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Operazione Red Gold, dissequestrate le 4 autocisterne: i controlli non rilevano anomalie nei contatori

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
7 Novembre 2026
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Avezzano. Nuovi sviluppi nell’inchiesta “Red Gold”, l’operazione della Guardia di Finanza di Pescara che lo scorso aprile aveva portato a perquisizioni e sequestri nell’ambito di un’indagine su presunte frodi nel settore petrolifero. A distanza di circa sei mesi, la Procura della Repubblica di Avezzano ha disposto il dissequestro delle quattro autocisterne utilizzate dalla società B.P. Energia, dopo una serie di accertamenti tecnici che non avrebbero evidenziato irregolarità nei quantitativi di carburante erogati.

Il provvedimento rappresenta un nuovo passaggio nella vicenda giudiziaria, già segnata dalla decisione della Corte di Cassazione che a settembre aveva annullato i sequestri di automobili di lusso, orologi, gioielli e denaro contante riconducibili all’imprenditore avezzanese Massimo Pacilli.

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Questa volta al centro degli accertamenti sono finiti i mezzi utilizzati per il trasporto e la distribuzione dei carburanti, sui quali gli investigatori avevano ipotizzato la presenza di dispositivi di misurazione alterati. Secondo la ricostruzione iniziale della Guardia di Finanza, la presunta manomissione dei contalitri avrebbe consentito di consegnare ai clienti, comprese alcune pubbliche amministrazioni, quantitativi di gasolio inferiori rispetto a quelli fatturati, destinando il carburante sottratto a un circuito parallelo di commercializzazione.

Le verifiche tecniche, tuttavia, hanno restituito risultati che non confermerebbero questo specifico meccanismo. Secondo la documentazione prodotta dalla difesa, gli accertamenti disposti nell’ambito del procedimento hanno rilevato che i misuratori volumetrici delle quattro autocisterne rispettavano le tolleranze metrologiche previste dalla normativa, senza superare il limite massimo consentito del 5 per mille.

Il consulente tecnico incaricato dalla Procura aveva comunque segnalato alcune criticità riguardanti i sigilli e la documentazione metrologica dei mezzi, per le quali erano stati richiesti interventi di regolarizzazione prima della rimessa in circolazione. Le operazioni sono state eseguite il 26 ottobre, con verifiche e ripristini effettuati alla presenza della Guardia di Finanza.

Le quattro autocisterne interessate sono un Volvo, un Mercedes-Benz, un Daimler e un Iveco, rimasti indisponibili per diversi mesi. Il dissequestro consente ora alla società di tornare a utilizzare mezzi necessari alla propria attività di distribuzione dei prodotti petroliferi.

Un altro elemento riguarda la presunta miscelazione tra gasolio destinato al riscaldamento e gasolio per autotrazione, ipotesi che figurava nella ricostruzione investigativa originaria. Secondo quanto riferito dalla difesa, anche le analisi condotte dal Laboratorio chimico delle Dogane di Roma sui campioni esaminati non avrebbero riscontrato la contestata miscelazione. Un risultato che, se confermato nel complessivo quadro probatorio, potrebbe incidere sulla valutazione di alcuni aspetti dell’inchiesta.

La restituzione delle autocisterne arriva dopo mesi di indisponibilità dei mezzi, con conseguenze operative ed economiche che, secondo quanto riferito dagli interessati, avrebbero inciso sull’attività aziendale, sui rapporti bancari e sull’accesso al credito.

L’istanza di dissequestro è stata presentata dagli avvocati Pasquale Milo e Massimiliano Zitti, difensori nell’ambito del procedimento coordinato dalla Procura della Repubblica di Avezzano, guidata dal procuratore capo Maurizio Maria Cerrato.

L’operazione “Red Gold”, scattata il 9 aprile, aveva coinvolto complessivamente 15 indagati e circa 50 finanzieri, impegnati in perquisizioni tra le province dell’Aquila, Pescara, Milano e Roma, con il supporto degli specialisti dello Scico e delle unità cinofile addestrate alla ricerca di denaro contante. Al centro dell’indagine un presunto sistema illecito nel commercio dei carburanti, con ipotesi di reato che comprendevano, a vario titolo, violazioni delle accise, frode nelle pubbliche forniture, ricettazione, omessa dichiarazione e autoriciclaggio.

Il dissequestro delle autocisterne non determina la conclusione dell’inchiesta né costituisce un accertamento definitivo sull’insussistenza dei reati ipotizzati. I risultati delle verifiche tecniche rappresentano tuttavia elementi rilevanti per la valutazione delle contestazioni originarie, mentre gli accertamenti giudiziari proseguono per chiarire eventuali responsabilità.

Dopo la restituzione dei beni di lusso disposta dalla Cassazione, anche le quattro autocisterne escono dunque dal sequestro. Resta ora da verificare quale peso avranno gli esiti delle analisi tecniche nell’ulteriore sviluppo del procedimento.

Tags: abruzzored gold
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