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Tagliacozzo saluta San Camillo de Lellis: tre giorni di fede, memoria e partecipazione

Si è conclusa davanti all’ospedale “Umberto I” la storica peregrinatio dell’urna con il corpo del Patrono d’Abruzzo. Il sindaco Giovagnorio: «San Camillo lascia la città, ma il suo messaggio di carità rimarrà profondamente impresso»

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
1 Ottobre 2026
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Tagliacozzo. Si è conclusa ieri, martedì 30 settembre, la storica peregrinatio dell’urna contenente il corpo di San Camillo de Lellis, Patrono d’Abruzzo e protettore degli ospedali, dei malati e degli operatori sanitari. Tre giorni intensi, scanditi dalla fede, dalla memoria e da una partecipazione popolare particolarmente sentita, che hanno riportato a Tagliacozzo la testimonianza di un Santo che, oltre quattro secoli fa, soggiornò nella città lasciando una traccia ancora oggi profondamente viva.

A chiudere la peregrinatio è stata una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo dei Marsi, S.E.R. Mons. Giovanni Massaro, nel piazzale dell’Ospedale “Umberto I”. Una scelta dal forte valore simbolico: l’urna è stata collocata davanti alla facciata del presidio sanitario, in una posizione che consentisse anche ai pazienti ricoverati di poter rivolgere il proprio saluto al Santo.

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Particolarmente significativa è stata proprio la partecipazione dei malati. Alcuni hanno seguito la celebrazione direttamente nel piazzale, mentre altri hanno assistito dalle finestre dell’ospedale, in un momento di intensa vicinanza tra la comunità, il mondo sanitario e la figura di San Camillo.

Alla celebrazione era presente anche il Consigliere regionale Massimo Verrecchia, in rappresentanza della Regione Abruzzo, intervenuto con un saluto istituzionale all’inizio della Santa Messa. La sua presenza ha sottolineato il legame tra la figura del Santo, patrono regionale, e il mondo della sanità, con particolare riferimento alla realtà marsicana.

In prima fila numerosi professionisti che negli anni hanno prestato e continuano a prestare la propria attività all’interno dell’Ospedale di Tagliacozzo: il dottor Enrico Pendenza, il dottor Pasquale Cisternino, la dottoressa Antonella Morgante, la dottoressa Cinzia Moretti, la dottoressa Annamaria Franchi, già responsabile dell’Ospedale di Comunità al terzo piano, e la dottoressa Simonetta Santini, già responsabile del Laboratorio Analisi dell’Ospedale di Tagliacozzo e già Direttore sanitario aziendale. Presenti anche numerosi infermieri, fisioterapisti e operatori sociosanitari.

Un momento conclusivo che, nelle parole del sindaco Vincenzo Giovagnorio, ha assunto un significato che va oltre la dimensione religiosa.

«Sono stati tre giorni di grande emozione e di autentica partecipazione popolare – ha dichiarato il primo cittadino – nei quali Tagliacozzo ha manifestato tutto il proprio affetto verso un grande Santo che oltre quattro secoli fa soggiornò nella nostra Città, lasciando una memoria profonda del suo passaggio e quasi una particolare benedizione sul nostro territorio».

E proprio la scelta dell’ospedale come luogo della celebrazione conclusiva ha rappresentato, secondo Giovagnorio, il momento più significativo della peregrinatio.

«La conclusione proprio davanti al nostro Ospedale assume un significato ancora più intenso: San Camillo ha idealmente salutato e benedetto i nostri malati e tutte le donne e gli uomini che, a diverso titolo, lavorano ogni giorno per assisterli e curarli».

Il sindaco ha quindi rivolto un ringraziamento a quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa, a partire dal parroco don Ennio Grossi, promotore della peregrinatio, e dai Padri Camilliani.

«Ricorderemo con commozione e gratitudine queste giornate – ha sottolineato Giovagnorio – e ringraziamo innanzitutto il parroco don Ennio Grossi, che ha voluto fortemente questa peregrinatio del Corpo di San Camillo, e i Padri Camilliani per averla resa possibile e soprattutto per la bellissima testimonianza del loro carisma offerta alla nostra comunità: dai bambini agli anziani, dai malati agli operatori sanitari».

Infine, il messaggio con cui Tagliacozzo ha salutato il Santo dopo tre giorni di intensa partecipazione.

«San Camillo lascia Tagliacozzo, ma il messaggio della sua presenza e della sua carità verso chi soffre rimarrà profondamente impresso nella memoria della nostra Città».

Con la celebrazione all’“Umberto I” si è così conclusa una pagina particolare per la comunità tagliacozzana: la memoria storica del passaggio di San Camillo si è incontrata con la realtà quotidiana di un luogo dedicato alla cura e all’assistenza, rinnovando, a distanza di oltre quattro secoli, il messaggio di attenzione verso chi soffre e verso quanti ogni giorno si prendono cura degli altri.

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