Capistrello. Una notte di terrore in campagna, il rumore delle pecore in fuga, l’abbaiare disperato dei cani da guardiania e la consapevolezza di non poter fare nulla per fermare l’attacco. Un branco di lupi ha devastato un gregge dell’azienda agricola Casale Tascone a Capistrello, lasciando dietro di sé una scia di morte e un danno economico pesantissimo per gli allevatori.
L’aggressione è avvenuta giovedì sera, intorno alle 18.30, in via Luco dei Marsi, in località Valle Fredda, proprio mentre i titolari stavano riportando gli animali in stalla dopo il pascolo. Un momento che doveva segnare la fine di una giornata di lavoro si è trasformato in un incubo.
“Abbiamo visto tutta la scena senza poter fare nulla”, racconta Leonarda Luciani, una delle titolari dell’azienda. “Abbiamo notato almeno due esemplari che attaccavano le pecore. Molti animali sono riusciti a scappare terrorizzati. Anche i nostri cani, pastori abruzzesi, sono intervenuti per cercare di difendere il gregge”.
Nel tentativo di proteggere le pecore, anche i cani hanno pagato un prezzo alto: uno dei giovani pastori abruzzesi è rimasto ferito durante l’inseguimento, mentre la sorella non è ancora stata ritrovata. La mattina successiva è arrivata la drammatica scoperta. Gli allevatori hanno perlustrato la zona alla ricerca degli animali dispersi e si sono trovati davanti a una scena devastante: 20 carcasse di pecore, quattro gravemente ferite e diversi esemplari ancora mancanti all’appello.
“Abbiamo trovato gli animali uno dopo l’altro. È stato un colpo durissimo”, raccontano dall’azienda. “Un allevatore non vede soltanto una perdita economica: vede il frutto del proprio lavoro distrutto e animali allevati con cura ridotti in quelle condizioni. È qualcosa che ti devasta”.
Sul posto sono intervenuti i veterinari della Asl, che hanno effettuato gli accertamenti e certificato i decessi. Successivamente è stata incaricata una ditta specializzata per lo smaltimento delle carcasse. Per le pecore ancora disperse sarà invece necessario presentare denuncia di smarrimento.
L’attacco riaccende il problema della presenza dei grandi predatori nelle aree vicine ai centri abitati e delle difficoltà quotidiane degli allevatori chiamati a convivere con una situazione sempre più complessa. Per chi vive del proprio gregge, ogni notte può nascondere un pericolo e ogni pascolo può trasformarsi in una corsa contro il tempo per proteggere gli animali.
A Capistrello resta il dolore per una strage che non ha colpito soltanto un allevamento, ma una famiglia che ogni giorno lavora con sacrificio e passione da 30 anni. Dietro quelle pecore perdute ci sono ore di lavoro, cura e una parte della vita degli allevatori che ora sono sconvolti e scioccati.




