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Senso unico alternato nella galleria del Salviano, è subito caos: code interminabili e traffico in tilt

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
7 Settembre 2026
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Avezzano. Era ampiamente prevedibile. E puntualmente è successo. Il primo giorno del senso unico alternato nella galleria del Salviano ha messo subito alla prova la viabilità della Strada Statale 690, la ex Superstrada del Liri che ogni giorno sostiene un traffico enorme tra Avezzano, la Valle Roveto e il territorio del Frusinate.

Questa mattina, lunedì 7 settembre, sono iniziate le modifiche alla circolazione necessarie per consentire i lavori di riqualificazione e messa in sicurezza della galleria, con l’introduzione del senso unico alternato

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E già nelle prime ore la strada si è trasformata in un lungo serpentone di automobili, camion e mezzi pesanti. File che si sono allungate, attese sempre più lunghe e automobilisti costretti a fare i conti con una situazione che, nelle ore di maggiore afflusso, rischia di diventare particolarmente pesante. I 18 minuti di aumento dei tempi di percorrenza indicati nelle previsioni sono dunque un dato da leggere come una stima. Non rappresentano il tempo necessario per attraversare la galleria, ma l’aumento previsto rispetto alla normale percorrenza. E soprattutto non possono tenere conto fino in fondo di ciò che accade quando sulla strada si riversa contemporaneamente una quantità enorme di veicoli.

 

Perché il problema è proprio questo: la SS 690 non è una strada qualsiasi. È una delle principali arterie di collegamento dell’intero territorio. Ogni giorno viene utilizzata da lavoratori, studenti, pendolari, mezzi commerciali, camion, autobus e cittadini che devono raggiungere Avezzano, l’autostrada o spostarsi lungo la Valle Roveto e fino a Cassino. È una strada sulla quale il traffico è già intenso nelle normali condizioni di circolazione.

 

Inserire un senso unico alternato all’interno della Galleria del Salviano significa inevitabilmente creare un imbuto. Da una parte passano i veicoli, dall’altra si aspetta. Poi il flusso cambia direzione e si riparte. Un meccanismo necessario per permettere agli operai di lavorare in sicurezza, ma che nei momenti di maggiore traffico può provocare accumuli molto importanti. E quello che si è visto questa mattina sembra essere soltanto il primo assaggio.

 

Il cantiere resterà aperto per mesi. Il senso unico alternato è previsto fino al 18 dicembre e l’intervento complessivo ha un valore di circa 6 milioni di euro. Si tratta di lavori importanti, destinati a migliorare la sicurezza e la funzionalità della galleria, con interventi sugli impianti, sull’illuminazione, sulla ventilazione, sui sistemi antincendio, sulla sicurezza e sulla pavimentazione. Un’opera necessaria, quindi. Ma anche un’opera che inevitabilmente presenta un conto salato sul fronte della mobilità.

Il timore degli amministratori locali era proprio questo: che il cantiere potesse trasformare quotidianamente la SS 690 in una lunga coda. E il primo giorno ha dato una risposta tutt’altro che rassicurante. Il problema, infatti, non riguarda soltanto gli automobilisti che devono aspettare qualche minuto in più. Dietro ogni macchina ferma c’è una persona che deve arrivare al lavoro, uno studente che deve raggiungere la scuola o l’università, un professionista che deve rispettare un appuntamento, un mezzo che deve effettuare una consegna, un cittadino che deve raggiungere un ospedale o un servizio.

 

Quando una strada fondamentale rallenta, rallenta un intero territorio. Ed è proprio per questo che dalla Valle Roveto è arrivata una richiesta precisa: potenziare il servizio ferroviario. I Comuni di Balsorano, San Vincenzo Valle Roveto, Morino, Civita d’Antino, Civitella Roveto, Canistro e Capistrello hanno chiesto che, durante il periodo dei lavori, vengano rafforzati i collegamenti ferroviari. L’idea è semplice e, soprattutto, concreta: se la strada diventa più difficile da percorrere, bisogna offrire ai cittadini un’alternativa.

Più treni negli orari utilizzati dai pendolari e dagli studenti potrebbero consentire a una parte delle persone di lasciare l’auto a casa. E meno automobili sulla SS 690 significherebbero meno pressione sulla viabilità e, almeno in parte, code più contenute. La richiesta arriva quindi in un momento particolarmente significativo.

Non si mette in discussione la necessità dei lavori nella Galleria del Salviano. Al contrario, il territorio sa bene quanto sia importante intervenire su un’infrastruttura strategica e garantirne maggiore sicurezza. Ma proprio perché il cantiere durerà a lungo, il problema è capire come accompagnare cittadini e pendolari durante questi mesi. Il primo giorno ha mostrato quanto possa essere fragile l’equilibrio della viabilità quando una delle principali arterie viene rallentata.

 

E oggi è soltanto il 7 settembre. Con la ripresa completa delle attività lavorative e scolastiche, il traffico potrebbe aumentare ulteriormente. Le ore del mattino e quelle del tardo pomeriggio saranno inevitabilmente le più delicate. Sarà allora che si capirà quanto il sistema di gestione del senso unico alternato riuscirà realmente a contenere le code.

La speranza è che i primi giorni servano anche a mettere a punto il meccanismo, monitorando i flussi e intervenendo dove necessario per evitare che le attese diventino insostenibili. Ma una cosa è già chiara. La Galleria del Salviano non è soltanto un cantiere. È diventata, nel giro di poche ore, il punto in cui si concentra tutta la questione della mobilità di un territorio che non può permettersi di restare intrappolato.

I lavori finiranno. La galleria sarà più sicura e moderna. Ma fino ad allora migliaia di persone dovranno attraversare ogni giorno quel tratto di strada facendo i conti con semafori, attese e possibili rallentamenti. I 18 minuti stimati come aumento dei tempi di percorrenza sono il dato ufficiale con cui si è aperta questa nuova fase. La realtà, però, può essere molto diversa quando il traffico si accumula.

E le immagini di questa mattina lo hanno già dimostrato. Il Salviano è diventato un imbuto. La SS 690 ha iniziato a riempirsi di auto e camion. La Valle Roveto ha chiesto più treni. Ora la sfida sarà tutta qui: fare in modo che un cantiere necessario non si trasformi in un’emergenza quotidiana per migliaia di cittadini.

 

Tags: abruzzogalleria SalvianoNews
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