San Benedetto dei Marsi. C’è un luogo, nel cuore di San Benedetto dei Marsi, dove la storia continua a riemergere con tutta la sua straordinaria forza. È la domus romana scoperta sotto corso Vittorio Veneto, una delle testimonianze più significative dell’antica Marruvium, la “Splendidissima Marruvium” celebrata dalle fonti classiche, che oggi si presenta al pubblico con mosaici ancora più leggibili e valorizzati grazie a un importante intervento conservativo.
La Soprintendenza ha infatti portato a termine un intervento di manutenzione dei pavimenti musivi affidato alla funzionaria restauratrice Francesca Cardinale. Un lavoro accurato che ha restituito vivacità cromatica alle superfici e migliorato le condizioni di conservazione, consentendo ai visitatori di apprezzare pienamente la raffinatezza decorativa che impreziosiva gli ambienti dell’antica abitazione romana.
L’intervento sui mosaici rappresenta un tassello di un programma più ampio dedicato alla valorizzazione del patrimonio archeologico di Marruvium. Il progetto è coordinato dalla funzionaria archeologa Emanuela Ceccaroni, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, che nelle scorse settimane ha promosso una serie di visite guidate per avvicinare cittadini e turisti alla storia dell’antica città romana.
L’obiettivo è quello di rendere sempre più accessibile un patrimonio di grande valore storico e culturale, rafforzando il legame tra la comunità e le proprie radici.
Ad agosto la Domus apre le sue porte ai visitatori
Per consentire al pubblico di ammirare da vicino i mosaici restaurati e gli ambienti della domus, sono previste aperture straordinarie nei giorni 1, 23, 28 e 29 agosto, con i seguenti orari:
- dalle 10.00 alle 12.30;
- dalle 16.00 alle 18.00.
Per organizzare visite in altre giornate è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo [email protected] oppure al numero 328 4259360.
Con il recupero dei suoi preziosi mosaici, la domus di Marruvium torna a raccontare, con rinnovato splendore, una delle pagine più affascinanti della storia del Fucino e dell’Abruzzo antico.




