L’Aquila. Un appello alla responsabilità e all’unità del territorio per evitare una perdita imperdonabile. Sulla delicata vertenza della salvaguardia dei tribunali cosiddetti “minori” dell’Abruzzo – Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto – interviene con decisione Angelo Radica, presidente di ALI Abruzzo (Autonomie Locali Italiane), chiedendo un’azione trasversale e immediata da parte di tutte le forze politiche.
“Occorre cogliere l’opportunità di stabilizzare i tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto. Sarebbe imperdonabile lasciarla cadere per ragioni di posizionamento politico, per questo va utilizzato il veicolo più efficace e sicuro”, dichiara fermamente Radica.
Secondo il presidente dell’associazione dei Comuni abruzzesi, la strategia ideale coincide con la proposta lanciata dal senatore Michele Fina: approvare un emendamento al decreto giustizia 168 in grado di decretare la stabilizzazione definitiva dei quattro presidi giudiziari.
La scelta del veicolo legislativo risulta cruciale. Se da un lato il percorso del disegno di legge ordinario per la revisione della geografia giudiziaria appare ormai “persino più che impervia”, la strada del decreto legge rappresenta l’opzione più rapida e tutelante per operatori e cittadini.
“I rappresentanti abruzzesi di tutte le forze politiche sono del resto a favore della stabilizzazione, e amministrazioni e operatori suggeriscono questa via, la più rapida e sicura”, prosegue Radica.
Salvare i quattro tribunali non è soltanto una questione burocratica, ma un elemento cruciale per la tenuta socio-economica e la sicurezza dei territori coinvolti.
“Si scelga perciò il sostegno al territorio e si appoggi l’emendamento al decreto 168, salvaguardando presidi essenziali per la sicurezza e la qualità della vita”, conclude il presidente di ALI Abruzzo, evidenziando come il lavoro di squadra svolto finora rappresenti “una riuscita prova di unità e dedizione delle amministrazioni che, dando vita al coordinamento insieme alle professioni, hanno dimostrato visione, caparbietà e lungimiranza”.
Ora la palla passa al Parlamento: per i presidi abruzzesi è arrivato il momento della verità.




