Pescasseroli. Nina cresce, si ambienta e conquista, giorno dopo giorno, la sua libertà. La giovane orsa, protagonista di una storia che aveva tenuto con il fiato sospeso gli appassionati della fauna selvatica, ha superato anche la sua prima estate in alta montagna. Adesso si prepara ad affrontare il secondo inverno della sua vita in natura, dando nuovi segnali incoraggianti sulla sua capacità di vivere autonomamente.
A raccontare gli ultimi sviluppi è il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che continua a seguire i suoi spostamenti e le sue condizioni attraverso il lavoro del Servizio Scientifico e dei Guardiaparco.
Durante l’estate Nina si è mantenuta cauta e riservata, lontana dagli sguardi indiscreti. Il radiocollare ha permesso ai ricercatori di monitorarla costantemente, mentre i Guardiaparco ne hanno seguito gli spostamenti sul territorio, accompagnando idealmente i suoi primi passi nella vita selvatica. A un certo punto della stagione, la giovane orsa ha anche deciso di cambiare completamente zona, dimostrando una buona capacità di esplorazione e adattamento.
Nina ha affrontato senza particolari difficoltà anche la torrida estate del 2026, riuscendo a trovare nell’ambiente naturale tutte le risorse necessarie per sopravvivere. In questo periodo, come gli altri orsi, concentra gran parte delle proprie energie sull’alimentazione, accumulando le riserve indispensabili per affrontare i mesi invernali. Nel frattempo esplora le aree più elevate, probabilmente anche alla ricerca di un luogo adatto in cui trascorrere il periodo del letargo.
Per il Parco la sua evoluzione rappresenta un motivo di grande soddisfazione. Il percorso di Nina, infatti, non era affatto scontato. La giovane orsa aveva dovuto affrontare la separazione dalla madre in un’età particolarmente delicata, prima di essere successivamente rilasciata in natura nel dicembre dello scorso anno.
A quasi un anno da quel momento, i segnali raccolti sono incoraggianti. Nina sembra aver trovato progressivamente il proprio equilibrio nell’ambiente selvatico, dimostrando di poter affrontare le difficoltà della vita in libertà.
Il monitoraggio proseguirà anche nei prossimi mesi, insieme alle attività dedicate agli altri orsi presenti nell’area di competenza del Parco, in collaborazione con tutti i soggetti coinvolti nella tutela e nella conservazione della fauna.
Ma c’è una frase che più di ogni altra racconta il significato di questa storia. Il desiderio del Parco è che Nina possa avere un futuro «selvaggio in tutto simile a quello degli altri orsi».
E forse, come sottolineano dal Parco, la notizia più bella è proprio quella di poter parlare sempre meno di lei. Perché significherebbe che Nina sta riuscendo nel suo percorso, imparando a fare ciò che ogni orsa dovrebbe poter fare: vivere libera, lontana dagli uomini, seguendo semplicemente la propria natura.




