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Vespe e calabroni, il picco è ora: Leonardo Lifescience Group fa chiarezza

Daniele Cipriani di Daniele Cipriani
21 Settembre 2026
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Il mese di settembre fa registrare il picco massimo di avvistamenti di vespe e calabroni in Italia. Tra giardini, balconi e social network, questo periodo dell’anno è spesso accompagnato da confusione e allarmismi ingiustificati. Per fare chiarezza, il Leonardo Lifescience Group — polo italiano indipendente nel controllo dei parassiti nato dall’unione di Vebi Istituto Biochimico e Bleu Line — ha tracciato una guida pratica per distinguere le specie presenti nel nostro Paese e indicare i comportamenti corretti da seguire.

Le colonie di questi insetti seguono un ciclo annuale. Cresciute per tutta la primavera e l’estate, raggiungono tra la fine di agosto e l’autunno la loro massima popolazione. In questa fase le operaie non devono più occuparsi della cura del nido e delle larve, concentrandosi unicamente sulla ricerca di cibo zuccherino, come frutta matura e dolci. Questo spiega perché tendano ad avvicinarsi con maggiore insistenza alle persone. Con l’arrivo dei primi freddi, le operaie muoiono e soltanto le nuove regine fecondate sopravvivono svernando per fondare una nuova colonia in primavera.

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La questione presenta riscontri sanitari importanti. Le punture di imenotteri scatenano reazioni allergiche in circa 2 persone su 100, arrivando nei casi più gravi allo shock anafilattico. Secondo i dati dell’Ospedale Bambino Gesù, in Italia si registrano annualmente tra i 5 e i 20 decessi per punture di insetti, mentre nel solo 2024 la struttura ha contato quasi 500 accessi al pronto soccorso. Numeri che richiedono attenzione e consapevolezza, senza però cedere al panico.

Online circolano spesso immagini allarmistiche che confondono i cittadini. In Italia i grandi calabroni sono principalmente tre. Il calabrone europeo (Vespa crabro) e la vespa orientale (Vespa orientalis) sono specie autoctone e storicamente presenti nel nostro territorio, con la seconda tradizionalmente diffusa al Sud e in graduale espansione verso il Nord. Il calabrone asiatico (Vespa velutina) è invece l’unica vera specie aliena e invasiva, arrivata in Europa dal Sud-Est asiatico nei primi anni Duemila. Il temuto calabrone gigante asiatico (Vespa mandarinia) non è presente in Italia, sebbene le sue immagini vengano spesso condivise erroneamente sui social alimentando false paure.

A specie diverse corrispondono comportamenti differenti. Se si sospetta la presenza di Vespa velutina, trattandosi di una specie invasiva che minaccia la biodiversità e le api, non bisogna intervenire autonomamente. L’avvistamento va segnalato agli enti competenti tramite il progetto nazionale Stop Velutina, visitando il sito stopvelutina.it o utilizzando l’app dedicata, lasciando la rimozione dei nidi a squadre specializzate. Per quanto riguarda le vespe o i calabroni comuni vicino casa, i rimedi fai-da-te, come le trappole casalinghe con bottiglie e zucchero, sono spesso inefficaci e rischiano di uccidere insetti utili all’ecosistema. È preferibile puntare sulla prevenzione, gestendo correttamente rifiuti e alimenti all’aperto, e rivolgersi ai Vigili del Fuoco o a una ditta di disinfestazione in caso di nidi grandi, in posizioni pericolose o in presenza di persone allergiche. Per la gestione autonoma dei piccoli nidi in sicurezza, il mercato offre prodotti registrati specifici, come gli aerosol a distanza o formulazioni mirate, pensati per un uso consapevole e da preferire sempre ai rimedi improvvisati.

Tags: abruzzo
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