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Valle Roveto quasi isolata, caos alla Galleria del Salviano. I sindaci: «Chiusura notturna e transito diurno»

Daniele Imperiale di Daniele Imperiale
8 Settembre 2026
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AVEZZANO – Valle Roveto quasi isolata, automobilisti esasperati e tempi di percorrenza ben superiori alle previsioni. Il primo giorno di senso unico alternato nella Galleria del Salviano, lungo la Statale 690 Avezzano-Sora, ha prodotto code interminabili e attese superiori a un’ora, arrivate in alcuni casi fino a un’ora e mezza per raggiungere Civitella Roveto partendo da Avezzano.

Una situazione che ha spinto i sindaci di Balsorano, Canistro, Capistrello, Castellafiume, Civita d’Antino, Civitella Roveto, Morino e San Vincenzo Valle Roveto a intervenire con un comunicato congiunto, chiedendo ad Anas di riesaminare immediatamente l’organizzazione del cantiere e di tornare a valutare la proposta avanzata dai Comuni: chiusura totale della galleria durante la notte e riapertura nelle ore diurne con transito su due corsie, seppure ridotte e sottoposte ad adeguati limiti di velocità.

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Secondo quanto riferiscono gli amministratori, la soluzione sperimentata ieri, lunedì 7 settembre, era stata accettata dai Comuni sulla base delle valutazioni tecniche illustrate da Anas, che prevedevano tempi di attesa e di smaltimento del traffico intorno ai 18 minuti. La prova concreta ha però restituito uno scenario completamente diverso.

«L’esperienza della giornata – evidenziano i sindaci – ha fatto registrare oltre un’ora di coda e condizioni di traffico non sostenibili per i lavoratori, gli automobilisti e tutti gli utenti di un’arteria fondamentale per la Valle Roveto».

Le criticità erano state segnalate dai primi cittadini ad Anas e alle istituzioni competenti già dallo scorso novembre. La riapertura della galleria disposta da Anas nel tardo pomeriggio di ieri, dopo il caos registrato lungo la Statale 690, ha confermato la gravità dei problemi emersi nella gestione del traffico.

L’avvio del cantiere è coinciso con la ripresa delle attività lavorative e con l’imminente riapertura delle scuole. Sotto il sole cocente, lunghe colonne di automobili e mezzi pesanti sono rimaste ferme in attesa del proprio turno di transito, trasformando uno spostamento ordinario in una vera e propria odissea.

A pagare il prezzo più alto sono soprattutto i pendolari, gli studenti, i trasportatori, le imprese e quanti devono raggiungere Avezzano per visite mediche, servizi pubblici e altre necessità. Particolarmente delicata è la questione dei mezzi di soccorso: in presenza di code lunghe chilometri, il passaggio di un’ambulanza impegnata in un intervento urgente potrebbe diventare estremamente difficile, con conseguenze potenzialmente gravissime.

Molti automobilisti hanno scelto le strade alternative, transitando sulla Strada regionale 82 del Salviano oppure passando per Cese di Avezzano. Si tratta di percorsi più lunghi e meno agevoli, ma che consentono, in condizioni normali, di raggiungere la Valle Roveto in circa 30 o 35 minuti, evitando attese imprevedibili davanti alla galleria.

Anche l’ipotesi di chiudere una sola direzione di marcia e deviare parte dei veicoli sulla viabilità alternativa, tuttavia, desta forti preoccupazioni. In questo modo una quota rilevante del traffico finirebbe per concentrarsi nel territorio di Capistrello, la cui rete viaria difficilmente potrebbe sostenere un simile aumento dei flussi.

A complicare ulteriormente il quadro è la presenza di un passaggio a livello ferroviario lungo il percorso, che potrebbe incidere sulla fluidità della circolazione e sulla gestione delle emergenze. Il rischio sarebbe quello di trasferire il problema dalla Statale 690 alle strade interne di uno dei piccoli Comuni rovetani, senza risolvere realmente la congestione.

I sindaci precisano che non compete alle amministrazioni comunali individuare la soluzione tecnica definitiva, che dovrà essere valutata da Anas sulla base della sicurezza del cantiere, delle caratteristiche dell’intervento e della capacità della rete stradale. Chiedono però che vengano confrontate nuovamente tutte le possibilità organizzative, utilizzando dati e simulazioni che tengano conto anche della reale capacità delle strade alternative di assorbire il traffico.

La proposta dei Comuni resta quella di concentrare i lavori nelle ore notturne, chiudendo completamente il traforo durante la notte e ripristinando nelle ore diurne il transito in entrambe le direzioni. Una modalità che, secondo gli amministratori, potrebbe conciliare le esigenze del cantiere con la sicurezza dei lavoratori e degli utenti, la gestione delle emergenze sanitarie, la tutela ambientale e la salvaguardia del tessuto economico e sociale della Valle Roveto.

Il senso unico alternato, regolato mediante impianto semaforico e con il possibile impiego di movieri, dovrebbe restare in vigore fino alle ore 17 del 18 dicembre 2026. Il tratto interessato è compreso tra il chilometro 6,350 e il chilometro 7,600, con limite di velocità fissato a 30 chilometri orari e divieto di sorpasso.

I lavori, per un investimento complessivo di circa sei milioni di euro, riguardano l’ammodernamento degli impianti di illuminazione, ventilazione e antincendio, l’installazione di pannelli a messaggio variabile e postazioni SOS, il rifacimento delle superfici interne e della pavimentazione. Opere certamente necessarie per aumentare la sicurezza dell’infrastruttura, ma che non possono tradursi nell’isolamento di un intero territorio.

«Le stime formulate in precedenza sui tempi di attesa non hanno trovato riscontro nella realtà», concludono i sindaci, confermando la disponibilità a collaborare con Regione Abruzzo, Anas e tutte le istituzioni coinvolte. Quanto accaduto nella prima giornata non può però essere ignorato: la gestione del cantiere deve essere rivista immediatamente, prima che il disagio si trasformi in una lunga emergenza economica, sociale e sanitaria per tutta la Valle Roveto.

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