Avezzano. Il 30 ottobre il Consiglio comunale straordinario e aperto metterà a confronto politica, amministratori, imprese, sindacati, scuola e università. Al centro del dibattito le strategie di rilancio, il contrasto allo spopolamento e la costruzione di una rete territoriale capace di dare nuove prospettive alle aree interne abruzzesi.
Un confronto ampio e trasversale per superare le criticità, valorizzare le esperienze positive e costruire una strategia condivisa per il futuro dei territori fragili. È questo l’obiettivo del Consiglio comunale straordinario e aperto convocato per venerdì 30 ottobre nell’aula consiliare del Comune di Avezzano, dedicato alle condizioni di vita attuali e future delle aree interne abruzzesi.
L’assise coinvolgerà i diversi livelli della politica, da quello locale a quello nazionale, con l’invito rivolto a parlamentari, sottosegretari, presidenti delle Province, sindaci e rappresentanti del mondo imprenditoriale, scolastico, universitario, sindacale e del terzo settore.
A convocare il Consiglio è stato il presidente dell’assemblea comunale, Domenico Di Berardino, che ha definito un ordine del giorno orientato non soltanto all’analisi dei problemi, ma anche alla ricerca di soluzioni condivise. Tra i temi principali figurano le strategie di rilancio delle zone interne, la creazione di una rete territoriale e la definizione di un nuovo patto politico-istituzionale.
«L’obiettivo – spiega il presidente – è riunire attorno a uno stesso tavolo tutti gli attori che, orizzontalmente e verticalmente, potrebbero avere un ruolo portante nella costruzione di un diverso paradigma per le aree interne. Ho accolto con vivo interesse e positività il progetto del nostro sindaco Giovanni Di Pangrazio di organizzare ad Avezzano un’assise comunale aperta per aggregare voci, contributi, visioni e innovazioni».
In questi giorni sono in corso di invio gli inviti ai rappresentanti delle istituzioni e delle diverse realtà territoriali. «Sono sicuro – aggiunge Di Berardino – che i territori dialogheranno tra loro in maniera proficua su un tema che oggi è al centro dell’agenda politica europea».
La convocazione è fissata alle ore 9.30, mentre i lavori dell’assemblea straordinaria inizieranno alle 10.30. Gli interventi avranno tempi contingentati, così da consentire a tutti di offrire il proprio contributo. I cittadini potranno seguire la seduta anche in diretta streaming.
A sottolineare la necessità di un cambio di prospettiva è il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, che punta sulla capacità dei territori di fare rete e di presentarsi con una voce autonoma e riconoscibile nei luoghi in cui vengono assunte le decisioni.
«Le aree interne hanno bisogno di avere una voce autonoma e riconoscibile. Insieme, formano un sistema che va tutelato e sorretto da politiche mirate», afferma il primo cittadino, evidenziando come nei territori abruzzesi convivano esperienze positive nel contrasto allo spopolamento e criticità comuni, dalla sanità territoriale all’isolamento digitale.
Di Pangrazio ricorda di aver portato negli ultimi mesi all’attenzione pubblica proposte e possibili scenari per affrontare le difficoltà dei territori fragili. In occasione del Consiglio presenterà un’ipotesi di lavoro che coinvolge più settori e aree, con l’intenzione di trasformarla in un documento condiviso, aperto al confronto e all’integrazione da parte dei partecipanti.
«La giornata del 30 sarà un momento di confronto importante sulla vita futura dei territori fragili», sottolinea il sindaco, indicando la direzione da seguire: aree interne più attrattive, capaci di valorizzare le proprie specificità e di essere presenti nei tavoli decisionali, sostenute da una programmazione economica continua e funzionale.
Un percorso che passa anche dalla capacità di trattenere e valorizzare le giovani generazioni, evitando la dispersione delle energie e delle competenze attraverso una rete efficiente di collegamenti, sia fisici sia digitali.
La sfida, dunque, è trasformare il confronto istituzionale in un progetto concreto e condiviso, affinché le aree interne non siano considerate territori marginali, ma una componente strategica dello sviluppo abruzzese.




