Avezzano. “Leggo con profonda amarezza la notizia del ritrovamento di decine di dosi di cocaina nei pressi del Dino Park di Avezzano, un luogo che dovrebbe essere destinato esclusivamente al divertimento dei bambini e alla serenità delle famiglie” È con queste parole che Nello Simonelli, responsabile regionale di Nazione Futura in Abruzzo, interviene sul recente blitz dei Carabinieri che ha portato al sequestro di 27 grammi di cocaina – divisi in 40 dosi – nascosti sotto un albero lungo il perimetro del parco, con i responsabili individuati e denunciati in pochi minuti. Un episodio che, tuttavia, spinge ad una riflessione ben più ampia.
Allargando lo sguardo alla tenuta del tessuto sociale, Simonelli punta il dito contro la rassegnazione collettiva:
“Per alcuni lo spaccio di droga è una componente inevitabile della nostra società. Tra rassegnazione e connivenza, abbiamo perso una battaglia culturale prima ancora che una battaglia contro la criminalità.
Perchè non ci giriamo intorno, ci sono consumatori abituali, anche insospettabili, cui fa comodo che lo “spaccino” esiste e continui ad esistere”.
Richiamando modelli di estrema severità internazionale come quello di Singapore, l’esponente di Nazione Futura evidenzia il limite invalicabile che una comunità civile dovrebbe imporsi contro il degrado:
“In alcune parti del mondo, come Singapore, dove hanno compreso che il degrado della società non è ammissibile, per determinati reati di traffico di stupefacenti è prevista persino la pena di morte. E sapete che vi dico? Che non so dire se sia sbagliato, perchè c’è un limite a ciò che una società civile può consentire. Ed in ogni caso, continuo a preferire un epilogo estremo all’accettazione passiva che le nostre città siano rifugio di spacciatori di morte e consumatori ipocriti”.
Da qui la necessità di tracciare un confine netto tra le responsabilità: “Ma qui non si chiedono pene disumane. Sto chiedendo che lo Stato sappia distinguere con chiarezza chi è vittima della dipendenza da chi, invece, trae profitto dalla diffusione di sostanze che distruggono vite, famiglie e intere generazioni. Perché dietro ogni dose venduta c’è un mercato criminale. Dietro quel mercato ci sono persone che guadagnano sulla fragilità degli altri. E dietro molte dipendenze ci sono genitori disperati, ragazzi che compromettono il proprio futuro e famiglie che affrontano sofferenze difficilmente immaginabili”.
Superata la riflessione macrosociale, l’intervento si sposta direttamente sulla realtà cittadina e sulle responsabilità dell’amministrazione locale: “Ad Avezzano non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Da tempo sostengo la necessità di rafforzare la sicurezza urbana, anche attraverso proposte concrete come quelle avanzate con “Avezzano Sicura”. Che fine ha fatto quella mozione, che al tempo venne approvata all’unanimità? Oggi ritengo necessario che l’amministrazione comunale, nel rispetto delle competenze delle forze dell’ordine, promuova una verifica delle condizioni di sicurezza dei parchi cittadini, dell’illuminazione, della videosorveglianza e delle possibilità di rafforzare il presidio delle aree maggiormente frequentate dalle famiglie Con documentazioni poi accessibili, non con parole che con due secondi sono mistificabili. In ogni caso, senza minimizzare”.
“La sicurezza non è uno slogan da utilizzare durante le campagne elettorali. È una responsabilità quotidiana, che riguarda la libertà delle persone di vivere serenamente la propria città.
E la libertà di un bambino di giocare in un parco, senza che quello spazio venga utilizzato per nascondere droga, dovrebbe essere una priorità condivisa da tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche – conclude Simonelli – Una società civile si riconosce anche da come protegge i suoi luoghi dell’innocenza. E su questo, ad Avezzano, non possiamo e non dobbiamo arretrare di un millimetro”




