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Aree interne e spopolamento, il confronto all’Aquila: “Necessario ricostruire il tessuto economico e sociale di questi territori”

Silvia Rosiello di Silvia Rosiello
28 Ottobre 2026
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L’Aquila. Si è svolto questa mattina all’Aquila, al teatro San Filippo, l’incontro “Aree interne 2030. La ripresa possibile che diventa lavoro, comunità, futuro”, organizzato da Uil Abruzzo, Uniat e Adoc Abruzzo e patrocinato dal Comune dell’Aquila. Un importante momento di confronto per ripensare lo sviluppo delle aree interne come opportunità per il rilancio socioeconomico dell’Abruzzo, al quale ha partecipato anche il segretario generale Uil Pierpaolo Bombardieri.

Dopo i saluti del segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo, il presidente Istituto Eures Ricerche economiche e sociali, Fabio Piacenti, ha presentato lo studio “Aree interne: per uno sviluppo possibile e sostenibile”, approfondimento realizzato insieme al sindacato per proporre un modello comune di gestione del montano dell’Appennino centrale che riesca a contrastare lo spopolamento e tutelare i servizi essenziali per la cittadinanza, dalla salute alla scuola fino alla mobilità.

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Lo studio ha introdotto la tavola rotonda, moderata dal giornalista Stefano Dascoli, alla quale hanno preso parte istituzioni, sindacato e rappresentanti del territorio che si sono confrontati sul tema oggetto dell’iniziativa. A prendere la parola sono stati Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila, Guido Castelli, Commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016, Manuela Tursini, assessore alle Politiche sociali, educative e scolastiche Comune dell’Aquila, Giammaria De Paulis, vicepresidente nazionale Piccola industria di Confindustria, Luigi Fasciani, vicepresidente vicario Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani).

“Molte aree del nostro Paese sono dimenticate e vivono condizioni di gravi disuguaglianze sociali, anche nella fruizione dei servizi. Chiediamo, perciò, alle Regioni e agli Enti locali di intervenire affinché coloro che abitano in questi territori non si sentano cittadini di serie B. È un problema che non riguarda solo questa Regione, ma coinvolge molti altri territori, con una prima grave conseguenza sociale: le nostre ragazze e i nostri ragazzi abbandonano queste realtà, che diventano sempre più disabitate, e vanno altrove, spesso all’estero. Bisogna combattere il disagio sociale e le diseguaglianze che colpiscono sempre i più deboli: perciò, con questa iniziativa, vogliamo richiamare la politica a un’assunzione di responsabilità. Tante aree interne, ma anche le periferie delle città, hanno bisogno di interventi concreti: se vengono meno i servizi essenziali  non si può vivere una vita dignitosa”. ha ribadito il segretario generale Uil Pierpaolo Bombardieri.

Riequilibrare dal punto di vista socioeconomico il territorio regionale, azzerando le distanze tra le aree interne e la fascia costiera è, secondo la Uil, l’obiettivo necessario per un cambio di rotta decisivo, a fronte di decenni di investimenti regionali che non sono mai riusciti a trovare soluzioni davvero strutturali.

“Stiamo parlando di numeri imponenti – ha spiegato il segretario generale Uil Abruzzo, Michele Lombardo –  il 66,2 % del territorio abruzzese è composto da aree interne, che contano 202 comuni e 450mila residenti su una popolazione totale di 1,27 milioni di abitanti. La questione delle zone interne, all’interno del più vasto quadro dell’Appennino centrale, va presa di petto. È il momento di individuare soluzioni efficaci in grado di combattere lo spopolamento e garantire in questi territori i servizi, la scuola pubblica, la sanità pubblica di qualità e il trasporto pubblico locale. In questa tavola rotonda, abbiamo voluto fare il punto della situazione ma anche dare un’indicazione per trovare risorse e creare un progetto di ripresa. Non a caso, insieme all’Eures, abbiamo promosso uno studio focalizzato sulle aree interne abruzzesi che allarga lo sguardo anche alle altre regioni dell’Appennino centrale. L’obiettivo è individuare percorsi condivisi per ricostruire il tessuto economico e sociale di questi territori. Si tratta di aree di straordinaria bellezza sotto il profilo ambientale, storico e architettonico, con una vocazione naturale per il turismo di qualità, che dobbiamo mettere nelle condizioni di tornare a essere vissute”.

“Peraltro, la stessa Unione Europea si sta muovendo in tal senso – ha aggiunto Lombardo – per consentire alle popolazioni delle aree interne di continuare a vivere nei propri luoghi di origine, attraverso iniziative programmatiche e risoluzioni che garantiscono un vero e proprio diritto a rimanere: la possibilità di lavorare, formare una famiglia e costruire un futuro anche in questi territori. Zone che per troppo tempo sono state abbandonate a se stesse, ma che oggi possono e devono ritrovare una concreta prospettiva di sviluppo”.

“Proprio in questo quadro di riferimento sulla ripresa e sulle possibilità di crescita delle aree interne, come Uil Abruzzo – ha concluso il segretario regionale – sosteniamo convintamente la battaglia che il Presidente della Regione, Marco Marsilio, sta portando avanti sul tema dei finanziamenti statali alle Regioni e sulla tutela della sanità pubblica. Si tratta di una questione centrale per realtà come l’Abruzzo dove, anche a causa della particolare conformazione orografica, oltre un terzo della popolazione risiede nelle aree interne. Per questo è essenziale che il criterio di ripartizione garantisca risorse adeguate alle Regioni che risentono maggiormente di tali criticità territoriali. È una vera e propria battaglia di civiltà che le forze sociali della regione devono sostenere. La Uil Abruzzo è al fianco del Presidente per raggiungere un risultato fondamentale: assicurare all’Abruzzo il giusto finanziamento per il proprio sistema sanitario pubblico”.

 

Tags: abruzzo
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