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La dea emerge dall’acqua, una fontana per raccontare una storia a Venere di Pescina

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
10 Agosto 2026
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Pescina. Una nuova fontana, ma soprattutto un nuovo volto per uno dei luoghi più importanti della comunità. A Venere di Pescina è stata inaugurata la nuova opera dedicata alla Nascita di Venere, un intervento che vuole restituire centralità alla piazza e, allo stesso tempo, rafforzare il legame tra il paese, la sua storia e la sua identità.

La cerimonia ha rappresentato un momento particolarmente significativo per la comunità. L’accensione della fontana ha infatti segnato simbolicamente la rinascita di uno spazio pubblico destinato a diventare un nuovo punto di incontro per cittadini e visitatori.

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“Oggi non c’è stata solo l’accensione di una semplice fontana – ha dichiarato il sindaco di Pescina, Luigi Soricone –. Oggi restituiamo un’anima a questa piazza e, insieme, celebriamo l’identità più autentica della nostra comunità”.

La scelta della “Nascita di Venere” non è casuale, ma si lega direttamente alla storia del paese. Il nome Venere affonda infatti le proprie radici in un passato antico, legato alla presenza del culto di Venere Mirtea e alla storia del territorio fucense.

Secondo la tradizione storica richiamata nel corso della cerimonia, nel II secolo avanti Cristo, dopo gli anni di conflitto tra Marsi e Romani, la pace e la concordia furono celebrate attraverso l’edificazione di un tempio dedicato alla dea. Un legame con la storia antica che oggi l’amministrazione ha voluto trasformare in un elemento concreto e riconoscibile dello spazio urbano.

La dea che emerge dall’acqua diventa così la rappresentazione ideale di una piazza che torna a vivere.

“Non poteva esserci simbolo più appropriato della Nascita di Venere per rappresentare questa piazza che oggi rinasce”, ha sottolineato Soricone.

Acqua e pietra diventano gli elementi attraverso i quali raccontare il passato, ma anche una precisa idea di futuro. La fontana, nelle intenzioni dell’amministrazione, non vuole essere soltanto un elemento ornamentale, ma un’opera capace di creare identità e di diventare un punto di riferimento per il paese.

“Questa fontana non è soltanto un’opera ornamentale. È un racconto scolpito nella pietra e nell’acqua. È un ponte tra il passato e il futuro”, ha spiegato il sindaco.

Il progetto si inserisce in una visione più ampia di valorizzazione degli spazi pubblici. La riqualificazione della piazza viene infatti considerata non soltanto come un intervento urbanistico, ma come uno strumento per restituire alla comunità un luogo di incontro e socialità.

“Rigenerare una piazza significa rigenerare una comunità”, ha evidenziato Soricone, ricordando come le piazze rappresentino da sempre il cuore dei piccoli centri, luoghi nei quali le persone si incontrano e nei quali si costruisce il senso di appartenenza.

Particolare attenzione è stata posta anche alla dimensione turistica e identitaria dell’opera. L’auspicio dell’amministrazione è che la nuova fontana possa diventare nel tempo uno dei simboli di Venere, insieme al Santuario e alla torre, contribuendo a rendere immediatamente riconoscibile il paese anche a chi arriva da fuori.

“Mi auguro che questa fontana diventi il luogo delle fotografie e diventi, nel tempo, uno dei simboli di Venere, così come il Santuario e la torre”, ha detto il primo cittadino.

Durante l’inaugurazione non sono mancati i ringraziamenti a quanti hanno contribuito alla realizzazione del progetto. Soricone ha ricordato in particolare Giovanni Mostacci, ideatore dell’intervento, la cui proposta è stata immediatamente accolta dallo stesso Soricone quando ricopriva l’incarico di assessore ai lavori pubblici.

Un riconoscimento è stato rivolto anche all’ex assessore Guido Verrocchia, oggi vicesindaco, e a tutta la precedente amministrazione, oltre che alla ditta Jimmi Marmi e a tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione dell’opera.

La nuova fontana si candida dunque a diventare qualcosa di più di un semplice intervento di arredo urbano. È un segno concreto della volontà di valorizzare la memoria e, allo stesso tempo, di guardare avanti.

“La bellezza non è un lusso. È un valore pubblico”, ha ricordato Soricone, sottolineando come la cura degli spazi contribuisca a rafforzare il rispetto dei luoghi e il senso di appartenenza alla comunità.

La giornata si è conclusa con un messaggio rivolto al futuro: custodire la propria storia senza rimanerne prigionieri, trasformandola invece in una risorsa per costruire il domani.

E così, con l’acqua tornata a scorrere nel cuore della piazza, Venere aggiunge un nuovo capitolo alla propria storia. Una rinascita che parte da una fontana, ma che vuole parlare dell’intera comunità.

“Oggi consegniamo alla comunità non soltanto una piazza rinnovata, ma un simbolo che racconta chi siamo: un popolo nato dalla pace, cresciuto nell’armonia e capace, ancora una volta, di rinascere”, ha concluso il sindaco Luigi Soricone.

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