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Galleria del Salviano, partita decisiva: ieri il vertice ad Avezzano, martedì il faccia a faccia all’Aquila

Ieri il vertice in Comune ad Avezzano. Martedì 15 settembre, alle 12, nuovo incontro convocato dall’assessore regionale D’Annuntiis. Sul tavolo sicurezza della galleria, viabilità, disagi e futuro dei collegamenti con la Valle Roveto. I sindaci chiedono una soluzione che non paralizzi il territorio

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
11 Settembre 2026
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Avezzano. La partita sulla Galleria del Salviano entra nel vivo. Dopo il caos dei primi giorni di cantiere, le lunghe code sulla Strada Statale 690, la revoca del senso unico alternato e la crescente preoccupazione dei Comuni della Valle Roveto, il confronto istituzionale torna sul tavolo della Regione. E stavolta il passaggio potrebbe essere decisivo.

 

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Ieri, 10 settembre, ad Avezzano, si sono riuniti i sindaci dei territori direttamente interessati dalle conseguenze dei lavori. Un vertice che ha avuto un obiettivo preciso: mettere a punto una posizione comune in vista del nuovo incontro convocato per martedì 15 settembre, alle 12, all’Aquila, dall’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti Umberto D’Annuntiis. È lì che Regione, ANAS e amministratori locali dovranno provare a trovare una soluzione diversa per consentire la prosecuzione dei lavori senza ripetere quanto accaduto all’inizio della settimana.

 

Perché il punto, ormai, è evidente: la Galleria del Salviano deve essere messa in sicurezza, ma il sistema viario che collega Avezzano alla Valle Roveto non può essere sottoposto per mesi a una situazione di paralisi. L’intervento è importante e vale circa 6 milioni di euro. Sono previsti lavori sugli impianti di illuminazione, ventilazione e antincendio, sistemi di controllo e supervisione, pannelli a messaggio variabile, postazioni SOS, interventi sulle superfici interne e sulla pavimentazione. Un’opera necessaria, dunque, sulla quale il territorio non ha mai espresso un’opposizione di principio.

 

La contestazione riguarda invece le modalità di gestione del traffico durante il cantiere. Nei mesi scorsi, Regione, ANAS e Comuni avevano cercato di costruire una soluzione che evitasse la chiusura totale della galleria. L’accordo era arrivato sul senso unico alternato dinamico, con l’obiettivo di mantenere comunque la circolazione e limitare i disagi.

 

La prova dei fatti, però, è stata molto più dura del previsto. Il 7 settembre, con l’avvio del cantiere, la circolazione ha subito pesanti rallentamenti. Le code si sono allungate per chilometri e i tempi di percorrenza sono aumentati in maniera significativa, con ripercussioni non soltanto sulla ex superstrada del Liri ma anche sulla viabilità circostante. Una situazione che ha immediatamente riacceso l’allarme dei sindaci, soprattutto per le conseguenze sulla Valle Roveto. La strada rappresenta infatti un collegamento essenziale con Avezzano e con il resto della Marsica, oltre che con il territorio laziale. Ogni giorno viene utilizzata da pendolari, studenti, lavoratori, mezzi commerciali, autobus e mezzi di soccorso.

 

Il problema, dunque, non è soltanto quello di arrivare qualche decina di minuti più tardi a destinazione. Quando un’arteria strategica viene fortemente rallentata, gli effetti si propagano sull’intero sistema territoriale, coinvolgendo attività economiche, servizi pubblici, trasporto scolastico e sanitario. Di fronte alle criticità emerse nei primi giorni, ANAS ha quindi revocato l’ordinanza che regolava il senso unico alternato. Una decisione che ha fermato la soluzione adottata, ma non ha certamente risolto il problema.

Perchè resta la necessità di completare l’intervento. È proprio questo il nodo che ora Regione e Comuni dovranno affrontare. Ieri, nella sala conferenze del Comune di Avezzano, gli amministratori sono tornati a confrontarsi. Attorno al tavolo si sono ritrovati i rappresentanti di Avezzano e dei Comuni della Valle Roveto, da Capistrello a Balsorano, passando per Castellafiume, Canistro, Civitella Roveto, Civita d’Antino, Morino e San Vincenzo Valle Roveto.

