Avezzano. «Non chiediamo privilegi. Chiediamo semplicemente di poter entrare». È racchiuso in queste parole il senso della protesta degli studenti e degli utenti della biblioteca regionale di Avezzano, che si dicono stanchi, stupiti e amareggiati di fronte a promesse che, a distanza di mesi, non hanno ancora prodotto i risultati attesi.
A intervenire è il gruppo “Frequentatori Biblioteca Indignati”, che con un comunicato richiama Comune e Regione alle rispettive responsabilità. Al centro della protesta ci sono sia la mancata apertura al pubblico della biblioteca comunale di via Sabotino, sia il mancato potenziamento degli orari della biblioteca regionale “Ignazio Silone”.
«Siamo stanchi delle promesse non mantenute», affermano gli utenti. «Il Comune di Avezzano aveva annunciato l’apertura della biblioteca comunale per il 14 maggio, come spazio restituito agli studenti e alla città. Sono passati mesi e, ancora oggi, gli studenti restano fuori dalla porta».
La struttura di via Sabotino, ospitata nei locali riqualificati dell’ex scuola San Simeo, è operativa soltanto per le attività interne. Gli addetti sono al lavoro e i circa 15mila volumi sono stati sistemati e catalogati, ma l’apertura effettiva al pubblico non è mai avvenuta. Nel frattempo il progetto è stato prorogato di altri cinque mesi, con un’ulteriore spesa di circa 19mila euro.
Il Comune ha quindi compiuto una parte del percorso, recuperando i locali e il patrimonio librario dopo 25 anni di attesa, ma non ha rispettato la data annunciata per l’accesso degli utenti.
Parallelamente rimane irrisolta anche la situazione della biblioteca regionale. Nei mesi scorsi Comune e Regione avevano annunciato una collaborazione per mettere a disposizione personale aggiuntivo e garantire aperture pomeridiane continuative, oltre al sabato. Alle disponibilità espresse e agli accordi annunciati, però, non è ancora seguito un cambiamento concreto del servizio.
Sono proprio i frequentatori della struttura regionale a vivere ogni giorno le conseguenze degli orari ridotti e dell’assenza di un luogo nel quale studiare con continuità durante tutti i pomeriggi.
«La questione non riguarda soltanto il mancato rispetto di una data», sottolineano gli utenti. «Riguarda il ruolo che vogliamo dare alla biblioteca. Una biblioteca è un bene comune, un luogo di studio, cultura, incontro e formazione, fondamentale soprattutto per gli studenti».
La richiesta non si limita quindi all’apertura formale dei locali. Servono, secondo i frequentatori, orari continuativi, un servizio realmente accessibile e investimenti capaci di rendere le strutture adeguate alle esigenze di una città e di un territorio che rappresenta oltre 140mila abitanti.
La protesta riporta così il confronto sul terreno più concreto. Da una parte una biblioteca comunale pronta, con personale e libri all’interno, ma ancora chiusa agli utenti. Dall’altra una biblioteca regionale aperta con orari insufficienti, nonostante gli impegni assunti per potenziarli.
«Dopo anni di attesa non servono altri annunci», concludono studenti e frequentatori. «Servono una data certa, porte aperte e un servizio continuativo. Avezzano ha aspettato abbastanza. Gli studenti hanno aspettato abbastanza. È tempo di mantenere la promessa e restituire finalmente la biblioteca alla città».






