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Inchiesta antidroga, linguaggio convenzionale e soprannomi nelle intercettazioni telefoniche

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
7 Gennaio 2013
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Avezzano. Era una vera e propria piramide per l’organizzazione dello spaccio nella Marsica, tra Avezzano e Tagliacozzo, al vertice della quale c’era un albanese altri tre collaboratori connazionali. Poi alla base c’erano gli altri albanesi e gli italiani, soprattutto tagliacozzani, che per parlare tra loro al telefono usavano nomignoli e soprannomi per non farsi individuare e tentavano di mantenere nascosto l’oggetto reale delle conversazioni attraverso un vero e proprio codice convenzionale così come talune espressioni gergali, che gli interlocutori utilizzavano per far intendere a chi ascoltava quale fosse l’oggetto delle richieste rivoltegli. I militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Tagliacozzo sono però riusciti ad arrivare ai presunti componenti dell’associazione a delinquere dedita al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare eroina e cocaina dall’Albania e dal napoletano per poi commerciarla attraverso gli altri indagati. Le denunce sono il frutto di un anno e mezzo di indagini che hanno portato la Procura dell’Aquila e la direzione distrettuale antimafia a concordare con gli elementi di prova raccolti dai militari dell’Arma. Secondo l’accusa, lo spaccio ha coinvolto centinaia clienti e il guadagno era di circa mille euro al giorno. A capo della banda, secondo la direzione distrettuale antimafia e il procuratore Antonietta Picardi, titolare dell’inchiesta, c’era Edmond Kavalli, di nazionalità albanese. L’accusa è di associazione a delinquere  finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Gli italiani indagati sono Antonio Ippoliti, 64, Stefano Mosca, 34, Alessio Pascucci, 31 Valerio Pinori, 23, Guido Congionti, 37, Pietro Catalano, 46, Giorgio Garbuio, 33, Danilo Occhiuzzi, 28, Tiziao Passalacqua, 21, tutti di Tagliacozzo, Walter D’Alessandro, 40, dell’Aquila. Gli albanesi indagati sono Saimir Kavalli, 27, Vjolanda Kavalli, 34, Erald Kaderja, 30, Drilon Dervishaliaj, 30, Nertin Collaku, 27, Kujitim Picaku (detto Ciuci), 30, Vladimir Picaku (Ladi), 30, Petrit Nikolli, 31, Bledar Pjetre, 25, Francesco Preca, 21, Leons Cupi, 25, Nikolin Kupi, 22, tutti albanesi residenti tra Tagliacozzo e Avezzano. Le indagini sono finalizzate ad accertarese altre persone erano coinvolte nell’attività di spaccio.Ora si attende la decisione del giudice che dovrà pronunciarsi sul rinvio a giudizio degli indagati.

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