Avezzano. «Non rimanete prigionieri dei social, non lasciatevi definire dai vostri fallimenti, dalle vostre paure e dagli errori che avete commesso. Non abbiate paura di amare e di andare controcorrente». È un invito a riscoprire il coraggio della fede, della libertà e delle scelte autentiche quello rivolto dal vescovo dei Marsi, Giovanni Massaro, ai giovani della diocesi durante la missione popolare dei seminaristi, in corso ad Avezzano dal 3 all’8 novembre. Un’esperienza di evangelizzazione che sta coinvolgendo scuole, parrocchie, famiglie e realtà assistenziali della città, con la partecipazione di 21 giovani del Pontificio Seminario regionale San Pio X di Chieti.
Al centro della riflessione del presule, pronunciata durante un momento di preghiera, il ruolo delle nuove generazioni nella vita della Chiesa e nella società. Un messaggio che va oltre la dimensione strettamente religiosa, toccando temi come le relazioni umane, le fragilità personali, la paura del futuro e il rischio di una vita condizionata dalle apparenze e dalle tecnologie.
«La Chiesa non ha bisogno soltanto di giovani che partecipino ai suoi eventi», ha sottolineato Massaro, «ha bisogno di giovani che siano Chiesa, che si sentano protagonisti, che portino il Vangelo nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, nelle amicizie, nelle famiglie, nel mondo digitale».
Il vescovo ha quindi richiamato i ragazzi al valore dei piccoli gesti quotidiani, invitandoli a non cercare necessariamente imprese eccezionali, ma a dare un significato più profondo alle relazioni e alle responsabilità di ogni giorno. «Non dovete fare cose straordinarie. Dovete imparare a vivere in modo straordinario le cose ordinarie», ha spiegato, citando come esempi l’ascolto di una persona in difficoltà, la difesa di un compagno vittima di un’ingiustizia e la capacità di offrire una parola buona anziché giudicare.
Tre le parole consegnate ai giovani: fidatevi, alzatevi, andate. La prima è un invito ad affidarsi a Cristo anche nei momenti di incertezza, quando il futuro appare difficile da comprendere. La seconda richiama la necessità di reagire alla passività e di non lasciarsi imprigionare dalle proprie paure. Richiamando il libro Gli sdraiati di Michele Serra, pubblicato nel 2013, il presule ha esortato i ragazzi a non rassegnarsi a un’esistenza senza slanci e motivazioni.
«Voi, ragazzi, alzatevi», ha scandito Massaro, ricordando che gli errori e i fallimenti non devono diventare un limite definitivo. La terza parola, «andate», è invece un invito a portare agli altri una testimonianza concreta di speranza, amicizia e solidarietà.
Particolarmente significativo anche il passaggio dedicato alla vocazione e alla ricerca della felicità. Il vescovo ha ricordato un episodio dei propri anni di seminario, quando alcuni compagni temevano di essere chiamati al sacerdozio. «Il Signore non può mai chiederci qualcosa che veramente non ci renda pienamente felici», ha affermato, sottolineando come ogni persona sia chiamata a scoprire liberamente la propria strada.
«Non accontentatevi mai di una vita piccola, ripiegata su voi stessi. Il Signore ha messo nel vostro cuore desideri grandi perché vi ha creati per amare e per donarvi». Un’esortazione accompagnata dall’invito a non avere paura di scegliere l’amore, anche quando questo significa andare controcorrente rispetto alla ricerca del benessere, del potere e del successo.
L’omelia si è conclusa con un messaggio di incoraggiamento rivolto soprattutto a quanti attraversano momenti di fragilità: «Non siete soli, non siete abbandonati, non siete un problema da risolvere. Voi siete un dono prezioso per Dio e per la Chiesa».
La missione popolare, promossa dalla diocesi dei Marsi, ha preso il via martedì 3 novembre con l’accoglienza dei seminaristi nella parrocchia di San Giovanni, alla presenza del vescovo e delle famiglie ospitanti. Nella stessa giornata i giovani hanno partecipato alla celebrazione eucaristica a Pescina, in occasione della festa di San Berardo, patrono della diocesi.
Nel corso della settimana i 21 seminaristi sono entrati nelle scuole superiori della città, affiancando gli insegnanti di religione e confrontandosi con gli studenti sul significato della vocazione, della fede e delle scelte di vita. Hanno inoltre preso parte agli incontri nelle parrocchie, ai centri di ascolto e alle attività rivolte alle comunità locali.
Una parte importante della missione è dedicata anche alla vicinanza alle persone più fragili, attraverso le visite agli ammalati, agli anziani dell’Istituto Don Orione e agli ospiti delle case di riposo. I seminaristi sono inoltre accolti nelle abitazioni di alcune famiglie della città, con le quali condividono pasti e momenti della vita quotidiana, sperimentando una forma di evangelizzazione fondata sull’incontro diretto e sulla condivisione.
Il programma entra ora nella sua fase conclusiva. Domani, sabato 7 novembre, alle 21, nella cattedrale di Avezzano si terrà l’iniziativa «Luce nella notte», con adorazione eucaristica, confessioni ed evangelizzazione nelle strade cittadine. Un appuntamento pensato per raggiungere anche chi è lontano dalla vita ecclesiale, offrendo occasioni di dialogo e di riflessione.
La missione terminerà domenica 8 novembre con le celebrazioni eucaristiche nelle parrocchie che hanno ospitato i seminaristi e il pranzo conclusivo nelle famiglie.
Un’esperienza che, attraverso il contatto diretto con studenti, giovani, anziani e famiglie, intende rafforzare il legame tra la Chiesa e il territorio, rilanciando soprattutto il protagonismo delle nuove generazioni. Proprio a loro Massaro ha affidato il messaggio conclusivo della sua riflessione, richiamando le parole di Gesù: «Coraggio, io ho vinto il mondo».



