MARANO DEI MARSI – Una settimana per riportare vita, musica e convivialità nelle strade del paese e rinsaldare il legame tra chi è rimasto, chi torna durante l’estate e chi visiterà Marano dei Marsi per la prima volta. Dal 10 al 16 agosto 2026 il piccolo borgo marsicano sarà animato da una serie di appuntamenti dedicati alla musica, alle tradizioni e ai sapori locali. Il momento culminante sarà quello delle “Cantine Maranesi”, in programma domenica 16 agosto, quando alcune delle antiche cantine del paese riapriranno le loro porte e i vicoli diventeranno un percorso enogastronomico a cielo aperto.
A promuovere l’iniziativa è un gruppo di amici composto da Laura, Fabiana, Silvia, Alessandro e Francesco, uniti dal desiderio di contribuire alla rinascita del paese nel quale sono cresciuti. «Da anni portiamo avanti lo stesso sogno: far rivivere Marano, la nostra casa», scrivono nella lettera aperta inviata alla nostra redazione. Il loro racconto parte dal rapporto profondo con un paese piccolo, nel quale il senso di appartenenza continua a essere alimentato dalle relazioni quotidiane, dalla memoria familiare e dal ritorno estivo delle persone che vivono altrove.
«Un paese piccolo, con un cuore immenso. Un borgo di radici profonde, dove il senso di comunità non è una parola ma un modo di vivere. Dove ci si saluta per nome, dove la festa è il momento in cui chi è partito torna, e chi è rimasto accoglie». È proprio il ritorno a rappresentare uno dei significati principali dell’iniziativa. Le giornate comprese tra il 10 e il 16 agosto vogliono infatti offrire un’occasione d’incontro tra generazioni e tra differenti esperienze di vita: quelle di chi non ha mai lasciato Marano, di chi torna in paese soltanto per le vacanze e di chi si avvicina per la prima volta al borgo.

Il 16 agosto tornano le Cantine Maranesi
Il cuore della manifestazione sarà la serata di domenica 16 agosto. Per una notte, alcune cantine ricavate nella pietra torneranno a essere luoghi di incontro e convivialità. Non semplici spazi utilizzati un tempo per conservare il vino, spiegano i promotori, ma luoghi legati alla memoria e alla vita sociale della comunità.
«Per noi le cantine non sono solo cantine. Sono la memoria del paese. Sono i luoghi scavati nella pietra dove i nostri nonni conservavano il vino, dove si parlava fino a tardi, dove si brindava ai raccolti e alle nascite. Sono il salotto segreto di Marano». Le porte delle cantine si apriranno lungo un itinerario che attraverserà i vicoli del paese, tra luci, tavoli, musica, vini locali e piatti della tradizione. Ogni tappa proporrà sapori e atmosfere differenti, trasformando la visita in una passeggiata attraverso la storia e l’identità di Marano. «Una serata simbolo della nostra estate. La serata in cui Marano mostra la sua anima più vera: accogliente, generosa, viva», scrivono ancora gli organizzatori.
L’obiettivo dichiarato va oltre la realizzazione di una festa estiva. Attraverso la riapertura delle cantine e il coinvolgimento della comunità, il gruppo vuole dimostrare che anche un piccolo borgo può ritrovare energia partendo dalle proprie radici, dalla memoria dei luoghi e dalla partecipazione delle persone. «Vi aspettiamo per brindare insieme, per far rivivere le nostre radici e per dire che Marano c’è. Perché le feste più belle sono quelle fatte a casa».
I promotori ringraziano il sindaco di Magliano de’ Marsi, Pasqualino Di Cristofano, e l’Amministrazione comunale per il sostegno accordato al progetto. Un ringraziamento viene rivolto anche alla Protezione civile e alla Misericordia di Magliano de’ Marsi, impegnate nei servizi di sicurezza e assistenza durante la manifestazione. Una settimana di festa, dunque, ma anche un progetto collettivo che prova a contrastare lo spopolamento e la perdita di vitalità dei piccoli centri attraverso la socialità, la cultura enogastronomica e il recupero dei luoghi della memoria. Perché, come ricordano i cinque giovani nella loro lettera, Marano non è soltanto il luogo dal quale si parte. È soprattutto il luogo nel quale si continua a tornare.




