Luco dei Marsi. Settembre si apre a Venezia con una storia che parla di cinema, memoria, corpo e movimento. E dentro questa storia c’è anche un nome marsicano, quello di Carmine De Amicis, artista originario di Luco dei Marsi, chiamato a firmare le coreografie di “Scarpe rotte”, il nuovo film di Roberta Torre presentato come apertura delle Notti Veneziane delle Giornate degli Autori alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Il film, scritto da Roberta Torre e Giorgio Vasta a partire da un racconto di Natalia Ginzburg, conduce lo spettatore nella Roma della Seconda guerra mondiale, dentro una dimensione sospesa tra realtà, memoria e immaginazione.
Protagoniste sono Barbara Ronchi e Mersila Sokoli, insieme a Glen Blackhall, Diana Collepiccolo, Paola Giannetti, Tatiana Lepore, Alfonso Guadagnino, Michele Savoia e Rocco Castrocielo.
Al centro della storia ci sono Clara e Vera, due donne attraversate dall’attesa, dall’assenza e dai ricordi. E poi ci sono quelle scarpe rotte, oggetto semplice e quotidiano che diventa il simbolo di un’esistenza segnata dalla fatica, dal tempo e dalle vite vissute. È proprio in questo universo che entra la ricerca coreografica di Carmine De Amicis. Firmare le coreografie di “Scarpe rotte” ha significato per l’artista marsicano lavorare sul corpo come luogo drammaturgico. Il movimento non è soltanto danza, ma diventa racconto, memoria, traccia.
Ogni passo sembra lasciare dietro di sé qualcosa. Un ricordo, una presenza, una storia. I corpi attraversano lo spazio e, attraverso il gesto, mettono in relazione passato e presente, realtà e mondo immaginifico. Nella Roma visionaria di Roberta Torre, la danza diventa così una parte integrante della narrazione. Non accompagna semplicemente le immagini, ma contribuisce a costruirle, dando forma a ciò che appartiene alla memoria e a ciò che vive invece nella dimensione del sogno.
È una ricerca che racconta bene anche il percorso artistico di Carmine De Amicis, artista poliedrico che negli anni ha costruito una carriera internazionale attraversando danza, teatro, opera, cinema e performance. Originario di Luco dei Marsi, De Amicis vive e lavora a Londra e ha portato il proprio lavoro sui palcoscenici di importanti istituzioni dello spettacolo internazionale, tra Europa e Medio Oriente.
La sua formazione è legata all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, mentre il percorso professionale lo ha condotto a confrontarsi con produzioni di opera, danza contemporanea e teatro, lavorando come regista, coreografo e performer. Tra le esperienze più significative c’è anche la Royal Opera House di Londra, dove nel 2023 ha debuttato come interprete nella “Turandot” di Puccini, diretta da Sir Antonio Pappano. Nel 2024 ha firmato regia e coreografia di “A Midsummer Night’s Dream” di Benjamin Britten, produzione scelta per inaugurare la stagione della Royal Opera House di Muscat, in Oman.
Il cinema è diventato nel tempo un altro territorio della sua ricerca. Nel 2025 il suo cortometraggio “Paolo e Francesca” ha ricevuto attenzione e riconoscimenti nel circuito internazionale dei cortometraggi, confermando la volontà dell’artista di continuare a mettere in dialogo linguaggi differenti. Ma accanto ai grandi palcoscenici internazionali rimane forte il legame con la sua terra. Luco dei Marsi rappresenta infatti una presenza costante nel percorso di De Amicis, anche attraverso progetti artistici capaci di riportare nel territorio quella ricerca contemporanea maturata negli anni fuori dall’Italia.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti del suo percorso: la capacità di muoversi tra mondi apparentemente lontani senza perdere il filo della propria identità. Da Luco dei Marsi a Londra, dai grandi teatri internazionali fino alla Mostra del Cinema di Venezia, il lavoro di Carmine De Amicis continua a svilupparsi attraverso il movimento e attraverso una concezione del corpo inteso come strumento narrativo. A Venezia, con “Scarpe rotte”, quel linguaggio incontra il cinema di Roberta Torre e una storia fatta di attese, ricordi, assenze e visioni. Le scarpe consumate diventano così il segno di un cammino. I passi diventano tracce. La danza diventa memoria.
E dentro una Venezia che, ogni settembre, trasforma il cinema in una grande scena internazionale, c’è anche un artista marsicano che porta il proprio sguardo, la propria ricerca e la propria terra dentro una storia destinata a viaggiare ben oltre i confini del territorio. Un altro passo importante nel percorso di Carmine De Amicis. Un passo che, questa volta, arriva fino al grande schermo di Venezia.
FOTO: Rai Cinema




