Ovindoli. Grande partecipazione e profonda emozione a San Potito di Ovindoli in occasione della festa del santo patrono. La piccola frazione del Comune di Ovindoli ha accolto ieri mattina il vescovo Giovanni, che ha presieduto la solenne celebrazione eucaristica alla presenza di numerosi fedeli.
A concelebrare con il presule è stato il parroco don Gabriele Guerra. La comunità ha riservato al vescovo un’accoglienza calorosa, fatta di fede, affetto e semplicità, elementi che da sempre caratterizzano la vita del borgo.
Alla celebrazione hanno preso parte anche il sindaco di Ovindoli, il vicesindaco, alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale e il comandante della locale stazione dei Carabinieri, a testimonianza del forte legame tra istituzioni civili e comunità ecclesiale.
Nel corso della celebrazione, il vescovo Giovanni ha invitato i fedeli a riscoprire il significato più autentico delle feste patronali, sottolineando come esse non siano soltanto momenti legati alla tradizione, ma occasioni per ritrovare le proprie radici spirituali e guardare con fiducia al futuro.
Commentando il Vangelo della moltiplicazione dei pani, il presule ha ricordato che Gesù insegna a non lasciarsi bloccare dalla logica della scarsità, ma ad affidare a Dio anche ciò che può sembrare poco.
«Dio non ci chiede ciò che non abbiamo, ma di offrirgli ciò che siamo», ha ricordato il vescovo, invitando la comunità a mettere nelle mani del Signore i propri talenti, la propria fede e il proprio impegno quotidiano.
Rivolgendosi direttamente agli abitanti del paese, il vescovo ha paragonato San Potito ai cinque pani del Vangelo: una realtà piccola agli occhi del mondo, ma capace, nelle mani di Dio, di diventare un segno di speranza e di abbondanza.
Un messaggio rivolto soprattutto ai piccoli centri, spesso custodi di valori preziosi come la solidarietà, la vicinanza e il senso di comunità.
Il presule ha quindi esortato i fedeli a custodire la fede, la fraternità e l’attenzione verso gli altri, perché anche una piccola comunità può diventare una presenza viva e luminosa del Vangelo.
Durante l’omelia non è mancato il richiamo alla figura del santo patrono, San Potito, giovane martire che con la sua vita ha testimoniato una fede coraggiosa e senza compromessi.
«I santi – ha ricordato il vescovo – non sono eroi irraggiungibili, ma uomini e donne che hanno messo Cristo al centro della propria vita».
Un invito rivolto a tutti a seguire il Signore con gioia, fedeltà e coraggio, prendendo esempio da chi ha saputo trasformare la propria vita in una testimonianza d’amore. Al termine della celebrazione, il vescovo Giovanni ha voluto salutare personalmente i fedeli di San Potito, ringraziandoli per la calorosa accoglienza ricevuta. La giornata è proseguita in un clima familiare e fraterno, con un momento conviviale condiviso dalla comunità davanti a un caffè, a suggello di una festa vissuta all’insegna della fede e della comunione.
A San Potito di Ovindoli una celebrazione semplice e intensa ha così confermato la forza delle piccole comunità: luoghi dove la tradizione incontra la fede e dove il Vangelo continua a illuminare il cammino quotidiano delle persone.




