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Dall’Andalusia ad Avezzano: 30 pellegrini tornano a casa con un cuore nuovo

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
21 Settembre 2026
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Avezzano. Il viaggio finisce, il pellegrinaggio continua: 30 fedeli dei Marsi tornano a casa con il cuore rinnovato.

Da Granada a Cordova, da Siviglia a Malaga: un intenso cammino tra bellezza, storia, fede e fraternità. Nell’omelia conclusiva il Vescovo Giovanni: «Il vero pellegrino non torna a casa soltanto con tanti ricordi, ma con un cuore rinnovato»

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Si è concluso sabato, con la celebrazione eucaristica nella Cattedrale dell’Incarnazione di Malaga, il pellegrinaggio in Andalusia vissuto da 30 fedeli della diocesi dei Marsi, insieme al Vescovo Giovanni, al Vicario Generale don Giovanni Venti e a don Luca De Donatis dell’Opera Romana Pellegrinaggi.

Sono stati giorni intensi e ricchi di emozioni, nei quali la scoperta di luoghi di straordinaria bellezza si è intrecciata con un autentico percorso di fede, spiritualità e fraternità. Un viaggio che ha lasciato nei partecipanti non soltanto immagini e ricordi, ma soprattutto la consapevolezza di aver condiviso un’esperienza capace di rafforzare il senso di comunità.

L’itinerario ha attraversato alcune delle città più significative dell’Andalusia, terra nella quale nei secoli si sono incontrate e confrontate culture, religioni e tradizioni diverse.

A Granada, il gruppo ha visitato l’Alhambra e il Generalife, straordinari capolavori dell’arte ispano-islamica, per poi sostare nella Cattedrale, uno dei simboli della rinascita cristiana dopo la Reconquista.

A Cordova, il centro storico ha restituito ai pellegrini il volto di una città che per secoli è stata crocevia di culture e luogo di incontro tra ebrei, cristiani e musulmani. Particolarmente suggestiva la visita alla Mezquita, monumento di eccezionale valore storico e artistico, oggi Cattedrale cristiana.

Il cammino è quindi proseguito a Siviglia, con la visita all’Alcázar, antica residenza moresca divenuta palazzo reale dei sovrani cristiani, e alla monumentale Cattedrale di Santa Maria della Sede.

Ultima tappa Malaga, dove i pellegrini hanno visitato l’Alcazaba e la Cattedrale dell’Incarnazione, conosciuta come “La Manquita” per la torre rimasta incompiuta, uno degli edifici religiosi più caratteristici della città.

Ma, al di là dei monumenti e delle città attraversate, il cuore del viaggio è stato soprattutto l’esperienza vissuta insieme.

Nella celebrazione conclusiva, il Vescovo Giovanni ha invitato i pellegrini a non considerare il pellegrinaggio come un’esperienza ormai terminata con il ritorno a casa. Al contrario, il viaggio è destinato a continuare nella vita di ogni giorno.

Partendo dalla parabola evangelica del seminatore, il Vescovo ha ricordato come ogni momento vissuto durante questi giorni possa essere stato un seme: le celebrazioni, la preghiera, la Parola ascoltata, gli incontri, la condivisione e persino la bellezza contemplata nei luoghi visitati.

«Il terreno non è più l’Andalusia. Il terreno è la nostra vita quotidiana», ha sottolineato.

È proprio lì, nelle famiglie, nel lavoro, nelle relazioni e nelle comunità, che quei semi dovranno ora portare frutto. Perché è facile pregare in un santuario, essere pazienti durante una giornata di festa o sentirsi comunità quando si cammina tutti insieme; più difficile è custodire quello stesso atteggiamento nelle fatiche, nelle responsabilità e nelle prove di ogni giorno.

Ecco allora il significato più profondo del pellegrinaggio: non portare a casa soltanto fotografie e ricordi, ma lasciare che ciò che si è vissuto trasformi la propria vita.

Il pellegrinaggio, dunque, non si conclude con il ritorno ad Avezzano. È proprio a casa che comincia la parte più importante del cammino.

Affidando il percorso alla Vergine Maria, il Vescovo ha rivolto ai pellegrini l’auspicio di portare nelle famiglie e nelle comunità tutto ciò che il Signore ha seminato nei loro cuori.

Così l’Andalusia rimane negli occhi con i suoi palazzi, le sue cattedrali, le sue strade e la sua storia. Ma ciò che più conta rimane nel cuore: il dono della fraternità vissuta insieme, la gioia della preghiera condivisa e la consapevolezza che ogni autentico pellegrinaggio continua anche dopo il ritorno a casa.

Un viaggio che si è concluso, dunque, ma un cammino che continua.

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