L’Aquila. Finisce sotto processo disciplinare per presunta violazione di sei articoli del codice deontologico l’assistente sociale che segue il caso della ‘famiglia nel bosco’, Veruska D’Angelo.
Ad avviare il procedimento, si legge sull’edizione odierna del quotidiano Il Centro, è stato il collegio territoriale di disciplina dell’Ordine degli assistenti sociali della Regione Abruzzo. Fascicolo aperto dopo due segnalazioni.
La prima è quella proposta dalla presidente dell’Ordine, Francesca D’Atri, per “la necessaria verifica del corretto esercizio della professione” da parte di D’Angelo, anche in relazione a dichiarazioni rilasciate alla stampa. La seconda è contenuta in un esposto depositato da quelli che fino a maggio sono stati i legali rappresentanti di Catherine e Nathan, gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, secondo i quali D’Angelo si è mostrata ‘ostile’ e ‘non ha svolto il proprio incarico con l’imparzialità richiesta dal ruolo’.
Secondo quanto appreso dal Centro, le violazioni riguardano “i principi generali della professione”, tra l’altro quello in cui si afferma che l’assistente “non esprime giudizi di valore sulla persona in base alle sue caratteristiche o orientamenti e non impone il proprio sistema di valori”. Il consiglio di disciplina dovrà verificare l’eventuale violazione dell’articolo in cui si attesta che “l’assistente sociale, oltre a ispirarsi a criteri di equilibrio e misura, è tenuto al rispetto della riservatezza e del segreto professionale nei rapporti con la stampa”.
Intanto i tre figli della coppia, la più grande di 9 anni e i gemelli di 7, sono ancora nella ‘casa famiglia’ di Vasto (Chieti) dove il Tribunale per i minorenni dell’Aquila li ha collocati il 20 novembre 2025 dopo la sospensione della responsabilità genitoriale per Catherine e Nathan e l’allontanamento dal casolare di Palmoli, in provincia di Chieti. Per la loro permanenza nella struttura il Comune di Palmoli, circa 800 abitanti, sostiene mensilmente una spesa di circa settemila euro.




