Avezzano. Nuove critiche all’operato dell’amministrazione comunale di Avezzano da parte della consigliera Loreta Ruscio, che torna a puntare l’attenzione sulla qualità degli atti amministrativi e sulle modalità con cui vengono predisposte le modifiche ai regolamenti comunali.
Dopo le perplessità sollevate sul regolamento per la definizione agevolata dei tributi, nel mirino finisce ora la Commissione Pari Opportunità, per la quale è stata proposta una modifica che prevede l’aumento dei componenti da nove a sedici. Una scelta che, secondo Ruscio, rischia di intervenire solo parzialmente su un regolamento risalente a ventuno anni fa, senza affrontarne in maniera organica le criticità.
«Amministrare una città significa agire con competenza, responsabilità e serietà. Non basta occupare una poltrona: è necessario dimostrare di essere all’altezza del ruolo ricoperto», afferma la consigliera, chiedendo chiarimenti sulle ragioni che hanno portato alla modifica del regolamento proprio dopo la pubblicazione del bando e la presentazione delle candidature sulla base dei requisiti precedentemente previsti.
Il nodo delle candidature e le modifiche al regolamento
Per Ruscio, la questione riguarda innanzitutto la trasparenza delle procedure e la tutela di chi ha già presentato la propria candidatura.
«Perché modificare il regolamento dopo la pubblicazione del bando e la presentazione delle candidature? Quali sono le ragioni di questa scelta? E soprattutto, chi ha richiesto la modifica e per quale motivo? Sono domande legittime, alle quali l’amministrazione deve rispondere con trasparenza, chiarendo anche quali conseguenze possano esserci per chi ha già presentato la propria candidatura».
La consigliera ritiene che un regolamento così datato avrebbe bisogno di una revisione complessiva, piuttosto che di interventi circoscritti. L’obiettivo, sottolinea, dovrebbe essere quello di aggiornare le norme, rendere più chiare le procedure e garantire un funzionamento efficace dell’organismo.
Sedici componenti e il rischio di una parità nelle votazioni
Tra i punti sollevati dalla consigliera c’è anche la scelta di portare a sedici il numero dei componenti della Commissione, optando quindi per una composizione pari. Un aspetto che, alla luce di quanto dichiarato dal sindaco in Consiglio comunale circa il diritto di voto riconosciuto a tutti i componenti, meriterebbe ulteriori chiarimenti.
«Immaginiamo una votazione che finisca otto a otto: quale sarà l’esito? Chi deciderà? È previsto un meccanismo per risolvere la parità oppure si rischia una situazione di stallo? Sono aspetti che un regolamento dovrebbe disciplinare con chiarezza, prima ancora di procedere alle modifiche», osserva Ruscio.
Per la consigliera, le Pari Opportunità non possono essere considerate un semplice adempimento formale, né il funzionamento della Commissione può essere migliorato attraverso il solo aumento del numero dei partecipanti. Occorrono, invece, regole aggiornate, procedure trasparenti e criteri capaci di prevenire possibili difficoltà operative.
«Non è una battaglia personale, ma una questione di trasparenza»
Nel suo intervento, Ruscio collega le criticità attuali a quelle già evidenziate sul regolamento dei tributi, chiedendo all’amministrazione un cambio di passo nella predisposizione degli atti e nella valutazione delle conseguenze delle decisioni assunte.
«Le criticità emerse sul regolamento dei tributi avrebbero dovuto rappresentare un’occasione per migliorare il metodo di lavoro. Invece, nuove questioni ci portano a chiedere maggiore attenzione nella predisposizione degli atti e nella valutazione delle conseguenze delle decisioni amministrative», dichiara.
La consigliera conclude con un giudizio netto sull’operato dell’amministrazione comunale: «La dignità sociale imporrebbe competenza e rispetto delle regole. Le istituzioni devono essere il luogo della responsabilità, non dell’improvvisazione».
E ribadisce la volontà di continuare a svolgere un ruolo di controllo e denuncia politica: «Io ci sono e ci sarò sistematicamente per denunciare la mediocrità e la parzialità dell’agire di questa amministrazione».
Una presa di posizione che, nelle intenzioni della consigliera, non vuole essere una battaglia personale, ma una richiesta di maggiore correttezza amministrativa e di rispetto nei confronti della comunità: «Non è una battaglia personale, ma una questione di trasparenza, correttezza amministrativa e rispetto della comunità».




