San Benedetto dei Marsi. Oggi, 22 ottobre 2026, Loda Santilli festeggia il traguardo dei cento anni. La sua storia si intreccia con quella della sorella Sabina, fondatrice della Lega del Filo d’Oro, e con le origini di un’associazione che ha fatto dell’inclusione, della comunicazione e della vicinanza alle persone sordocieche la propria missione.
Cento anni di vita, di ricordi e di una storia familiare che ha lasciato un segno profondo. Oggi, 22 ottobre 2026, Loda Santilli compie 100 anni: un compleanno speciale che diventa l’occasione per ripercorrere il legame con la sorella Sabina, fondatrice della Lega del Filo d’Oro, e rendere omaggio a una memoria che continua a parlare al presente.
Nel corso degli anni, Loda ha custodito e raccontato la storia di Sabina, contribuendo a mantenere viva la testimonianza di una donna che, nonostante le difficoltà legate alla sordocecità, seppe trasformare la propria esperienza in una spinta concreta al cambiamento. Un percorso nato in famiglia e diventato, nel tempo, una storia collettiva, capace di raggiungere migliaia di persone.
Da San Benedetto dei Marsi nasce una grande storia di solidarietà
La storia di Sabina Santilli comincia a San Benedetto dei Marsi, in Abruzzo. Diventata sordocieca all’età di sette anni, Sabina riuscì, grazie al sostegno dei suoi familiari e all’apprendimento del metodo Malossi, a comunicare attraverso il contatto delle mani e a costruire un percorso di vita fondato sulla determinazione e sul desiderio di superare ogni isolamento.
Dalla conoscenza diretta delle difficoltà vissute dalle persone sordocieche nacque una convinzione destinata a trasformarsi in una missione: offrire anche a chi non vede e non sente la possibilità di comunicare, entrare in relazione con gli altri, essere riconosciuto nei propri diritti e partecipare pienamente alla vita sociale.
Fu così che il 20 dicembre 1964 venne costituita la Lega del Filo d’Oro. La prima sede dell’associazione trovò spazio proprio nella casa paterna della famiglia Santilli, a San Benedetto dei Marsi, luogo simbolico in cui un’intuizione maturata nell’esperienza personale cominciò a diventare un progetto concreto di solidarietà.
Anche i momenti fondativi raccontano le difficoltà di quegli anni. In occasione della costituzione dell’associazione, il notaio incaricato non conosceva il metodo Malossi e non sapeva come comunicare direttamente con Sabina. Fu la sorella Esterina, che l’accompagnava, a fare da interprete. Un episodio che restituisce con immediatezza quanto fossero ancora grandi le barriere alla comunicazione e quanto fosse necessario costruire strumenti e opportunità per superarle.
Loda, una vita dedicata a custodire la memoria di Sabina
Accanto alla storia di Sabina c’è quella della sua famiglia, che ne ha accompagnato il cammino e ha contribuito a trasmetterne il messaggio nel tempo. In questo percorso, Loda ha avuto un ruolo prezioso, continuando a raccontare la figura della sorella e a far conoscere la sua esperienza anche alle nuove generazioni.
Gli incontri nelle scuole e la partecipazione a iniziative dedicate alla storia di Sabina hanno rappresentato occasioni per avvicinare bambini e ragazzi a una vicenda umana capace di parlare di coraggio, determinazione e rispetto della dignità di ogni persona.
Ricordare Sabina, infatti, significa anche comprendere quanto la possibilità di comunicare sia fondamentale per costruire relazioni e sentirsi parte della comunità. È questo uno dei messaggi più importanti lasciati dalla fondatrice della Lega del Filo d’Oro, un’eredità che Loda ha contribuito a preservare attraverso i ricordi e la testimonianza personale.
Un legame familiare che non si è fermato alla memoria, ma ha trovato continuità anche in un gesto concreto.
La casa di famiglia, un patrimonio da tramandare
La volontà di conservare la storia di Sabina ha trovato una testimonianza significativa nella decisione della sorella Esterina di donare alla Lega del Filo d’Oro la casa in cui aveva vissuto insieme a Sabina.
Quella casa, legata agli affetti e alle origini della famiglia Santilli, è diventata così un luogo attraverso il quale custodire e valorizzare il patrimonio di esperienze e materiali lasciato dalla fondatrice, mettendolo a disposizione della conoscenza e della formazione delle nuove generazioni.
Un gesto che racchiude il significato più profondo di questa vicenda: preservare il passato non soltanto per ricordare ciò che è stato, ma per fare in modo che continui a trasmettere valori, consapevolezza e insegnamenti utili al presente.
La storia della famiglia Santilli dimostra come un’esperienza personale possa trasformarsi in un impegno capace di andare oltre i confini familiari e diventare patrimonio condiviso. Una storia nella quale la memoria non è soltanto ricordo, ma anche responsabilità e continuità.
Cento anni, una storia che continua a parlare
Oggi, nel giorno del suo centesimo compleanno, Loda Santilli rappresenta una testimone preziosa delle origini della Lega del Filo d’Oro e del percorso umano che accompagnò la nascita dell’associazione.
La sua vita attraversa un secolo di cambiamenti e custodisce una parte importante della storia di Sabina: quella di una donna che seppe trasformare le difficoltà in una ragione per impegnarsi a favore degli altri e contribuire a costruire nuove possibilità per le persone sordocieche.
Attraverso i suoi ricordi e il desiderio di trasmettere questa storia ai più giovani, Loda ha aiutato a mantenere vivo il messaggio della sorella, facendo sì che la sua esperienza continuasse a essere conosciuta e compresa anche da chi non l’ha incontrata personalmente.
Il traguardo dei cento anni diventa così molto più di una ricorrenza anagrafica. È l’occasione per celebrare una vita, un legame tra sorelle e una memoria che continua ad accompagnare il cammino della Lega del Filo d’Oro.
Buon centesimo compleanno, Loda Santilli! Con i tuoi ricordi e la tua testimonianza, la storia di Sabina continua a vivere e a ricordarci quanto possano essere forti i legami capaci di trasformarsi in speranza, vicinanza e opportunità per gli altri.




