel chiedere spiegazioni al nostro interlocutore. E’ vero ci sono state delle interrogazioni parlamentari, ma sempre sollecitate dai nostri “pianti”.
L’incontro con il ministro Lupi, ampio risalto, grande risonanza, telefonate a destra e a sinistra, sia per i problemi della Linea Roma-Avezzano-Pescara che per la Linea Avezzano-Roccasecca, ma ad un mese di distanza, tutte le promesse fatte sono ancora senza conferma. L’attestazione dei treni a Roma Termini, zero assoluto, la riapertura della Avezzano-Roccasecca, zero assoluto. E’ triste ammetterlo, ma avevamo creduto ad un diverso scenario. Credevamo, finalmente di avere fatto le mosse giuste, toccato i tasti giusti, coinvolte le persone giuste, i politici giusti, invece il nulla è sempre presente nella nostra casella. Il nulla e basta, e non vorremmo che a questo seguisse anche la beffa, in quanto l’ unico cambiamento che c’è stato dopo quell’incontro, è stato il numero in codice dei treni, aumentando il numero delle cifre che lo compongono. Una volta, anni fa, questo numero era sinonimo di classificazione per il treno, più il numero era piccolo e più importanza veniva dato al treno. Ora aumentando questo numero, temiamo che i nostri treni vengano “declassati”, cioè, la nostra paura è che al dunque in un futuro non molto lontano, vedi giugno, i nostri treni dovranno effettuare delle fermate in più, che ora non fanno, soprattutto in territorio laziale. E questo sarebbe veramente troppo. Avremmo fatto una lotta che non è servita a nessuno.
Come accennavo, siamo sempre qui a scrivere ed a sollecitare “qualcuno” più alto di noi che faccia delle mosse appropriate, per noi. OK. Se avete la voglia di farlo, fatelo e fatelo in fretta. La faccia la state perdendo Voi e non noi. Noi nel nostro piccolo continueremo sempre a urlare il nostro disappunto, ma siamo sempre disposti a riconoscere i meriti. A buon intenditor…….poche parole”.
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