San Benedetto dei Marsi. A tre anni esatti dalla tragica scomparsa dell’orsa Amarena, uccisa a colpi di fucile a San Benedetto dei Marsi nella notte tra il 31 agosto e il primo settembre 2023, la natura regala un forte segnale di speranza per la sopravvivenza della specie. Sua figlia Gabbietta, nata nel 2020 (catalogata dai ricercatori con la sigla F25 e chiamata con questo nome che ricorda la gabbia artigianale in cui venne trovata dagli operatori forestali) è stata avvistata ad agosto mentre passeggiava nei boschi del Parco Regionale Sirente-Velino insieme a due piccoli.
Un evento storico per l’orso bruno marsicano, sottospecie endemica dell’Italia centro-meridionale che conta oggi appena 81 esemplari.
«È una notizia che ci emoziona profondamente perché rappresenta la prima riproduzione documentata di un’orsa all’interno del nostro Parco – dichiara il presidente del Parco Sirente Velino, Francesco D’Amore –. È il segno che il lavoro quotidiano di tutela degli habitat, di monitoraggio e di collaborazione sta contribuendo a creare le condizioni favorevoli affinché questa specie possa riprodursi anche nel nostro territorio».
All’epoca dei fatti, nessuno sapeva che Amarena avesse avuto anche una figlia, oltre ai due esemplari maschi che dopo numerose peripezie erano riusciti a ricongiungersi e crescere in salute.
Sul fronte giudiziario, la morte di Amarena attende ancora giustizia: il processo a carico del responsabile, che ha sollevato un’ondata di sdegno in tutta Italia, è attualmente in corso con la prossima udienza fissata per il 25 settembre 2026 presso il Tribunale di Avezzano.
Nel frattempo, l’Ente Parco rinnova l’appello a escursionisti e residenti affinché sia garantita la massima protezione a Gabbietta e ai suoi piccoli. Per non comprometterne la sicurezza è fondamentale evitare inseguimenti per foto o video, non somministrare mai cibo e mantenere la massima distanza di rispetto, tutelando un patrimonio naturale inestimabile.




