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Villavallelonga in festa per San Leucio, il Vescovo: “Nessuno si senta solo”

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
3 Settembre 2026
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Villavallelonga. Una comunità raccolta nella fede, nel ricordo delle proprie radici e nella speranza per il futuro. È questo il volto di Villavallelonga che ieri mattina ha celebrato la festa patronale in onore di San Leucio, patrono del paese, in una giornata caratterizzata da grande partecipazione e intensa devozione.

Il momento centrale delle celebrazioni è stata la Santa Messa solenne, presieduta dal Vescovo Giovanni e concelebrata dal parroco, don Eusebio, insieme ad altri sacerdoti. Alla celebrazione hanno preso parte il sindaco Leonardo Lippa, le autorità civili e militari e una numerosa rappresentanza della comunità, riunita attorno al proprio Patrono.

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Una presenza che ha testimoniato ancora una volta il profondo legame di Villavallelonga con San Leucio e con una tradizione cristiana che continua a rappresentare un punto di riferimento per il paese.

Nel corso dell’omelia, il Vescovo ha sottolineato come la festa patronale non sia soltanto una ricorrenza legata alla tradizione, ma un’occasione per riscoprire le proprie radici e, alla luce del Vangelo, interrogarsi sulle sfide del presente e soprattutto sul futuro.

Dalle letture proclamate durante la celebrazione sono emerse tre parole: chiamati, custodi, servitori.

La prima è “chiamati”. Come il profeta Isaia, pronto a rispondere alla voce di Dio con le parole «Eccomi, manda me», anche San Leucio ha fatto della propria vita una risposta alla chiamata del Signore.

Da qui l’invito rivolto dal Vescovo a ciascuno: “Che cosa posso fare io?”. Una domanda semplice ma profonda, che riguarda il futuro della comunità, l’attenzione ai giovani, alle famiglie, agli anziani e a tutte le persone che vivono situazioni di difficoltà.

La seconda parola indicata dal Vescovo è stata “custodire”. Custodire significa prendersi cura di un patrimonio prezioso ricevuto dalle generazioni precedenti: la fede, le tradizioni, la memoria, la cultura e il legame con il territorio.

Un patrimonio che non deve essere semplicemente conservato, ma fatto crescere e soprattutto trasmesso alle nuove generazioni.

Un richiamo particolarmente significativo per le comunità delle aree interne, chiamate ogni giorno a confrontarsi con fenomeni come lo spopolamento, il calo delle nascite, la partenza dei giovani e la progressiva riduzione dei servizi.

Di fronte a queste difficoltà, il Vescovo ha evidenziato l’importanza di una maggiore collaborazione tra Comuni, parrocchie, associazioni, istituzioni e realtà sociali, affinché nessuna comunità della Marsica possa sentirsi sola.

E proprio in questa prospettiva ha ricordato un’immagine forte: il campanile non deve essere un confine che divide, ma un punto di riferimento dal quale partire per incontrare gli altri.

La terza parola è “servitori”, alla luce dell’insegnamento evangelico: «Io sto in mezzo a voi come colui che serve».

Un messaggio che richiama a mettere al centro non il potere, ma il servizio; non la competizione, ma la collaborazione; non il protagonismo personale, ma il bene comune.

È questa, ha ricordato il Vescovo, la strada indicata anche dalla testimonianza di San Leucio: una fede che non rimane soltanto nelle parole, ma diventa presenza, responsabilità e attenzione verso gli altri.

Al termine della celebrazione, il Vescovo ha affidato all’intercessione di San Leucio l’intera comunità di Villavallelonga: le famiglie, gli anziani, gli ammalati, i giovani e i bambini.

Una preghiera che ha abbracciato anche quanti oggi vivono lontano dal paese, ma continuano a custodire nel cuore il ricordo delle proprie origini e il legame con Villavallelonga.

Un pensiero particolare è stato rivolto a don Gaetano Tantalo, figlio luminoso di questa terra e testimone di una fede vissuta nella carità.

La festa di San Leucio si è trasformata così non soltanto in un momento di devozione e di memoria, ma in un autentico invito a guardare avanti insieme: custodire ciò che è stato ricevuto, prendersi cura delle persone, rafforzare i legami e costruire una comunità capace di affrontare le difficoltà senza lasciare indietro nessuno.

Perché il messaggio che arriva dalla festa patronale è anche questo: una comunità è forte quando sa camminare insieme, quando riconosce le proprie radici e quando trasforma la fede in attenzione concreta verso gli altri.

San Leucio, Patrono di Villavallelonga, continui a proteggere la sua comunità, chi vive nel paese e quanti, pur lontani, continuano a portarlo nel cuore.

San Leucio, nostro Patrono, prega per noi.
Don Gaetano Tantalo, accompagnaci nel cammino della carità.

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