Massa D’Albe. Giornata di festa e profonda commozione a Massa d’Albe, dove la comunità marsicana si è stretta attorno al suo concittadino Ugo Di Giovanbattista per celebrare un traguardo eccezionale: 104 anni di vita vissuti tra coraggio, servizio al Paese e affetto familiare.
L’ultracentenario, conosciuto affettuosamente da tutti in paese come “Ughetto”, ha scelto proprio il suo comune d’origine per soffiare su 104 candeline. Un festeggiamento sobrio ma ricco di significato, condiviso con i familiari giunti da ogni parte d’Italia e con una delegazione di spicco dell’Arma dei Carabinieri.
Per l’occasione, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, ha voluto inviare un augurio speciale ad uno dei Carabinieri in congedo più longevi d’Italia. A consegnare la lettera di encomio e un dono simbolico — una riproduzione in cristallo della giberna, la storica custodia per munizioni che adorna la Grande Uniforme Speciale — è stato il Colonnello Salvatore Del Campo, Comandante Provinciale dei Carabinieri di L’Aquila. All’incontro erano presenti anche il Capitano Marco Passamonti (Comandante della Compagnia di Tagliacozzo) e il Luogotenente Gabriele Di Giosia (Comandante della Stazione di Magliano de’ Marsi).
La vita di Ugo Di Giovanbattista testimonia decenni di storia italiana. Durante il secondo conflitto mondiale ha servito la Patria nella Regia Marina. La notte tra il 28 e il 29 marzo 1941 fu testimone e protagonista del tragico affondamento dell’incrociatore Pola nelle acque del Mar Egeo meridionale, episodio in cui rimase ferito e fu catturato dalle forze della Royal Navy.
Nel primissimo dopoguerra è poi transitato nelle fila dell’Arma dei Carabinieri, prestando servizio attivo per circa trent’anni tra Sardegna, Emilia Romagna e Lazio, fino al congedo giunto nella sede di Civita Castellana (Viterbo) con il grado di Appuntato.
Sebbene risieda stabilmente a Civita Castellana, dove vivono i figli Elisa e Lorenzo, “Ughetto” non rinuncia mai a tornare ogni estate a Massa d’Albe. Con lucida memoria e qualche momento di inevitabile commozione, il festeggiato ha brindato con i presenti, rievocando aneddoti del suo lungo servizio e ribadendo il suo profondo e immutato senso di appartenenza all’Arma.




