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“Passi e parole” chiude in grande al Parco dell’Incile con Le stanze del tempo

Un grande evento di fine estate del Teatro Lanciavicchio nel luogo simbolo della memoria del Fucino

Redazione Abruzzo di Redazione Abruzzo
3 Settembre 2026
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Avezzano. Domenica 6 settembre, alle ore 21, il Parco dell’Incile di Avezzano diventa il palcoscenico di un grande evento teatrale itinerante dedicato alla storia, alla memoria e all’identità della Marsica.

A chiudere la rassegna ‘Passi e Parole’, progetto del Teatro Lanciavicchio realizzato con il Comune di Avezzano e la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica Ovest e con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Abruzzo, sarà ‘Le Stanze del Tempo’, spettacolo immersivo che trasforma il paesaggio in scena e la memoria in esperienza.

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Una scelta non casuale quella del Parco dell’Incile, luogo di straordinaria forza simbolica per la storia della Marsica. Qui, dove ancora oggi sono visibili le tracce delle grandi opere idrauliche che hanno segnato il destino del Fucino, il teatro incontra un paesaggio carico di memoria.

Per secoli il Fucino fu uno dei grandi laghi d’Italia, il terzo per estensione, una presenza imponente capace di condizionare la vita, l’economia e l’immaginario delle popolazioni che vivevano sulle sue sponde. Già l’imperatore Claudio, nel I secolo d.C., affrontò la difficile impresa di governarne le acque attraverso la realizzazione dell’emissario. Molti secoli dopo, nel 1854, Alessandro Torlonia riprese quella sfida, dando avvio alla grande opera di prosciugamento che avrebbe trasformato definitivamente il volto della Marsica.

È dentro questa storia, fatta di acqua e di terra, di grandi imprese e di uomini, che prende forma ‘Le Stanze del Tempo’.

Non un semplice spettacolo, ma una esperienza teatrale itinerante e immersiva, costruita per attraversare fisicamente il luogo e, insieme ad esso, attraversare epoche, storie e immaginari.

Il pubblico, diviso in famiglie e piccoli gruppi, sarà accompagnato in un percorso attraverso diverse stanze, visitate simultaneamente e una dopo l’altra. Ogni spazio restituisce un frammento di tempo, un luogo, un personaggio, una storia legata alla grande opera del prosciugamento del Lago Fucino, una delle più imponenti opere di ingegneria idraulica mai realizzate.

In ogni ‘stanza’ storia e leggenda si fondono, dando vita a un racconto costruito a partire dal patrimonio bibliografico, dai dettagli tecnici dell’opera di ingegneria idraulica e dai paesaggi della memoria collettiva. È la memoria di un lago che non esiste più, raccontata attraverso le mille voci di chi intorno a quelle acque ha vissuto, lavorato, sofferto e sperato; di chi il lago lo ha venerato come un dio e di chi, infine, lo ha prosciugato fino all’ultima goccia.

Una governante accoglie il pubblico e lo prepara al viaggio attraverso corridoi e stanze del palazzo. A piccoli gruppi, gli spettatori attraversano gli spazi e, insieme a essi, le memorie di epoche diverse e complementari.

Alle storie del lago e degli dei che lo abitavano si alternano quelle del ‘grande seccatore’ Torlonia e della sua famiglia, fino alle ambizioni dell’imperatore Claudio, autore nel 52 d.C. della più grande naumachia di tutti i tempi, realizzata con 100 navi e 19.000 schiavi.

Ma i protagonisti di questo viaggio non sono gli imperatori né i principi che vollero e diressero i grandi lavori. I veri traghettatori delle ‘stanze del tempo’ sono figure sospese tra reale e immaginario, espressione di un’umanità vasta e in gran parte perduta, insieme alle divinità minori che popolavano l’immaginario del lago.

Sono gli operai scavatori, i semidei scivolati via dal mondo insieme alle acque del Fucino, i camerieri e i maggiordomi di casa Torlonia, i custodi del fuoco. Sono coloro che quell’opera l’hanno realizzata o subita, che hanno toccato con le proprie mani prima l’acqua e poi la terra, senza essere mai davvero padroni né dell’una né dell’altra.

Voci, immagini e personaggi di un lago che non c’è più si muovono così tra le mura di un’antica residenza, come un’eco profonda di un tempo remoto che continua però a essere presente.

‘Le Stanze del Tempo’ restituisce una memoria collettiva attraverso un tempo frammentato e rimodulato, diverso a ogni passaggio di stanza. Un’esperienza che mette in relazione passato e presente e che racconta un Abruzzo arcaico e, allo stesso tempo, al centro di profondi processi di innovazione.

Una terra spesso lontana dalla percezione emotiva dei più, ma capace di rivelare una forza straordinaria, di trasformarsi e di cercare nuovi equilibri. Una terra nella quale cresce, insieme alla necessità di guardare avanti, anche il bisogno sempre più maturo di conoscere e comprendere il proprio passato.

Un passato a tratti presente, ma ancora intangibile, che il teatro prova a rendere visibile attraverso i corpi, le parole, la musica e le immagini.

‘Le Stanze del Tempo’

Ideazione, drammaturgia e testo: Stefania Evandro

Con: Cristina Cartone, Sara Ciancone, Stefania Evandro, Paola Munzi, Alex Ricci, Germana Rossi, Alberto Santucci, Rita Scognamiglio, Giancarlo Tozzi e Giacomo Vallozza.

Regia: Antonio Silvagni e Stefania Evandro.

Lo spettacolo fa parte del progetto ‘Passi e Parole’, ideato e realizzato dal Teatro Lanciavicchio, con il Comune di Avezzano e la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica Ovest e con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Abruzzo.

INFORMAZIONI

Domenica 6 settembre – ore 21
Parco dell’Incile – Avezzano

Spettacolo itinerante e immersivo all’interno del Parco dell’Incile.

Posti limitati – prenotazione obbligatoria

Biglietto: € 10

Info e prenotazioni: 350 076 4471

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