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Infermieristica nel 118, la ASL 1 respinge le accuse: “Nessuna irrazionalità”

Marta Rosati di Marta Rosati
20 Agosto 2026
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Avezzano. In merito alle recenti dichiarazioni diffuse a mezzo stampa dal Segretario della Nursind L’Aquila, Antonio Santilli, la Direzione Generale della ASL 1 ritiene doveroso e non più procrastinabile ripristinare la verità dei fatti, confutando una ricostruzione del tutto infondata, capziosa e lesiva del decoro dell’Azienda e dei suoi vertici.

Il Direttore Generale, Paolo Costanzi, sottolinea di non aver mai affermato  che la ASL non riesca a trovare infermieri per le postazioni 118 per la semplice ragione che, da oltre 15 anni, il servizio di emergenza/urgenza in questione è storicamente affidato alle Associazioni di volontariato convenzionate, le quali forniscono i mezzi, gli autisti soccorritori e il personale infermieristico. Afferma invece “Casomai, la Direzione ha doverosamente preso atto di una difficoltà riscontrata dalle stesse Associazioni nel reclutare personale infermieristico: una criticità legata, con ogni probabilità, a un compenso orario ormai palesemente inadeguato (pari finora a soli 12,50 euro/ora) oltre alla scelta di tale personale, come riportato dalle associazioni, di optare per altri impieghi. Attribuire parole mai pronunciate per dare del bugiardo al vertice aziendale costituisce pertanto una falsa rappresentazione della realtà”.

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“Proprio per affrontare la criticità legata al compenso, si è proceduto all’adeguamento del rimborso alle Associazioni, un atto dovuto e fermamente voluto dall’Azienda per prendere atto dei rinnovi contrattuali di settore che da tempo non trovavano applicazione.- spiega Costanzi- Grazie a tale provvedimento, ampiamente motivato negli atti ufficiali, il corrispettivo orario riconosciuto è stato portato a circa 23 euro/ora. Sorprende e rammarica che una sigla sindacale, la cui missione fondamentale dovrebbe essere la tutela e la valorizzazione del lavoro, si scagli contro un provvedimento volto a garantire una remunerazione equa e dignitosa per i professionisti che prestano servizio per la comunità”.

Prosegue: “Quanto poi alle affermazioni del Nursind circa la presunta ed immediata “convenienza” di assunzioni dirette da parte della ASL, si evidenzia una totale assenza di conoscenza delle dinamiche di bilancio e dei vincoli di spesa previsti dalla normativa vigente per la Pubblica Amministrazione per le assunzioni di personale. Se la Asl, modificando quanto accade da decenni, volesse garantire il personale infermieristico per tutte le postazioni, dovrebbe assumere centinaia di tali figure, e ciò sconta il limite delle assunzioni possibili di tutte le figure sanitarie (medici, oss, tecnici, ecc.)”.

“Riguardo le cifre riportate su una presunta convenienza alle assunzioni dirette (se mai fossero possibili) il sindacato dovrebbe sapere che per l’azienda il costo lordo di un infermiere è di circa 3.500 euro al mese (escludendo compensi di turno ecc.). Per coprire una singola postazione h12 garantendo il rispetto dei turni e dei riposi obbligatori occorrono non meno di 4 infermieri. Ciò si traduce in un costo mensile per l’Azienda di circa 14.000 euro, a fronte dei circa 8.800 euro mensili che l’Azienda eroga a titolo di rimborso all’Associazione per le prestazioni svolte anche da personale che effettua tali servizi oltre ad un’altra attività, ciò con legittima autorizzazione. – aggiunge il Direttore Generale- Parlare di “scelte irrazionali” o “mancanza di trasparenza” significa ignorare deliberatamente i vincoli della programmazione economica e la sostenibilità stessa dei conti pubblici”.

“La Direzione Generale della ASL 1 ribadisce che la critica sindacale, quando si mantiene nell’alveo della correttezza e della dialettica costruttiva, è sempre stimolante e bene accetta. Tuttavia, quando il confronto trascende in attacchi personali, illazioni gratuite, insinuazioni e gravi offese dirette al vertice aziendale e all’Azienda stessa, si supera il limite della legittima azione sindacale. Per queste ragioni, di fronte a tali affermazioni gravissime e diffamatorie, la Direzione si riserva di adire formalmente le vie legali a tutela dell’onorabilità del Direttore Generale e dell’immagine dell’intera Azienda”, conclude Paolo Costanzi.

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