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Roberto Cerino, il comandante del carcere di Avezzano va in pensione: resta il segno di una carriera straordinaria

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
18 Ottobre 2026
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Avezzano. Il carcere di Avezzano saluta Roberto Cerino, comandante di reparto che, dopo una lunga carriera nell’Amministrazione penitenziaria, lascia il servizio attivo. Un congedo che segna la conclusione di un importante percorso professionale, maturato attraverso incarichi di responsabilità, esperienze in istituti penitenziari complessi e attività svolte in contesti particolarmente delicati.

Ad accompagnare questo momento è il messaggio di stima di Mauro Nardella, segretario nazionale del Cnpp-Spp, che ricorda Cerino non soltanto per le sue capacità professionali, ma soprattutto per le qualità umane dimostrate nel corso degli anni.

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«Esce di scena dall’operatività ma non dal cuore di chi lo ha conosciuto».

È con queste parole che Nardella introduce il pensionamento del comandante, descrivendolo come uno dei più grandi professionisti incontrati nel suo lungo percorso lavorativo all’interno delle carceri italiane.

«Una persona straordinaria. Una di quelle che lascia un segno indelebile nel cuore di tutti coloro che hanno avuto a che fare con lui», sottolinea.

Un rapporto nato all’Aquila e consolidatosi successivamente a Sulmona, dove i due hanno avuto modo di ritrovarsi professionalmente.

«Cerino ho avuto modo di conoscerlo a L’Aquila, per poi avere la fortuna di rincontrarlo a Sulmona. Una persona schietta e sincera. Fraterna nei confronti di chi ha operato alla pari in fatto di età e paterna nei confronti dei giovani agenti».

Per Nardella, la capacità di coniugare autorevolezza, esperienza e attenzione verso i colleghi rappresenta uno degli aspetti più significativi della personalità di Cerino.

«Credo che siano stati questi gli ingredienti giusti capaci di fargli maturare i gradi di grande condottiero piuttosto che di Comandante di Reparto», aggiunge il segretario nazionale del Cnpp-Spp.

Parole che restituiscono il ritratto di un comandante capace di affiancare alla preparazione professionale una particolare sensibilità nei rapporti umani.

«Di lui porterò il ricordo di chi all’intelligenza sopraffina partorita dal suo cervello ha aggiunto l’umanità di un cuore, quello suo, davvero encomiabile».

Nardella richiama quindi gli attestati di stima ricevuti nel corso degli anni e conclude con un auspicio rivolto a chi proseguirà il proprio servizio negli istituti penitenziari.

«A riprova delle mie affermazioni ci sono gli attestati di stima che tutti, dico proprio tutti, gli hanno sempre tributato. L’auspicio è che in tanti ne emulino le sue capacità umane», conclude.

La carriera di Roberto Cerino comincia nel 1987, quando viene assunto come agente ausiliario nell’Amministrazione penitenziaria. Nel 1988 consegue il grado di agente e viene assegnato alla storica struttura della Badia di Sulmona, dove presta servizio prima della chiusura dell’istituto, avvenuta nel 1993.

Tra il 1991 e il 1992 acquisisce il grado di sovrintendente e viene trasferito alla Casa circondariale dell’Aquila. Nel 1995 arriva la promozione a ispettore, seguita nel 1998 da quella a ispettore capo.

Nel corso degli anni assume incarichi sempre più delicati, tra cui quello di coordinatore in aliquota Direzione/GOM presso i reparti destinati alla detenzione in regime di 41-bis.

Nel 2001 viene promosso per esami ispettore superiore e raggiunge all’Aquila il ruolo di comandante del reparto 41-bis, maturando un’esperienza significativa nella gestione di uno degli ambiti più complessi dell’organizzazione penitenziaria.

Parallelamente all’attività operativa, Cerino prosegue il proprio percorso formativo e nel 2006 consegue la laurea in Scienze giuridiche.

Nel 2007 raggiunge il grado di sostituto commissario, assumendo successivamente anche funzioni di coordinamento. Tra il 2004 e il 2011 dirige il Nucleo traduzioni e piantonamenti della Casa circondariale dell’Aquila e coordina l’aula di udienza presso il tribunale aquilano, occupandosi delle attività organizzative connesse a un importante procedimento giudiziario riguardante la criminalità organizzata albanese.

Dal 2011 al 2019 è responsabile del reparto colloqui del 41-bis dell’Aquila. In questo periodo collabora, nella fase investigativa, con le Direzioni distrettuali antimafia di Catania, Caltanissetta e Palermo.

Nel 2018 consegue inoltre un master triennale in Counseling, con specializzazione nell’ambito socio-assistenziale e nella relazione di aiuto, ottenendo un diploma internazionale.

Tra il 2019 e il 2024 prosegue la propria progressione professionale, raggiungendo i gradi di vice commissario, commissario e commissario capo.

Nel suo percorso figura anche una benemerenza della Protezione civile per i servizi prestati in occasione del terremoto dell’Aquila.

Nel 2020 Cerino lascia temporaneamente l’Abruzzo per essere trasferito, in posizione di comando, alla Casa circondariale di Belluno.

Il ritorno nella regione arriva nel febbraio 2025, quando viene assegnato in missione come vice comandante al supercarcere di Sulmona. Il suo contributo operativo viene indicato come fondamentale per l’apertura del reparto “Oro” e per il coordinamento di diverse operazioni che hanno portato al rinvenimento di droga e telefoni cellulari nel reparto di Alta sicurezza.

Nel luglio 2026 assume infine l’incarico di comandante di reparto presso il carcere di Avezzano. Qui, oltre alle responsabilità operative, si dedica anche all’attività di relatore in seminari dedicati alla funzione della pena.

È proprio da Avezzano che si chiude il suo percorso professionale, dopo decenni trascorsi in un settore nel quale competenza, equilibrio e capacità di gestione rappresentano requisiti essenziali.

Per Roberto Cerino si apre ora una nuova fase della vita. La conclusione del servizio attivo non cancella il percorso compiuto né i rapporti costruiti negli anni con colleghi e collaboratori.

Ad attenderlo c’è anche un possibile ulteriore riconoscimento: la proposta per il conferimento dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, avanzata dalla Direzione del penitenziario di Belluno. L’eventuale conferimento dovrà seguire il previsto iter istituzionale.

Un riconoscimento che si aggiungerebbe a una carriera caratterizzata da incarichi di responsabilità e da un impegno che, secondo le parole di chi lo ha conosciuto professionalmente, non si è limitato agli aspetti operativi del servizio.

Il saluto di Avezzano a Roberto Cerino diventa così l’occasione per ricordare non soltanto il comandante e i ruoli ricoperti, ma anche l’uomo che, attraverso il proprio modo di lavorare e di rapportarsi agli altri, ha lasciato un segno nei colleghi.

La divisa, da oggi, non farà più parte della sua quotidianità professionale. Resteranno l’esperienza maturata, le responsabilità affrontate e la stima di chi ha condiviso con lui un tratto di strada.

Perché, come ricorda Mauro Nardella, si può lasciare il servizio operativo senza uscire dal cuore delle persone.

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