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Rifugio Casale da Monte: al via il progetto di riqualificazione, le foto di come verrà e il programma per la riapertura

Redazione Abruzzo di Redazione Abruzzo
7 Novembre 2026
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Massa d’Albe. Un investimento di 300mila euro, un progetto di riqualificazione che guarda alla sostenibilità, all’accessibilità e alla valorizzazione turistica della montagna, e un obiettivo preciso: restituire alla comunità e agli escursionisti il rifugio Casale da Monte, il prima possibile. È quanto emerso dalla conferenza stampa che si è svolta oggi nella Sala Polifunzionale di Massa d’Albe, stracolma di persone, alla presenza di amministratori, rappresentanti istituzionali, tecnici e appassionati della montagna. Un appuntamento che ha permesso di fare chiarezza sul futuro di una struttura al centro, negli ultimi anni, di numerose discussioni e polemiche, ma soprattutto di illustrare un progetto che punta a trasformare Casale da Monte in un punto di riferimento per il turismo montano, con una prospettiva che va ben oltre i confini locali.

Ad aprire la conferenza è stato il moderatore Francesco Proia, che ha ripercorso le vicende recenti del rifugio, dal maggio 2016, quando la struttura venne affidata a un gestore che ne ha garantito l’apertura fino al settembre 2024. In quella data è arrivata la riconsegna delle chiavi al Comune di Massa d’Albe, un passaggio che ha dato origine a una lunga stagione di polemiche e confronti sul destino della struttura. L’amministrazione comunale ha però deciso di cogliere questa fase di transizione come un’opportunità, scegliendo di portare avanti alcuni interventi di ammodernamento già programmati da tempo. Un intervento necessario, perché dietro l’apparente funzionalità del rifugio si nascondevano diverse criticità interne, che rendevano indispensabile una riqualificazione prima di procedere a una nuova fase di utilizzo della struttura.

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Da questa esigenza ha preso forma un’iniziativa più ampia, costruita attraverso la collaborazione di tre amministrazioni comunali: Magliano de’ Marsi, in qualità di Comune capofila, Massa d’Albe e Ovindoli. Il progetto interessa tre strutture montane del territorio: la Capanna di Sevice, nel Comune di Magliano de’ Marsi, il Casale da Monte, a Massa d’Albe, e il rifugio Telespazio, a Ovindoli. L’obiettivo comune è quello di mettere in sicurezza e valorizzare tre presìdi importanti per la frequentazione della montagna, creando le condizioni per un’offerta turistica più qualificata, sostenibile e capace di rispondere alle esigenze dei visitatori moderni. Per quanto riguarda Casale da Monte, l’investimento inizialmente previsto, pari a 100mila euro, è stato progressivamente incrementato fino a raggiungere 300mila euro, finanziati dalla Regione Abruzzo attraverso i fondi FSC (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione). Una scelta che comporta tempi di realizzazione leggermente più lunghi rispetto alle previsioni iniziali, ma che punta a un risultato più ambizioso: non limitarsi a risolvere le criticità esistenti, bensì creare le condizioni affinché il rifugio possa entrare in un circuito turistico di respiro nazionale.

La conferenza è entrata nel vivo con l’intervento del sindaco di Massa d’Albe, Nicola Blasetti, che ha aperto ufficialmente l’incontro portando i saluti istituzionali. A seguire ha preso la parola Pasqualino Di Cristofano, sindaco di Magliano de’ Marsi, che ha sottolineato il valore della collaborazione tra i tre Comuni coinvolti. Un risultato raggiunto grazie a un percorso condiviso, alla sintonia tra le amministrazioni e al sostegno del Parco Regionale Sirente-Velino e della Regione Abruzzo. Il progetto rappresenta infatti un esempio di cooperazione istituzionale, nella quale le singole esigenze locali vengono inserite in una strategia più ampia di valorizzazione del patrimonio montano. È stato poi il turno di Francesco D’Amore, presidente del Parco Regionale Sirente-Velino, che ha ricostruito il percorso attraverso il quale è stato possibile arrivare all’ottenimento dei finanziamenti, illustrandone le finalità e sottolineando il legame tra valorizzazione e tutela ambientale. Un equilibrio fondamentale per un territorio nel quale lo sviluppo del turismo deve necessariamente accompagnarsi alla salvaguardia delle risorse naturali e paesaggistiche.

La parte più tecnica della conferenza è stata affidata all’architetto Marcello Borrone, professionista con una vasta e consolidata esperienza nell’architettura d’alta quota e nella progettazione dei rifugi dell’Appennino. Attraverso una presentazione accompagnata da slide, Borrone è entrato nel dettaglio del progetto, illustrandone le caratteristiche architettoniche, gli interventi previsti e i principali ambiti di miglioramento. L’attenzione si è concentrata non soltanto sulla riqualificazione della struttura, ma anche sulla sua futura funzione nel contesto montano. Sostenibilità, turismo e accessibilità sono tra i temi centrali di una progettazione che intende rispondere a esigenze più ampie rispetto alla semplice accoglienza degli escursionisti. Particolare rilievo è stato attribuito anche al ruolo che una struttura come Casale da Monte può svolgere in ambiti quali il soccorso, l’educazione alla corretta frequentazione della montagna, la fruibilità universale, la didattica e la tutela dell’ambiente. Una visione che guarda al rifugio come a un presidio territoriale polifunzionale: un luogo di riferimento per chi frequenta la montagna, ma anche uno spazio capace di contribuire alla diffusione della cultura ambientale e a un approccio più consapevole e inclusivo al patrimonio naturale. Sono state infine proiettate delle immagini, che vi riportiamo nella galleria qui sotto. E’ da specificare che si tratta di rendering progettuali, che servono solo a fornire un’idea di come potrebbe venire la ristrutturazione una volta che verranno ultimati i lavori ultimati.

Uno degli aspetti più attesi della conferenza ha riguardato naturalmente il cronoprogramma degli interventi. Secondo le previsioni illustrate, il progetto esecutivo dovrebbe essere pronto entro gennaio 2027. Seguiranno il passaggio di approvazione da parte del Parco e l’avvio delle procedure di gara necessarie per affidare i lavori. Il condizionale, come è stato evidenziato durante l’incontro, rimane inevitabile quando si parla di procedure amministrative, autorizzazioni e tempi burocratici, soprattutto se queste coinvolgono più di un ente. Se tutti i passaggi procederanno senza particolari rallentamenti, il rifugio Casale da Monte potrebbe tornare operativo già entro la seconda metà del 2027. Una prospettiva che richiede ancora diversi passaggi, ma che offre finalmente un orizzonte concreto a due anni dalla riconsegna delle chiavi.

La serata è stata preceduta anche da un momento di riconoscimento pubblico. Prima dell’inizio della conferenza stampa, la dottoressa Concetta Balsorio, Alessandro Felli e Roberto Candeloro, hanno approfittato dell’occasione per consegnare un riconoscimento al sindaco Nicola Blasetti, in segno di apprezzamento per l’impegno profuso nell’organizzazione della II edizione della SkyRace del Maglio, anche sul territorio di Massa d’Albe. Un gesto che ha voluto sottolineare il contributo dell’amministrazione alla promozione delle attività sportive in montagna e alla valorizzazione del territorio attraverso eventi capaci di richiamare appassionati e atleti.

 

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