Avezzano. Una lunga attesa, una visita durata pochi minuti e un dubbio che resta: la richiesta di consulenza infettivologica è stata inviata in tempo? È quanto denuncia una donna di 61 anni, che racconta di aver trascorso più di dodici ore al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano in attesa di una visita specialistica.
L’antefatto. La paziente è una persona fragile: lo scorso 11 agosto è stata sottoposta a un intervento al cuore, seguito da un periodo di riabilitazione dal quale è uscita il 9 settembre. Sabato sera, non sentendosi bene, si è recata al pronto soccorso, dove, dopo una tac, le è stata riscontrata una polmonite. Le sarebbe stato chiesto di tornare lunedì mattina per essere sottoposta a visita con l’infettivologo.
L’attesa. La donna riferisce di essere stata registrata al triage intorno alle 9.30 di ieri. Dopo varie sollecitazioni, sarebbe stata fatta entrare soltanto alle 22, per una visita durata circa dieci minuti. A visitarla, riferisce, sarebbe stata una dottoressa del pronto soccorso e non lo specialista infettivologo atteso.
Il dubbio sulla richiesta. Secondo il racconto, al momento della visita le sarebbe stato detto che la richiesta di consulenza non risultava inoltrata prima delle 21, nonostante la situazione fosse nota fin dalla mattina. Sembrerebbe, dunque, che la segnalazione allo specialista non sia stata effettuata nei tempi previsti: la paziente ipotizza che il passaggio possa essere avvenuto a cavallo tra la fine del secondo turno e l’inizio del terzo. Non è chiaro, almeno dalla ricostruzione fornita, a chi spettasse l’incombenza, se all’operatore che ha effettuato la registrazione o al medico del pronto soccorso.
La preoccupazione. A pesare, nel racconto della donna, è soprattutto il timore per la propria salute: una polmonite in una persona operata a cuore aperto da meno di due mesi e sottoposta a una terapia specifica richiederebbe, sottolinea, un’attenzione particolare e tempi di intervento rapidi.




