Tagliacozzo. Riflettori accesi sulla rassegna libraria della XLII edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate, uno degli appuntamenti inseriti nel cartellone firmato dal direttore artistico, maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, e nel più ampio percorso di L’Aquila Città della Cultura. Un tassello della programmazione che si rinnova anche quest’anno grazie al sostegno delle istituzioni, in primis il Ministero della Cultura, la Regione Abruzzo e il Comune di Tagliacozzo, e alla sinergia con realtà come la Sinfonica Abruzzese, resident orchestra, e l’Accademia musicale di Alto perfezionamento vocale “Daltrocanto”, diretta da Donata D’Annunzio Lombardi.
Il Festival di Mezza Estate si conferma così un crocevia culturale costruito negli anni, capace di affiancare alla musica e agli spettacoli una proposta dedicata ai libri e all’approfondimento. Un percorso che prosegue nel solco delle scelte della direzione artistica e generale di Jacopo Sipari e Luca Ciccimarra, insieme all’impegno del sindaco Vincenzo Giovagnorio, curatore in prima persona della rassegna libraria, e della delegata alla Cultura Alessandra Ricci.
Gli appuntamenti con i libri sono in programma alle 18, nel Cortile d’Arme del Palazzo Ducale, con un calendario che accompagnerà il pubblico attraverso storie, memoria, arte e architettura.
Si comincia domenica 23 agosto con Livia Pomodoro, in dialogo con Massimo Sebastiani, per la presentazione di In cammino. Viaggio nelle abbazie che raccontano il nostro futuro, pubblicato da Marsilio.
Il volume propone un viaggio attraverso le abbazie e i monasteri che costellano l’Italia e l’Europa, luoghi che non rappresentano soltanto vestigia di un passato glorioso, ma spazi ancora vivi, carichi di memoria e capaci di suggerire modelli e nuove visioni. Da questa intuizione prende forma un pellegrinaggio laico tra edifici e paesaggi, simboli e consuetudini, alla ricerca di ciò che rende attuali presenze secolari.
Sotto la guida di Livia Pomodoro, il lettore segue le orme dei viandanti che lungo le strade d’Europa incontravano queste architetture: dal coro di Canterbury alla biblioteca di San Gallo, in Svizzera, da Orval e Scourmont, in Belgio, alle due Chiaravalle italiane, dall’hortulus di Fulda, in Germania, alle api di Morimondo, fino a Notre-Dame di Cîteaux, culla d’origine dei cistercensi, e a Santa Maria di Follina, tra le colline trevigiane. Il viaggio prosegue verso l’“abbazia verde” di Plankstetten, in Baviera, la Certosa di San Lorenzo di Padula e Cisternino, nel Sud d’Italia, in un itinerario che attraversa luoghi diversi per storia, geografia e tradizione, ma accomunati dalla capacità di conservare una memoria ancora viva e di offrire spunti di riflessione sul presente.
Il giorno successivo, lunedì 24 agosto, verrà presentato La guerra di Italo di Domenico Colasante, pubblicato dalle edizioni Il Filo di Arianna. L’autore sarà in dialogo con Tonita Di Nisio per raccontare una storia che nasce dalla memoria familiare e che, attraverso il tempo, si intreccia con lo scenario più ampio della grande Storia.
Il racconto parte da quelle vicende che si annidano dentro le case, come granelli di polvere che non si vedono aleggiare ma che, quando un sottile fascio di luce entra da una finestra appena scostata, diventano improvvisamente visibili e sembrano rifrangere quella luminosità. Allo stesso modo, i racconti degli adulti, ascoltati e riascoltati nel tempo, rimangono negli spazi domestici, si depositano nella memoria e, prima o poi, sono pronti a restituire una luce, uno sfavillio, una verità.
È quanto accade nella storia raccontata da Colasante. Il padre ha raccontato, mentre il figlio, nel corso degli anni, ha ascoltato quelle vicende più volte, inizialmente come un racconto lontano, quasi un sottofondo smorzato di fatti appartenuti a un tempo ormai distante. Con il passare del tempo, però, l’ascolto si è fatto più attento e quella vicenda personale ha iniziato a stagliarsi con maggiore chiarezza sullo scenario della grande Storia.
Poi il padre se n’è andato, ma la sua testimonianza ha continuato a vivere nella grande casa sulla piazza. Il figlio sapeva che lì erano custoditi quaderni e fogli, le parole attraverso le quali era stato tramandato lo straordinario racconto di Italo. È da quella memoria, rimasta affidata alle pagine e agli oggetti conservati nella casa, che prende forma il libro.
Martedì 25 agosto, sempre alle ore 18, la rassegna si sposterà invece nelle scuderie del Palazzo Ducale, dove la professoressa Paola Nardecchia sarà protagonista della conversazione Su portali, portalini e bifore a Tagliacozzo nel Rinascimento.
Al centro dell’incontro ci sarà un momento particolarmente significativo della storia della città, quello in cui Tagliacozzo conobbe un vivace sviluppo urbanistico e artistico sotto il mecenatismo e l’influenza della famiglia Orsini. Un periodo di particolare fermento, nel quale il volto del borgo marsicano si arricchì di elementi architettonici destinati ancora oggi a caratterizzarne l’identità.
L’indagine della Nardecchia non si limita a un semplice censimento formale, ma mira a ricostruire il tessuto sociale, artigianale ed estetico del borgo rinascimentale. Portali principali, portalini d’ingresso secondari e raffinate bifore non vengono infatti considerati meri dettagli decorativi, ma vere e proprie carte d’identità delle dimore patrizie e borghesi dell’epoca.
Uno degli aspetti più significativi della ricerca è l’attenzione rivolta agli scultori e agli scalpellini, locali e itineranti, che contribuirono alla realizzazione di questi elementi architettonici. La pietra calcarea del territorio veniva scolpita con una perizia capace di rivelare la circolazione di modelli grafici e trattatistici di respiro nazionale.
Una circolazione di idee, forme e conoscenze favorita anche dalla posizione strategica di Tagliacozzo, snodo di passaggio tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli. È anche attraverso questa particolare collocazione che il borgo poté entrare in contatto con modelli artistici e architettonici provenienti da realtà differenti, contribuendo a definire quel patrimonio rinascimentale che ancora oggi caratterizza il centro storico.
Tre appuntamenti, dunque, che declinano in forme diverse il rapporto tra cultura, memoria e territorio. Dalle abbazie europee raccontate da Livia Pomodoro alla memoria familiare e storica de La guerra di Italo, fino all’architettura rinascimentale di Tagliacozzo studiata da Paola Nardecchia, la rassegna libraria del Festival di Mezza Estate amplia così il proprio sguardo e accompagna il pubblico dentro storie e testimonianze capaci di restituire valore al passato e, allo stesso tempo, di interrogare il presente.




