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Interconnessione degli acquedotti, i Comuni non arretrano: “Ora serve riaprire il confronto”

Marta Rosati di Marta Rosati
4 Ottobre 2026
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Ortona dei Marsi. Si è svolto ieri, 3 ottobre, presso la Sala Consiliare del Comune di Ortona dei Marsi, un importante incontro che ha visto la partecipazione degli amministratori dei Comuni di Ortona dei Marsi, Pescina, Bisegna e Ortucchio, rappresentanti di maggioranza e minoranza e numerosi cittadini.

L’incontro era stato organizzato con l’obiettivo di affrontare il progetto di interconnessione degli acquedotti e, soprattutto, di consentire alla popolazione e alle amministrazioni di confrontarsi direttamente con ERSI Abruzzo, chiamato a illustrare gli aspetti tecnici dell’intervento e a fornire chiarimenti e rassicurazioni in merito alle portate, alle sorgenti e alle possibili conseguenze sul territorio.

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Purtroppo, per motivi personali, i rappresentanti dell’Ente non hanno potuto essere presenti. Questo ha impedito quel confronto diretto che tutti ritenevamo fondamentale, soprattutto alla luce delle forti preoccupazioni espresse dalla popolazione.

Nel frattempo, nella giornata di venerdì 2 ottobre, i Comuni di Ortona dei Marsi, Pescina e Ortucchio hanno proposto ricorso al Consiglio di Stato, con l’obiettivo di rimettere in discussione l’iter e riaprire un confronto su un’opera del valore di circa 32 milioni di euro, che non può essere affrontata senza un adeguato coinvolgimento dei territori interessati.

Le decisioni assunte sono il risultato di un percorso comune tra amministrazioni, Consigli comunali, le minoranze e i territori. Un lavoro svolto attraverso il confronto e con senso di responsabilità, che ha portato i Comuni coinvolti a presentarsi compatti nelle sedi competenti per tutelare il fiume Giovenco, il suo equilibrio ambientale e il patrimonio naturale della Valle.

Il ricorso mira a far verificare gli atti e le procedure connesse al progetto e a chiedere che ogni scelta relativa all’approvvigionamento idrico sia accompagnata da garanzie chiare, verificabili e adeguate al territorio. La sicurezza del servizio idrico rappresenta certamente un obiettivo importante, ma deve essere perseguita insieme alla salvaguardia delle fonti, dei corsi d’acqua e delle comunità che vivono nei territori interessati.

Il Sindaco di Pescina dichiara: «Il Giovenco non è una questione di appartenenza politica e non riguarda un solo Comune. È un bene comune della nostra Valle, un elemento della nostra identità e una risorsa che abbiamo il dovere di proteggere. Per questo Pescina, Ortona dei Marsi e Ortucchio hanno scelto di agire insieme, con rispetto delle istituzioni ma con la massima determinazione. Il territorio si difende senza se e senza ma».

Il Presidente del Consiglio comunale di Pescina aggiunge: «In queste settimane abbiamo lavorato per creare un fronte territoriale unito. La riunione dei capigruppo, allargata ai sindaci dei Comuni interessati, e il contributo di tutte le forze consiliari hanno permesso di affrontare una vicenda complessa con senso di responsabilità. Il deposito del ricorso è un atto concreto: dimostra che, quando è in gioco il futuro della Valle, le istituzioni sanno mettere al centro il bene comune».

Il Sindaco di Ortona dei Marsi ribadisce con forza l’assoluta necessità di riaprire il confronto, ottenere garanzie concrete e fare chiarezza sui dubbi e sulle criticità emerse, che aumentano man mano che il progetto viene approfondito: «Ritengo che sia nell’interesse di tutti tornare a confrontarsi. Stiamo parlando di un’opera del valore di circa 32 milioni di euro, destinata ad avere un impatto importante sul nostro territorio. Un intervento di questa portata deve essere condiviso non soltanto con i Comuni direttamente interessati dai lavori, ma con tutto il territorio del Fucino, perché l’acqua del Giovenco è una risorsa di tutti, senza distinzione di colore politico e senza campanilismi, come dimostra il percorso che stiamo portando avanti insieme.

Lo ribadisco con chiarezza: farò tutto ciò che è nelle mie possibilità, insieme all’Amministrazione comunale e alla mia comunità, per ottenere le garanzie necessarie a tutelare la nostra Valle e il nostro fiume, utilizzando tutti gli strumenti istituzionali e tutti i mezzi consentiti. Non siamo contrari all’opera, né al confronto e alla ricerca di soluzioni; chiediamo semplicemente che un intervento così importante venga affrontato con la massima attenzione, trasparenza e responsabilità, ascoltando il territorio e dando risposte concrete ai dubbi e alle preoccupazioni che sono emersi.

Da ieri, inoltre, da Ortona è iniziata la raccolta delle firme ed andrà avanti tra le popolazioni dei Comuni, da parte di cittadini che chiedono chiarezza, garanzie e la tutela del proprio territorio. È un segnale importante di partecipazione e di attenzione da parte delle nostre comunità, che vogliono difendere il proprio patrimonio naturale e, in particolare, il fiume Giovenco, una risorsa che per tutti noi rappresenta vita.»

L’acqua del Giovenco non riguarda soltanto un singolo Comune: è una risorsa fondamentale per tutta la Valle del Giovenco e per il Fucino. Per questo la questione è stata affrontata, nella giornata di venerdì 2 ottobre, anche in sede di Consiglio all’Unione dei Comuni, davanti a 30 sindaci, nella consapevolezza che le conseguenze e le scelte legate a questa risorsa interessano un territorio molto più ampio.

L’obiettivo deve essere uno solo secondo le amministrazioni comunali: garantire che qualsiasi intervento venga realizzato nel pieno rispetto delle sorgenti, del fiume Giovenco, dell’equilibrio ambientale della Valle, delle attività agricole e delle comunità che vivono e lavorano in questo territorio.

Dal confronto di ieri è emersa con chiarezza la necessità di riaprire una trattativa e un dialogo serio e concreto con gli Enti competenti. Un confronto indispensabile per poter fornire quelle garanzie che il territorio chiede e che, davanti a un intervento di questa portata, non possono essere ignorate.

Durante tutto l’incontro è stato più volte sottolineato come il Giovenco, le sue sorgenti, la Valle e il Fucino siano un patrimonio comune: “Su una risorsa così vitale non si può procedere senza ascoltare i territori e senza dare risposte chiare e documentate alle preoccupazioni delle comunità”.

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