Avezzano. Cresce la mobilitazione dei territori interni contro la riforma della legge elettorale regionale 18/2024 a firma del presidente della giunta regionale Marco Marsilio. Il provvedimento, che introduce il collegio unico regionale superando le quattro circoscrizioni provinciali, ha scatenato la reazione delle comunità locali: nei comuni di Avezzano, Pescina e Gioia dei Marsi, tramite la proposta dei circoli di Casa Riformista e Italia Viva, sono state presentate formali richieste di convocazione urgente dei rispettivi consigli comunali per discuterne gli effetti.
Ad Avezzano l’iniziativa porta la firma del consigliere comunale Roberto Verdecchia ed è stata indirizzata al sindaco Gianni Di Pangrazio e al presidente del consiglio comunale Domenico Di Berardino. A Pescina la richiesta è giunta dai consiglieri di minoranza del gruppo “Radici e Futuro”, Alfonsino Scamolla e Nicholas Vernarelli, rivolta al sindaco Luigi Soricone e al presidente del consiglio Antonio Pera. A Gioia dei Marsi la proposta è stata sottoscritta dalla capogruppo di minoranza Emiliana Longo e indirizzata al sindaco Gianluca Alfonsi e al presidente del consiglio Emilio Roselli.
I consiglieri esprimono una profonda contrarietà al progetto di legge, evidenziando come l’istituzione del collegio unico rischi di penalizzare in modo irreversibile le aree interne della provincia dell’Aquila — in primis la Marsica — insieme a quelle di Teramo e Chieti, favorendo le zone della costa a maggiore concentrazione demografica.
«Ribadiamo la necessità di cercare di convincere il presidente Marsilio e i rappresentanti del consiglio regionale affinché si interrompa l’iter della legge», ha dichiarato la consigliera Longo, «perché la norma così come è stata pensata risulta penalizzante per le aree interne che rischiano di non avere dei rappresentanti in Regione. È necessario impedire che questa proposta di legge, così come è stata formulata, venga bloccata perché ci sono interi che rischiano di non avere voce all’Emiciclo».
I documenti depositati impegnano i primi cittadini ad attivarsi in prima persona facendosi promotori di un’iniziativa tramite l’Anci e a inoltrare formale nota al presidente della Giunta regionale, al presidente del Consiglio regionale e a tutti i capigruppo. La richiesta rivolta al presidente Marsilio è chiara: sospendere l’iter di approvazione della norma e avviare un confronto diretto con i sindaci d’Abruzzo, in particolare con quelli delle aree interne.




