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Delitto di Capodanno, un’assoluzione e una riduzione di pena in Corte d’appello

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
19 Ottobre 2013
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Sante Marie. Un’assoluzione, una riduzione di pena e una conferma di condanna. E’ quanto deciso ieri in corte d’Appello d’assise d’appello dell’Aquila nei confronti dei tre presunti complici dell’assassino materiale del 19enne romeno Julian Bivolaru, ucciso per aver difeso una ragazza da un corteggiamento non gradito. Ad essere accusati dell’omicidio di capodanno, avvenuto tra il 2009 e il 2010 a San Giovanni di Sante Marie, oltre al ventiquattrenne Adrian Zabuliche condannato nel 2009 a dieci anni di reclusione per omicidio preterintenzionale con rito abbreviato dal Tribunale di Avezzano, erano anche altri tre giovani, condannati in corte d’assise a 10 anni due di loro e a 6 anni e 8 mesi il terzo. Ora quest’ultimo è stato assolto. si tratta di George Kostika Pintile. Cristian Zorin Zabuliche ha ottenuto invece la riduzione da dieci a 6 anni e 8 mesi. Per Marian Miron la condanna è stata confermata. Delitto di Capodanno a San Giovanni di Sante MarieSecondo la ricostruzione del delitto, Bivolaru e Cristian Zorin Zabuliche, fratello minore di Adrian, poco dopo la mezzanotte, durante una festa, cominciarono a litigare. Cristian ando’ in auto ad Aprilia per chiedere aiuto al fratello e si ripresento’ con lui sul posto dei festeggiamenti intorno alle 2. Bivolaru allora fu picchiato selvaggiamente per ore, poi fu raggiunto alla gamba da una coltellata che gli recise l’arteria femorale, provocando la morte in pochi minuti per dissanguamento. Le parti civili erano difese da Leonardo Cascere e Germana Bove.
I difensori degli imputati Antonio Milo e Andrea Tinarelli, hanno sostenuto che non c’era la configurabilità di concorso nel delitto poiché dal dibattimento non era emersa alcuna istigazione o consapevolezza delle intenzioni dell’aggressore che era stato l’unico responsabile del delitto, come risultato dalle numerosissime testimonianze e dalle prove scientifiche emerse in dibattimento. Inoltre secondo i difensori, l’unico testimone a carico ascoltato con rogatoria internazionale in Romania non era credibile poiché il suo racconto contrastava con quello di tutti gli altri testimoni.

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