Canistro. Immaginare una nuova vita per la stazione ferroviaria e trasformarla in un’opportunità di rilancio per l’intero territorio. È questa la sfida al centro del workshop “Architetture per contesti fragili”, che ha portato a Canistro oltre 30 studenti del Politecnico di Milano, impegnati per tre giorni in un percorso di conoscenza, analisi e progettazione.
Accompagnati dalla professoressa Emilia Corradi e dai tutor universitari, gli studenti hanno avuto l’occasione di immergersi nella realtà locale, conoscere le caratteristiche paesaggistiche, storiche e sociali del territorio e individuare nuove prospettive per il recupero e la valorizzazione della stazione ferroviaria e degli spazi ad essa collegati.
Un’esperienza sul campo che ha già prodotto i primi risultati. Nel corso della presentazione delle bozze progettuali sono emerse proposte e suggestioni particolarmente interessanti, capaci di guardare alla rigenerazione non soltanto come recupero architettonico, ma come occasione per ripensare il rapporto tra territorio, ambiente e sviluppo.
Tra i temi affrontati figurano la gestione dell’acqua, la riduzione del rischio idrogeologico, la prevenzione delle alluvioni e le potenzialità legate allo sviluppo turistico. Idee innovative, ispirate anche a esperienze e modelli di progettazione nord-europei, che provano a trasformare le criticità dei contesti fragili in occasioni di crescita e valorizzazione.
Il workshop non si è limitato alle attività progettuali. Gli studenti hanno visitato Canistro Inferiore e Canistro Superiore, approfondendo la storia e le peculiarità della comunità locale, con una tappa anche al Museo Fluxo. Un percorso di conoscenza indispensabile per costruire proposte capaci di dialogare realmente con l’identità e le esigenze del territorio.
Spazio anche alla convivialità e alla condivisione. Nella serata di ieri, grazie all’organizzazione dell’Associazione Pro Loco Canistro Aps, studenti, docenti, amministratori e partecipanti si sono ritrovati attorno a una tavola per una cena all’insegna della tradizione, tra polenta e castagne.
L’iniziativa si inserisce in un percorso di collaborazione che da alcuni anni mette in relazione il Politecnico di Milano con i Comuni della Valle Roveto. Un progetto promosso dal Comune di Morino e dalla Riserva Naturale Zompo lo Schioppo, capofila dell’iniziativa, che offre occasioni concrete di confronto tra mondo accademico e amministrazioni locali, con l’obiettivo di individuare nuove strategie per il futuro delle aree interne.
Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Canistro, Gianmaria Vitale, che ha voluto ringraziare la professoressa Corradi, i tutor, gli studenti, i sindaci e gli amministratori presenti, la Pro Loco di Canistro, la Croce Verde Valle Roveto, Sergio Natalia e tutte le persone e le realtà che hanno contribuito alla riuscita delle giornate.
«Siamo certi che il lavoro svolto e le idee emerse rappresenteranno per Canistro un contributo importante: nuovi spunti, visioni e punti di vista con cui ripensare alcuni dei nostri spazi e immaginare nuove possibilità per il territorio», ha sottolineato Vitale.
Il prossimo appuntamento è fissato per gennaio, quando saranno presentati i progetti definitivi elaborati dagli studenti. Un momento atteso per conoscere nel dettaglio le proposte e capire quali prospettive potranno aprirsi per il recupero della stazione ferroviaria.
«A loro va il nostro più sincero in bocca al lupo per il proseguimento del percorso di studi», ha aggiunto il sindaco, prima di concludere con una riflessione che racchiude il senso dell’intera iniziativa: «Perché rigenerare un luogo significa anche imparare a guardarlo con occhi diversi».
Ed è proprio da questo cambio di prospettiva che Canistro prova a ripartire: dalle idee dei giovani, dal confronto con l’università e dalla possibilità di trasformare uno spazio da recuperare in una nuova risorsa per la comunità e per l’intera Valle Roveto.




