Avezzano. Parlamentari, amministratori regionali, presidenti delle Province, rappresentanti delle associazioni di categoria e dei sindacati, sindaci e amministratori comunali, giornalisti e cittadini. Questa mattina la sala consiliare di Avezzano era piena per il Consiglio comunale straordinario sulla valorizzazione delle aree interne, voluto dall’amministrazione guidata dal sindaco Gianni Di Pangrazio.
Il primo cittadino ha riproposto il tema con il progetto europeo della Quinta Provincia. È un’area vasta, trasversale alle quattro province esistenti, che le politiche di coesione individuano come “aree interne dell’Abruzzo”. Il progetto è stato consegnato a tutti i presenti sotto forma di Libro bianco, attorno al quale si sono sviluppati gli interventi della mattinata.
La seduta si è aperta con un minuto di raccoglimento per i quattro militari italiani caduti in Bosnia. I lavori sono stati coordinati dal presidente del Consiglio comunale Domenico Di Berardino.

Il sindaco: “Collaborare significa far dialogare le identità”
“La collaborazione non è la rinuncia alle proprie identità. La collaborazione è la capacità di far dialogare le identità”, ha detto Di Pangrazio, dicendosi soddisfatto che l’invito a fare squadra sia stato accolto da tutti. Il programma di mandato, ha ricordato, si intitola non a caso “Avezzano senza confini”, una frase che l’amministrazione vuole tradurre in azioni concrete.
Il sindaco ha parlato di un cambio di paradigma, cioè una strategia pubblica di sistema fondata su una rete e su un progetto. “Occorre superare la marginalità e diventare epicentro di sfide vincenti”, ha affermato, grazie a un modello di innovazione, resilienza e coesione territoriale.
Di Pangrazio ha ricordato le proposte già avanzate, come lo Statuto Speciale delle Aree Interne e la Zef (Zona economica fragile), con regole fiscali, economiche e di semplificazione amministrativa di vantaggio. Ha poi indicato un’alternativa: una “legge di sistema” che combini servizi di prossimità, digitalizzazione, fiscalità differenziata, governance multilivello e autonomia amministrativa. Su questa, ha concluso, si apre il confronto.

I parlamentari
Presenti Guido Liris, Etel Sigismondi, Luciano D’Alfonso e Michela Fina. Il senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris si è soffermato sul ruolo del legislatore, chiamato a rispondere alle sollecitazioni dei sindaci. “Oggi le aree interne sono il tema dei temi della politica nazionale, che sta entrando fortemente nella cultura di tutti noi e nell’agenda di governo”, ha detto.
Per Luciano D’Alfonso (Pd), “oggi Avezzano si elegge capoluogo delle aree interne”. A suo giudizio “è il pensiero progettuale che disegna il capoluogo, non la geografia”, e serve una politica che programmi. La risorsa principale della città, ha aggiunto, è “il suolo non confinato”. Da qui la sfida sulla modernizzazione e la digitalizzazione: “Perché la Marsica non si candida per un aeroporto per i droni?”.
Il senatore di FdI Etel Sigismondi ha ribadito la propria apertura alla collaborazione. “I territori non si improvvisano”, ha detto, e per riportare popolazione nelle aree interne d’Abruzzo occorre una visione strategica più ampia.
Michela Fina (Pd) ha parlato di “momento prezioso” e della necessità di una strategia per frenare lo spopolamento, puntando su servizi e benessere. “Una vertenza da parte della Marsica è qualcosa che aiuta l’intero Abruzzo”, ha sottolineato.

Gli amministratori regionali
Per la Regione sono intervenuti Mario Quaglieri, Marianna Scoccia, Massimo Verrecchia, Antonietta La Porta e Carla Mannetti.
L’assessore regionale al ramo Mario Quaglieri (FdI) ha aperto chiedendo: “Che cos’è un’area interna?”. La sua risposta è che si tratta di un agglomerato urbano lontano dai servizi (scuola, sanità, trasporti) e con un basso tasso occupazionale, concetto che la Marsica incarna “tra montagne e collegamenti svantaggiosi”. Tre delle sette aree interne abruzzesi ricadono nella Provincia dell’Aquila, e due di queste sono in territorio marsicano. Ma le aree interne hanno anche ricchezze: l’identità, la socialità e soprattutto la qualità della vita. Per risolvere il problema, ha concluso, servono collaborazione interistituzionale e “risorse reali”.
La consigliera regionale di Forza Italia Marianna Scoccia, sindaco di Prezza, nel cuore dell’area interna della Valle Peligna, ha chiesto “una strategia unitaria” e sforzi uniti su progetti comuni. L’incontro di Avezzano, ha detto, è “un buon punto di partenza”.
Il consigliere regionale e comunale Massimo Verrecchia ha ricordato gli investimenti della Regione su infrastrutture e contrasto allo spopolamento. Ha citato la legge regionale del 2021 e la battaglia del presidente Marsilio per un’equa distribuzione dei fondi sanitari nazionali. Poi l’apertura: “Raccoglieremo volentieri le vostre sollecitazioni affinché possano tradursi in atti e provvedimenti concreti”.
La consigliera regionale di Forza Italia Antonietta La Porta ha posto l’accento sull’importanza delle risorse boschive, osservando che “negli anni si è alterata la vocazione del nostro territorio”.
Carla Mannetti, consigliera regionale, ha annunciato che, dopo l’ascolto delle realtà delle aree interne, è stata stilata una proposta di legge regionale sul tema, che sarà presto esaminata. Nel dialogo con i territori, ha spiegato, è emersa la mancanza di coordinamento e di una strategia comune, e quindi la necessità di una cabina di regia. Ha ringraziato il sindaco di Avezzano per l’occasione di confronto.

Gli altri interventi
Hanno preso la parola anche il presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso, il presidente della Provincia di Chieti e sindaco di Vasto Francesco Menna e il presidente della Provincia di Teramo Camillo D’Angelo. Sono intervenuti inoltre rappresentanti sindacali e delle associazioni datoriali e alcuni amministratori comunali. In sala c’erano una trentina di sindaci della Marsica e amministratori di tutti i territori, tra cui il consigliere Di Bucchianico di Lanciano.
Il documento approvato
Al termine, il Consiglio comunale ha votato la delibera “Strategia di rilancio delle zone interne – Rete territoriale – Patto politico istituzionale”. Il documento dà mandato al sindaco di predisporre e promuovere, presso le istituzioni di ogni ordine e grado, una bozza di proposta di legge regionale sulla valutazione preventiva dell’impatto sulle aree interne degli atti normativi, programmatori e amministrativi generali della Regione Abruzzo. La bozza dovrà tenere conto degli spunti emersi nel dibattito.

Lo scopo del consiglio aperto era avviare “una fase di ascolto e confronto con i rappresentanti politici ed istituzionali, gli enti locali, le rappresentanze economiche, sindacali e sociali”. Come riconosciuto anche dai parlamentari presenti, Avezzano assume “un ruolo di polo di riferimento della Marsica e interlocutore delle comunità interne”.
Il punto di partenza sono i dati su spopolamento, invecchiamento e riduzione dei servizi essenziali, con effetti sulla qualità della vita e sulla tenuta delle comunità. L’obiettivo è individuare un principio istituzionale comune: considerare gli svantaggi territoriali come criterio di valutazione preliminare nella progettazione delle politiche e nella distribuzione delle risorse.




