Carsoli. Ladri in casa di Mauro Lilli: tentato colpo nella notte a Carsoli. La moglie dell’imprenditore sente i rumori e dà l’allarme. I malviventi tentano di sfondare una finestra, ma sono costretti a scappare. È il secondo episodio dopo il clamoroso furto di opere d’arte alla Lilli Petroli
Non si erano ancora spenti i riflettori sul clamoroso furto di opere d’arte messo a segno nei giorni scorsi alla Lilli Petroli di Oricola, che Mauro Lilli si è ritrovato nuovamente nel mirino dei ladri. Questa volta l’obiettivo è stata la sua abitazione di Carsoli, dove nella tarda serata di ieri alcuni malviventi hanno tentato di entrare.
L’assalto è avvenuto intorno alle 22.30. I ladri hanno cercato di forzare una finestra della taverna, al piano terra dell’abitazione, provocando rumori molto forti.
A sentirli è stata la moglie dell’imprenditore, che inizialmente ha pensato che i rumori provenissero dal marito. Poi, insospettita dalla loro intensità, lo ha svegliato. A quel punto i malviventi, dopo aver tentato inutilmente di infrangere i vetri, hanno desistito e si sono allontanati rapidamente.
«Mia moglie ha sentito dei rumori fortissimi mentre io dormivo. Erano impressionanti e all’inizio pensava fossi io, poi mi ha svegliato», racconta Mauro Lilli. «Hanno cercato di sfondare i vetri, ma per fortuna sono infrangibili. Alla fine sono dovuti andare via. La situazione è diventata insostenibile a causa di tutta questa criminalità».
Nessuno sarebbe riuscito a introdursi nell’abitazione e il tentativo di furto si è quindi concluso senza che i ladri riuscissero a portare via nulla.
Sul posto e successivamente in caserma sono scattati gli accertamenti. Lilli ha presentato denuncia ai carabinieri della Stazione di Carsoli, che hanno avviato le indagini e informato l’autorità giudiziaria.
Un particolare potrebbe rendere ancora più delicata la ricostruzione dell’accaduto: al momento del tentativo di intrusione, infatti, sia l’impianto di allarme sia il sistema di videosorveglianza dell’abitazione non erano funzionanti.
L’episodio arriva a distanza di pochissimi giorni dal maxi furto compiuto nella sede della Lilli Petroli di Oricola. In quell’occasione una banda organizzata aveva fatto irruzione nello stabilimento e negli uffici dell’azienda, riuscendo a impossessarsi di numerose opere d’arte di grande valore.
Tra i beni sottratti figurano sculture di Giacomo Manzù e bassorilievi attribuiti a Pablo Picasso. Per entrare nella struttura, i responsabili del colpo avrebbero inoltre abbattuto un cancello del peso di diverse tonnellate.
Le indagini sul furto delle opere sono condotte anche dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Aquila, guidato dal maggiore Alberto Calabria. Le opere scomparse sono state inserite nella Banca dati Leonardo, il sistema utilizzato per catalogare i beni culturali illecitamente sottratti.
La successione temporale dei due episodi inevitabilmente alimenta interrogativi. Prima l’azienda, poi la casa privata dello stesso imprenditore: una coincidenza che dovrà essere valutata dagli investigatori.
Al momento, tuttavia, non ci sono elementi concreti per affermare che i due episodi siano collegati. Il tentato furto di Carsoli potrebbe essere riconducibile a un’azione completamente distinta dal colpo alla Lilli Petroli.
Saranno gli accertamenti dei carabinieri, attraverso eventuali immagini, tracce e altri elementi investigativi, a chiarire chi abbia agito e soprattutto se dietro i due episodi possa esserci una matrice comune.
Resta, per ora, una coincidenza inquietante: nel giro di pochi giorni, due obiettivi riconducibili allo stesso imprenditore sono finiti nel mirino dei ladri.




