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Gastroenteriti nella Marsica, acqua nella norma ma esiti comunicati solo dopo due settimane

I controlli dell’Arpa non hanno rilevato anomalie. Il rapporto è stato consegnato il 31 agosto: sulla salute pubblica resta però il nodo della scarsa tempestività e le polemiche nonmancano

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
5 Settembre 2026
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Avezzano. Le ulteriori analisi effettuate dall’Arpa confermano la conformità dell’acqua distribuita nei comuni marsicani interessati dall’ondata di gastroenteriti. I risultati ufficiali, tuttavia, vengono resi pubblici e comunicati a circa due settimane dalla comparsa dei primi casi di diarrea, vomito, febbre e dolori addominali che avevano suscitato forte preoccupazione nel territorio.

Un ritardo che solleva interrogativi inevitabili. Quando è in gioco la salute pubblica, infatti, la comunicazione dovrebbe essere tempestiva, chiara e accompagnare l’emergenza mentre è ancora in corso. Informare la popolazione quando il fenomeno è ormai tutto passato serve certamente a rassicurare sulla qualità attuale dell’acqua, ma contribuisce solo in parte a chiarire quanto accaduto nei giorni dell’allarme. Anzi, potrebbe creare ancora più confusione.

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Il rapporto di prova è stato consegnato dall’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente il 31 agosto, quando i casi erano già scemati. La comunicazione del Consorzio acquedottistico marsicano è arrivata solo oggi, 5 settembre, cinque giorni dopo la consegna degli esiti.

Va precisato che il 31 agosto è la data indicata per la consegna del rapporto e non, sulla base delle informazioni diffuse, quella dei prelievi, eseguiti nei giorni precedenti. Proprio la mancata indicazione puntuale delle date dei campionamenti impedisce di ricostruire fino in fondo la sequenza temporale dei controlli. Tutto questo non fa altro che ingenerare ulteriore confusione aprendo un acceso dibattito sui social, come già accaduto nei giorni scorsi. Anche i primi cittadini hanno storto il naso sulla questione.

Le verifiche, commissionate dalla Asl 1 Abruzzo, hanno interessato punti di captazione situati nei territori di Tagliacozzo, Sante Marie e Cappadocia. Secondo il documento, in nessuno dei tre punti sono stati rilevati superamenti dei valori previsti dalla normativa.

Gli ultimi risultati si aggiungono alle precedenti analisi sulla potabilità effettuate dal Cam in undici punti di distribuzione attraverso il proprio laboratorio accreditato Accredia, anch’esse risultate negative.

«Anche le ulteriori analisi hanno dato esito negativo: la nostra acqua è potabile ed eccellente dal punto di vista qualitativo», ha dichiarato il presidente del Cam, Ernani Ornello. «Ora possiamo dire con certezza che non è stata questa la causa dei casi di gastroenterite nella Marsica».

I disturbi avevano interessato soprattutto Tagliacozzo e Cappadocia, con segnalazioni provenienti anche da Canistro, Civitella Roveto, Capistrello, Scurcola Marsicana, Sante Marie e altri centri. Nei giorni di maggiore diffusione numerose persone si erano rivolte alle farmacie e alle strutture sanitarie di Tagliacozzo e Avezzano, alimentando il timore di una possibile contaminazione della rete idrica.

«È importante per la serenità della cittadinanza che questo secondo ciclo di analisi abbia confermato parametri assolutamente nella norma», ha aggiunto Ornello. «Il Cam non abbasserà in ogni caso la guardia a presidio della salute e della qualità di un servizio primario».

Gli accertamenti attestano la regolarità dei campioni analizzati e sono importanti per confermare la potabilità dell’acqua. Resta però da comprendere perché risultati così rilevanti non siano stati comunicati più rapidamente e quale autorità fosse incaricata di informare tempestivamente la popolazione durante la fase più critica.

Rimane inoltre senza una conferma di laboratorio la causa effettiva dell’ondata di gastroenteriti. Il Dipartimento di Prevenzione della Asl aveva indicato come verosimile una forma virale gastrointestinale, favorita dall’affollamento estivo e dalle numerose occasioni di aggregazione nei paesi turistici, precisando però che non erano disponibili esami specifici sui pazienti.

Le analisi rese note ora chiudono sostanzialmente il capitolo relativo alla potabilità attuale dell’acqua, ma non cancellano le domande sulla gestione dell’informazione. In un’emergenza sanitaria, una risposta arrivata quando il fenomeno è ormai alle spalle rischia di avere soprattutto un valore retrospettivo. La popolazione ha invece bisogno di dati ufficiali e comunicazione efficiente proprio nei giorni in cui cresce la preoccupazione e devono essere assunte decisioni per tutelare la salute.

Il Cam resta infine in attesa degli esiti delle analisi richieste dall’Arpa Lazio su alcuni punti di prelievo, tra i quali quelli nel territorio di Borgorose. Nel comune reatino, confinante con l’Abruzzo, un campione prelevato il 19 agosto aveva evidenziato valori microbiologici fuori norma e portato all’adozione di un’ordinanza di non potabilità.

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