L’Aquila. Dal 1° ottobre via alle domande per sostituire i vecchi sistemi con tecnologie più efficienti e meno inquinanti. Per il primo mese priorità alle famiglie con ISEE fino a 15 mila euro. Il contributo regionale è cumulabile con il Conto Termico 3.0 del GSE.
Con l’autunno ormai alle porte e la stagione fredda che si avvicina, per le famiglie abruzzesi arriva un’opportunità per rinnovare gli impianti di riscaldamento della propria abitazione, riducendo al tempo stesso consumi ed emissioni. La Regione Abruzzo ha infatti destinato 5 milioni di euro alla realizzazione di interventi finalizzati al miglioramento della qualità dell’aria, nell’ambito dell’Accordo sottoscritto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il MASE.
Tra le misure previste c’è anche quella dedicata alla sostituzione dei sistemi di riscaldamento obsoleti con tecnologie a minore impatto ambientale. Un incentivo rivolto ai cittadini residenti in tutti i Comuni abruzzesi che intendono intervenire sulla propria abitazione passando a soluzioni più moderne ed efficienti.
La data da segnare sul calendario è il 1° ottobre 2026, quando aprirà lo sportello per la presentazione delle domande. La Regione ha infatti comunicato il posticipo dell’apertura, inizialmente prevista in altra data, spiegando che la modifica consentirà una migliore organizzazione delle attività di comunicazione legate alla misura.
Ma c’è una novità importante per le famiglie con redditi più bassi. Dal 1° al 31 ottobre verrà data precedenza alle richieste presentate da cittadini con un ISEE in corso di validità pari o inferiore a 15.000 euro. Una scelta pensata per dare priorità, nella prima fase dell’incentivo, ai nuclei familiari maggiormente esposti alle difficoltà economiche.
A poter beneficiare del contributo saranno i privati cittadini residenti nei Comuni abruzzesi, proprietari oppure utilizzatori dell’immobile nel quale verrà realizzato l’intervento. Le possibilità sono diverse e comprendono alcune delle principali tecnologie oggi disponibili per rendere più efficiente il riscaldamento domestico. Tra gli interventi ammessi rientrano gli inserti per camino a 5 stelle, le stufe a legna o pellet e le caldaie a 5 stelle, le pompe di calore, anche integrabili con impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, e i sistemi ibridi.
Il meccanismo dell’incentivo può risultare particolarmente interessante perché il contributo regionale è previsto in combinazione con l’incentivo nazionale Conto Termico 3.0 del GSE. La somma dei due contributi può arrivare, nel rispetto delle condizioni e dei massimali di spesa stabiliti dall’Avviso, fino alla copertura del 100% dell’importo ammissibile. L’entità del contributo regionale varia naturalmente in base alla tipologia di impianto installato e alle caratteristiche dell’intervento.
Per chi accederà al finanziamento sarà importante rispettare anche i tempi previsti. L’intervento dovrà essere concluso entro nove mesi dalla data della comunicazione di ammissione a finanziamento. Una volta terminati i lavori, il beneficiario dovrà inoltre presentare la relativa rendicontazione tecnica e finanziaria secondo le modalità indicate nell’Avviso. L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di interventi per migliorare la qualità dell’aria. I dati relativi al 2025 evidenziano infatti un trend complessivamente positivo, con valori di PM10 e PM2,5 generalmente stabili e spesso entro gli attuali limiti normativi, mentre il biossido di azoto registra una riduzione. I progressi compiuti, però, non sono ancora sufficienti rispetto agli obiettivi fissati a livello europeo.
Le nuove e più stringenti direttive dell’Unione Europea prevedono infatti traguardi da raggiungere entro il 2030, rendendo necessario un ulteriore sforzo per ridurre le emissioni e tutelare la salute pubblica. L’inquinamento atmosferico continua a rappresentare una delle principali minacce ambientali per la salute e il suo impatto si riflette anche sull’aspettativa di vita della popolazione europea. È proprio in questa prospettiva che la sostituzione degli impianti di riscaldamento più vecchi può diventare una delle tante azioni necessarie per migliorare la qualità dell’aria. Una sfida che coinvolge le istituzioni, le associazioni e i cittadini, chiamati a fare la propria parte attraverso scelte più sostenibili.
Con l’arrivo della stagione fredda, dunque, l’incentivo regionale può rappresentare un’occasione concreta per chi sta pensando di sostituire una vecchia stufa, un camino o un sistema di riscaldamento con una tecnologia più efficiente e meno impattante sull’ambiente. Dal 1° ottobre 2026 si aprirà ufficialmente la possibilità di presentare le domande, con una corsia prioritaria nel primo mese per le famiglie con ISEE fino a 15 mila euro.




