Avezzano. L’Istituto di Istruzione Superiore «Torlonia – Croce» di Avezzano ha portato il suo contributo d’eccellenza alla prima edizione regionale di Didacta Italia – Edizione Abruzzo 2026, la fiera dedicata all’innovazione scolastica svoltasi dal 21 al 23 ottobre a Lanciano Fiera. Organizzata da Firenze Fiera con il partenariato scientifico di INDIRE, la manifestazione ha richiamato migliaia di docenti e professionisti dell’istruzione da tutta la regione e dal centro Italia.
Nell’ambito delle iniziative promosse dall’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo, guidato dal Direttore Generale dott.Massimiliano Nardocci, l’istituto avezzanese è stato al centro del workshop coordinato dal funzionario USR Massimiliano Nerone, dal titolo «Personalizzare per valorizzare le eccellenze. Scoprire il potenziale di ciascuno e innalzare i traguardi per tutti».
Il primo grande blocco dell’incontro ha visto gli interventi della Dirigente Scolastica dell’I.I.S. «Torlonia – Croce»,prof.ssa Annamaria Fracassi, e della prof.ssa Cristina Di Sabatino, alla guida dell’I.C. Statale 1 e dell’I.I.S. «Crocetti Cerulli» di Giulianova. Le due dirigenti hanno illustrato una visione strategica che fa del merito e dell’inclusione due facce della stessa medaglia, richiamando l’articolo 34 della Costituzione italiana e le recenti Linee guida per l’orientamento.
Il punto d’arrivo di questa impostazione è un «manifesto per l’eccellenza», articolato su valori fondamentali quali la centralità della persona, il pensiero critico, la creatività, l’internazionalizzazione e la continuità didattica in rete. Tra le proposte concrete presentate per le scuole figurano la creazione di regolamenti con premialità interne, l’istituzione di «giornate dei talenti» e l’avvio di un albo delle buone pratiche replicabili sul territorio.
Sul piano didattico, la prof.ssa Amina Carusi, docente di materie letterarie e referente per l’orientamento dell’istituto avezzanese, ha mostrato come trasformare i principi teorici in prassi quotidiana. La professoressa ha illustrato un metodo di analisi dei testi strutturato in tre fasi (leggere, domandare, costruire), applicato di recente in una classe quinta attraverso lo studio del mito di Theuth e Thamus tratto dal Fedro di Platone.
In un’epoca dominata da risposte preconfezionate e immediate, rimettere al centro l’oralità e la parola viva significa allenare i ragazzi al giudizio autonomo e all’argomentazione. Partendo dal medesimo testo e dalle stesse domande,ciascuno studente viene posto nelle condizioni di spingersi al massimo delle proprie possibilità e di scoprire nuovi aspetti di sé.
A testimoniare l’efficacia sul campo del modello educativo dell’I.I.S. «Torlonia – Croce» sono intervenute due studentesse dell’istituto. Anna Fracassi, della classe V B del Liceo Classico «Torlonia», già vincitrice del primo premio assoluto al Certamen Ovidianum Sulmonense, e Greta Galdi, della classe V L del Liceo «Croce», distintasi per i successi ottenuti in diversi ambiti scolastici ed extracurricolari, hanno raccontato come la scuola abbia saputo riconoscere, stimolare e valorizzare le loro attitudini personali.
L’elevata affluenza di pubblico allo stand dell’USR Abruzzo durante il workshop ha confermato il forte interesse del mondo della scuola per la proposta dell’istituto di Avezzano, modello concreto di come la personalizzazione dell’insegnamento possa diventare motore di crescita per l’intera comunità scolastica.