 

Un fronte territoriale ampio, che vuole arrivare al tavolo dell’Aquila con una posizione il più possibile condivisa. Il messaggio che arriva dai sindaci non è quello di fermare i lavori. Al contrario. La richiesta è quella di trovare una modalità che permetta di realizzarli garantendo contemporaneamente la continuità dei collegamenti. Tra le ipotesi tornate al centro del confronto c’è quella di concentrare una parte significativa delle lavorazioni nelle ore notturne, eventualmente prevedendo la chiusura della galleria durante la notte e garantendo la circolazione nelle ore diurne.

 

Una soluzione che potrebbe ridurre sensibilmente l’impatto sul traffico quotidiano, ma che dovrà essere valutata sotto ogni profilo tecnico e di sicurezza. Non si tratta, infatti, soltanto di stabilire quando aprire o chiudere una strada. Bisogna garantire le condizioni di sicurezza per gli operai, organizzare le deviazioni, gestire il traffico pesante e soprattutto assicurare il passaggio dei mezzi di emergenza. È proprio quest’ultimo uno degli aspetti più delicati della vicenda. La Galleria del Salviano rappresenta un passaggio strategico e qualsiasi modifica alla circolazione deve essere compatibile con la necessità di garantire interventi tempestivi di ambulanze, vigili del fuoco e altri mezzi di soccorso.

 

Il territorio, quindi, chiede un piano complessivo e non una semplice soluzione tampone. Anche perché la questione non riguarda soltanto i prossimi giorni. L’intervento è destinato a protrarsi nel tempo e il cronoprogramma iniziale prevedeva una prima fase dei lavori fino a dicembre. È evidente che una situazione come quella verificatasi all’avvio del cantiere non potrebbe essere sostenuta per settimane e mesi. Da qui la necessità di ripensare l’organizzazione.

 

 

Il vertice di ieri ad Avezzano assume quindi un peso particolare proprio perché arriva dopo la prova concreta del primo modello di gestione del traffico. A luglio, quando Regione, ANAS e Comuni si erano confrontati all’Aquila, il senso unico alternato appariva come il punto di equilibrio possibile tra due esigenze: fare i lavori e non chiudere completamente la galleria. Oggi quel punto di equilibrio non esiste più.

 

Il 7 settembre ha mostrato che, almeno nelle condizioni sperimentate, la soluzione non è riuscita a garantire una circolazione sostenibile. E la revoca dell’ordinanza da parte di ANAS ha aperto necessariamente una nuova fase. Il 15 settembre, dunque, il tavolo convocato da D’Annuntiis partirà da una situazione completamente diversa.

 

Non ci saranno soltanto previsioni e simulazioni, ci sarà l’esperienza concreta di una giornata di traffico andata in sofferenza, ci saranno le proteste dei cittadini, le preoccupazioni dei sindaci e la necessità di salvaguardare un investimento da circa 6 milioni di euro. Sarà necessario trovare un punto di equilibrio che consenta di non perdere tempo, non compromettere i finanziamenti e soprattutto non trasformare la Valle Roveto in un territorio isolato.

 

Perché la SS 690 non è semplicemente una strada. È il collegamento quotidiano tra comunità che dipendono l’una dall’altra. Per chi vive a Balsorano, San Vincenzo Valle Roveto, Morino, Civita d’Antino, Civitella Roveto, Canistro, Capistrello o Castellafiume, Avezzano rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il lavoro, la scuola, la sanità, i servizi e il commercio. E quando quel collegamento si blocca, a risentirne non è soltanto chi si trova al volante, è un intero territorio.

 

La discussione sulla Galleria del Salviano, quindi, ha ormai assunto una dimensione che va oltre il semplice cantiere, è diventata una questione di mobilità, sicurezza e tenuta economica e sociale della Valle Roveto. I sindaci lo hanno ribadito anche ieri ad Avezzano e si preparano a portare questa posizione al tavolo regionale. La richiesta è semplice nella forma, ma complessa nella soluzione: la galleria va messa in sicurezza, i lavori devono andare avanti, ma la Valle Roveto non può pagare il prezzo dell’intervento con mesi di isolamento e paralisi del traffico. Martedì 15 settembre, alle 12, all’Aquila, Regione, ANAS e Comuni saranno chiamati a dare una risposta. Dopo il caos dei giorni scorsi servirà un piano concreto, sostenibile e soprattutto applicabile. Perché la prima prova è già stata fatta. E non ha funzionato.

Tags: abruzzogalleria del salvianoNews

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