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Avezzano riannoda le fila della memoria: nasce il premio giornalistico “Memorie in Valigia”

Daniele Cipriani di Daniele Cipriani
31 Luglio 2026
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Avezzano. Un ponte ideale tra passato e presente è stato gettato ad Avezzano grazie all’iniziativa promossa dal Centro Studi Grandi Migrazioni di Carmignano di Brenta, arrivato dal Veneto per ripercorrere la storia dell’emigrazione italiana in Europa e nelle Americhe. Nel corso di un incontro pubblico tenutosi nella Sala dei Gonfaloni del nuovo Comando della Polizia Locale, organizzato dalla consigliera comunale Federica Collalto, sono stati presentati dati, fotografie e drammatiche testimonianze dirette sui lutti collettivi che hanno segnato il Paese tra l’Ottocento e il Novecento.

L’evento ha visto la partecipazione della presidente del Centro Studi, la studiosa e scrittrice Giorgia Miazzo, e del vicepresidente, l’architetto Gianluca Parise. Con loro erano presenti il sindaco, il comandante della Polizia Locale Montanari, il vicequestore Iurato, il tenente colonnello Maggi per il 9° Reggimento Alpini, oltre a consiglieri, amministratori e cittadini. L’incontro è stato l’occasione per presentare il volume “Migrazioni Italiane in Europa. Storia e Testimonianze delle comunità italiane tra Belgio, Francia, Svizzera e Germania”, un’opera di 192 pagine che commemora i 70 anni dalla tragedia mineraria di Marcinelle e il 120esimo anniversario del disastro di Courrières in Francia, peggior incidente minerario della storia europea con 1.099 vittime, tra cui moltissimi adolescenti.

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Proprio da questa riflessione sull’Odissea vissuta da circa 30 milioni di italiani emigrati tra il 1861 e il 1985 ha preso forma l’idea del premio giornalistico “Memorie in valigia – le storie della nostra emigrazione”. Il concorso, rivolto al mondo delle scuole, vedrà gli studenti trasformarsi in cronisti del passato per indagare l’albero genealogico delle proprie famiglie. La competizione sarà focalizzata sull’emigrazione marsicana, con l’obiettivo di ricucire il legame tra chi è partito e chi è rimasto.

Durante la presentazione, l’autrice Giorgia Miazzo ha spiegato come la povertà e le tensioni sociali, politiche ed economiche siano state la molla di questo viaggio della speranza, trasformando l’emigrazione anche in uno strumento di conquista di diritti. Toccanti le testimonianze dirette rievocate in sala: quella di Michele, figlio di Francesco Cicora, inghiottito dall’incendio di Marcinelle e ancora senza una salma certa, e quella di Ilvana, figlia di Mario Piccin, il cui corpo venne riconosciuto solo grazie all’orologio e a una medaglietta di Lourdes.

Il sindaco ha sottolineato le condizioni difficilissime di chi fu costretto a chiudere la propria vita in una valigia di cartone per raggiungere il Nord Europa, il Belgio, la Francia, o destinazioni come Canada, Stati Uniti e Venezuela, spesso affrontando la condizione di emarginati. Ha inoltre richiamato la necessità attuale di leggi più concrete per gestire i flussi migratori. Sul tema della memoria è intervenuto anche il senatore Guido Liris, annunciando un disegno di legge per far riconoscere la Piazza caduti di Marcinelle e la Cappella vittime di Marcinelle a Manoppello quali monumenti nazionali, evidenziando il bisogno di unire la tutela dell’ordine pubblico all’umanità.

In conclusione, il procuratore della Repubblica di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato, ha fornito una chiave di lettura contemporanea, ricordando come la maggior parte degli arresti per spaccio riguardi la realtà degli immigrati, in prevalenza magrebini, invitando però a interrogarsi sull’alto consumo interno di cocaina e crack. Il procuratore ha evidenziato come la difficoltà di accettare lo straniero sia un fenomeno globale e come la ricostruzione storica fornita dal Centro Studi permetta una riflessione introspettiva che mette in comunicazione le sofferenze dei nostri antenati con le dinamiche mondiali odierne.

Nei prossimi mesi, il Centro Studi Grandi Migrazioni e l’amministrazione comunale di Avezzano avvieranno una collaborazione strutturata per valorizzare e custodire la memoria collettiva degli emigranti.

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