Avezzano. Un cambio di passo nei toni e nella visione strategica, ma non ancora sufficiente sul fronte delle risorse economiche. È questo, in sintesi, il giudizio espresso dalla FIOM a margine dell’incontro istituzionale tenutosi nel pomeriggio di ieri presso il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), dove il nuovo CEO di Sparc e l’attuale dirigenza di LFoundry hanno illustrato il nuovo percorso industriale per lo stabilimento di Avezzano.
L’apertura del confronto è stata giudicata positivamente dal sindacato per quanto riguarda il metodo. Viene apprezzato il distacco netto rispetto alla precedente gestione e la conferma di un obiettivo cruciale sostenuto da anni dai lavoratori e dalle istituzioni: il superamento della mono-committenza e la diversificazione del portafoglio prodotti.
Tuttavia, analizzando il merito del piano industriale aggiornato, emergono alcune perplessità fondamentali. Sebbene la nuova strategia risulti più concreta e realistica rispetto al passato, il piano economico presentato ricalca gli impegni già programmati dalla vecchia gestione.
“Occorre un ulteriore sforzo che trasformi il buon piano commerciale presentato in un vero piano industriale, in grado di aumentare la capacità della linea e i conseguenti volumi produttivi”, sottolinea la FIOM.
Il percorso delineato richiederà un orizzonte temporale di due anni per lo stabilimento marsicano. Un arco di tempo che comporterà una profonda riqualificazione delle competenze dei lavoratori e importanti interventi sull’ambiente di lavoro, ritenuti indispensabili per ricostruire la fiducia del personale.
Proprio sul fronte della fiducia si concentrano le maggiori domande del sindacato. Restano infatti perplessità sul fatto che, ad eccezione del nuovo CEO e del CFO, il resto della struttura manageriale responsabile del precedente piano sia rimasto immutato.
Non mancano i segnali positivi, come l’intenzione – in fase di valutazione – di non ricorrere ad ammortizzatori sociali nel 2027, la possibile reintroduzione di personale in somministrazione in presenza delle giuste condizioni e la volontà di valorizzare le competenze dei dipendenti.
Tuttavia, la posizione del sindacato resta ferma e pragmatica: la FIOM valuterà le iniziative esclusivamente sulla base dei fatti, delle risorse reali e delle azioni concrete, rimanendo parte attiva del confronto istituzionale ma rifiutando le mere dichiarazioni d’intento.




