Avezzano. Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Restano pochissimi giorni per portare in Parlamento il disegno di legge sulla salvezza definitiva dei tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto, prima della pausa estiva. Poi il rischio è che sul futuro dei quattro presìdi giudiziari abruzzesi cali nuovamente il silenzio, mentre la chiusura resta fissata al 31 dicembre 2026. Il Coordinamento dei sindaci e degli Ordini forensi ha chiesto la calendarizzazione del provvedimento entro il 10 agosto.
A scuotere una politica accusata di essere immobile è Roberto Verdecchia, consigliere comunale di opposizione del centrosinistra e rappresentante di Patto per Avezzano.
«Il tempo è ormai scaduto e del destino del tribunale non si ha contezza», attacca Verdecchia. «Il silenzio della politica è assordante. Continuare con dichiarazioni di circostanza significherebbe assumersi una responsabilità gravissima nei confronti della Marsica».
Secondo il consigliere comunale, l’iter è arrivato all’ultimo miglio e non sono più ammessi alibi: sul tavolo ci sono una nuova proroga, la salvezza definitiva oppure una chiusura che avrebbe conseguenze pesantissime per l’intero territorio.
«Parlamentari, consiglieri regionali, sindaci e rappresentanti istituzionali devono agire insieme», incalza Verdecchia. «Non interessa più sapere quale emendamento sia stato dichiarato procedibile o improcedibile. Conta soltanto il risultato. È il momento delle scelte, non delle parole».
La perdita del tribunale trascinerebbe con sé la Procura della Repubblica, indebolendo il sistema della sicurezza, della legalità e dei servizi collegati, dalla Casa circondariale alle attività economiche che ruotano intorno al palazzo di giustizia.
Sul fronte istituzionale si muove anche il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, coordinatore dei sindaci e dei presidenti degli Ordini degli avvocati delle quattro città. Di Pangrazio ha scritto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiedendo un incontro urgente per rappresentare direttamente le ragioni dei territori.
Una richiesta estrema, a pochi giorni dallo stop parlamentare. Perché, mentre Roma prende tempo, Avezzano e gli altri tribunali abruzzesi rischiano di essere cancellati. E questa volta nessuno potrà sostenere di non essere stato avvertito.




