Castellafiume. Vivere in un piccolo borgo di montagna, a oltre mille metri di quota, può significare fare i conti ogni giorno con l’assenza di servizi essenziali. È quello che sta vivendo la famiglia di Francesco Gasperoni, 58 anni, farmacista italo-americano che due anni fa ha lasciato Roma per trasferirsi con la moglie Anna, italo-russa, e i tre figli di 6, 9 e 11 anni nella frazione di Pagliara, nel comune di Castellafiume.
Una scelta di vita legata alla sclerosi multipla di cui l’uomo soffre da anni e che negli ultimi mesi è peggiorata, rendendolo sempre più dipendente dall’assistenza della moglie. Anna si occupa quotidianamente del marito e della casa, ma deve anche accompagnare i due figli più piccoli alla scuola primaria di Castellafiume e il maggiore alle medie di Capistrello, senza poter contare su un servizio di scuolabus per la primaria.
Da mesi la famiglia ha inoltrato richieste di aiuto al Comune, coinvolgendo anche il medico curante per documentare la situazione, ma senza ricevere risposte dalle istituzioni locali. Un’ipotesi informale – far fermare in paese un autobus della Tua, la società che gestisce il trasporto pubblico in Abruzzo – si è rivelata inattuabile perché si tratta di un mezzo di linea, non adatto a trasportare da soli due bambini di sei e nove anni senza la vigilanza di un adulto.
Diversa, secondo quanto raccontato dalla famiglia, l’esperienza con la scuola media di Capistrello, che avrebbe mostrato attenzione e vicinanza alla situazione dei ragazzi, a fronte invece di un silenzio prolungato da parte delle istituzioni.
Il caso arriva all’amministrazione comunale
Sulla vicenda è intervenuta la sindaca di Castellafiume, Giuseppina Perozzi, che ha aperto al confronto con la famiglia pur evidenziando i limiti imposti dal bilancio comunale. Il trasporto scolastico per le scuole medie è garantito da anni tramite un abbonamento con la Tua, parzialmente rimborsato in base all’Isee, mentre per la primaria non è mai stato attivato un servizio dedicato, data la posizione centrale della scuola nel paese.
L’amministrazione ha inoltre spiegato di non disporre, in questa fase dell’anno, di un capitolo di bilancio destinabile a un nuovo servizio di trasporto non preventivato in precedenza. Tra le soluzioni allo studio, il Comune ha comunque avviato un’interlocuzione con la Tua per valutare l’istituzione di una fermata dedicata a Pagliara.
Pagliara, il paese della “rinascita” ora al centro delle polemiche
La vicenda ha un risvolto particolare per la piccola comunità di Pagliara, frazione abitata da appena una ventina di persone, tornata alla ribalta della cronaca internazionale per la nascita, dopo decenni, di una bambina, diventata simbolo della lotta allo spopolamento montano.
Proprio per tutelare l’immagine del paese è nato un comitato spontaneo, guidato da un residente di nome Biancone, con l’obiettivo dichiarato di sostenere la famiglia Gasperoni e allo stesso tempo preservare la reputazione della comunità. Il comitato ha inoltre segnalato la vicenda al garante per l’infanzia, chiedendo un intervento sul caso.
La questione resta aperta: da un lato le esigenze concrete di una famiglia che convive quotidianamente con una malattia degenerativa, dall’altro i vincoli di bilancio di un piccolo Comune montano, in un confronto che coinvolge anche il tema, più ampio, dei servizi nelle aree interne e spopolate d’Abruzzo.




